È una notte di tempesta. Sei nel tuo appartamento a guardare nervosamente dalla finestra gli alberi che si piegano nel vento quando ricevi una chiamata dalla tua migliore amica dall’altra parte della strada. Da lei la luce è andata via – tu ce l’hai ancora? All’improvviso, il salotto sprofonda nel buio. Scendi dall’edificio, ti dice. Ci vediamo al piano di sotto. È allora che ti accorgi di non essere solo. E poi tutto comincia ad andare storto.
Potrebbe tranquillamente essere la premessa di una nuova serie horror Netflix: un episodio di Black Mirror magari, o qualcosa di inquietante firmato Ryan Murphy. Ma invece di guardare semplicemente dove va la storia, adesso ne fai parte. Quando la tua amica chiama, nel gioco, il tuo smartphone squilla davvero. Quando si spegne la luce, usi lo stesso dispositivo per accendere una torcia e guardarti intorno. E quando le ombre che danzano negli angoli cominciano a muoversi, è la tua pelle, per davvero, a farti venire i brividi.
Questo è Unhinged, un nuovo gioco narrativo, in uscita il 30 giugno, che apparirà automaticamente sulla tua app Netflix (a patto che il tuo televisore sia abbastanza recente da supportarlo). Starring Sadie Sink e Zoë Kravitz, la storia horror interattiva e immersiva non è un videogioco nel senso in cui la maggior parte delle persone lo intende: nessuna console da comprare, nessun controller da imparare. È il tuo smartphone a diventare il punto d’accesso al mondo del gioco, guidandoti attraverso un inquietante palazzo, mentre rispondi a telefonate e messaggi di amici e vicini nel tentativo di scappare. «Non vogliamo fare concorrenza a Resident Evil», scherza Sean Krankel, fondatore di Night School Studios – società acquisita da Netflix nel 2021 – e responsabile dei giochi narrativi per la piattaforma. «È il tipo di cosa per cui ti dici “voglio vivere una storia”, non “voglio diventare bravissimo in un gioco con difficoltà crescente”».
Netflix è presente nel mondo dei videogiochi da diversi anni. Quello che era cominciato con una manciata di giochi per mobile – incursioni interattive nell’universo di Stranger Things, una partnership con Red Dead Redemption, una serie di titoli per bambini su tablet – si è presto trasformato in giochi legati alle serie, party game e brevi esperienze in prima persona giocabili inquadrando un codice QR sul televisore.
Night School era nota per creare esperienze fuori dagli schemi, in particolare Oxenfree del 2016, un gioco paranormale ispirato ai film di formazione e disponibile su PC, Xbox e PlayStation 4. Quando Netflix ha acquisito Night School, cinque anni fa, il team ha lavorato inizialmente al sequel di Oxenfree, poi a Thronglets, un gioco per mobile che era anche un elemento narrativo in un episodio di Black Mirror. Ora lo streamer alza l’asticella. Unhinged è una storia autonoma, senza legami con nessuna IP Netflix esistente. Come spiega Krankel, è «il debutto ufficiale del nostro team».
Per creare qualcosa di completamente nuovo, la squadra ha guardato ad altri giochi con una soglia d’accesso bassa, in particolare alle console Nintendo dei primi anni Duemila, che invitavano anche i neofiti a mettersi in gioco. «Abbiamo studiato a fondo la Wii e il Nintendo DS», racconta Sam Warner, Game Director di Night School. «Ci sono cresciuto, e credo che quella concentrazione su un gameplay innovativo e originale sia stata davvero il punto di partenza del gioco». L’obiettivo era creare un videogioco per gli appassionati di horror, non per chi era già incline a cercare giochi digitali. «Se hai Netflix e un telefono, questo fa per te», dice.

‘Unhinged’. Foto: Netflix
Il gioco è ambientato in un palazzo che ricorda vagamente New York, ma potrebbe essere qualsiasi città. All’inizio, guardi il salotto dal punto di vista della protagonista Ava (Kravitz), con lo smartphone in mano. I giocatori possono fare scelte – rispondere alla chiamata di Claire (Sink), uscire nel corridoio, cercare di mettersi in contatto con il portiere per capire cosa sta succedendo – e a seconda delle decisioni prese la storia si svilupperà in modo diverso. I movimenti sono controllati da un’interfaccia intuitiva sul telefono, che permette anche di chiamare o inviare messaggi ai personaggi. Una mossa sbagliata, e le cose precipiteranno in fretta.
Il primo seme di Unhinged è nato da una svolta tecnologica raggiunta da Night School circa due anni fa: la possibilità di puntare il proprio smartphone verso il televisore per usarlo come torcia per orientarsi in un mondo digitale. «Invece di cercare di far funzionare i comandi classici – joystick e tasti – sullo schermo di uno smartphone, il che di solito non funziona granché, ci siamo detti: progettiamo qualcosa di completamente su misura, che faccia sembrare il telefono “magico”».
Poi hanno scoperto come far rimbalzare l’audio avanti e indietro tra televisore e telefono: quando ricevi una chiamata nel gioco, per esempio, l’audio arriva dal telefono mentre i suoni d’ambiente continuano a uscire dal televisore. «Ci sono voluti due o tre mesi per sviluppare una storia in parallelo con quell’andirivieni, e così la meccanica ha ispirato la storia più che il contrario», dice Krankel. Sapevano fin dall’inizio che il gioco sarebbe stato horror, ma solo quando la meccanica della torcia ha preso forma hanno trovato l’ambientazione giusta. «L’altro momento di illuminazione è stato quando ci siamo resi conto che, se le persone giocano a casa propria, ambientarlo in una situazione di intrusione domestica sarebbe stato davvero terrificante», spiega Krankel.
Il gioco dura dai 20 ai 50 minuti, ma in quel lasso di tempo succede molto. «È un’esperienza breve, ma con molte opportunità di fallire», dice Krankel. In fase di sviluppo avevano inserito una serie di altre funzionalità – conversazioni da gestire, una serie completa di app nel telefono – ma durante la produzione hanno semplificato il tutto. «È volutamente compatto, come una serie», dice Krankel. «Così puoi giocarlo in una sera e dirti: “Cazzo, era pazzesco, riproviamo”».
L’obiettivo, quindi, è convincere chi di solito non gioca ai videogiochi a dar loro una possibilità. Nello sviluppo, «abbiamo parlato molto sia delle escape room che delle attrazioni di Disneyland», spiega Krankel. «Per entrare in un’escape room o salire sull’attrazione di Indiana Jones non hai bisogno di competenze specifiche, non ti preoccupi di fare una figura da idiota se non sei bravo. Vogliamo che i giochi narrativi restituiscano questa sensazione».















