Secondo Stewart Copeland, la causa che oppone lui e Andy Summers all’ex compagno di band Sting non ha rovinato i loro rapporti. Anzi, vanno d’accordo nonostante il batterista e il chitarrista abbiano citato in giudizio il cantante dicendo di essere stati ingiustamente esclusi dalla ripartizione delle royalties delle canzoni dei Police. Hanno chiesto due milioni di dollari. Sting ha riconosciuto loro 870.000 dollari, ma i due reclamano una somma maggiore.
Una cosa del genere di solito rovina eccome i rapporti (non che prima…). Copeland dice invece che lui, Summers e Sting vanno d’accordo. «Non siamo noi a essere in tribunale. Lo sono i contabili, da qualche parte a Londra», ha detto a Billboard. «Io mi limito a chiedere di farmi sapere come andrà a finire»,
Il batterista dice che sente ancora Sting. I due si parlano (o si scrivono) di «figli, meme di Instagram, stupidaggini varie… Sono contento che si vada perfettamente d’accordo, e sappiamo anche perché. Non è una questione di impulsi satanici o per via di una qualche debolezza umana come gelosia, avidità, orgoglio o altro. È perché c’è stato un periodo in cui i nostri universi musicali si sono sovrapposti e abbiamo creato cose incredibili. Abbiamo ottenuto tutto ciò che dovevamo ottenere. Come mi capita di dire spesso ultimamente, il vecchio Sting-O ed io facciamo musica per ragioni diverse, e la musica occupa un posto diverso nelle nostre vite. Perciò andiamo d’accordo a condizione di non cercare di fare musica insieme».
Copeland sta scrivendo un nuovo libro che descrive come «una sorta di guida alla vita che fai quando la gente ti insegue per un autografo, i giornalisti ti fanno domande scomode e tutte le altre cose che comporta essere una celebrità del rock, in tutta la sua bizzarria. Perché è davvero strano, non è normale: la gente non tratta i musicisti come tratta i dentisti, anche se i dentisti sono infinitamente più importanti per la loro salute. Vivere in quel mondo bizzarro, stando in piedi su un piedistallo precario, è un’esperienza decisamente particolare».
Quando ci abbiamo parlato un anno fa, Copeland ci ha detto il titolo del libro The Complete Rockstar: How to Survive on More Fame and Fortune Than You Deserve e lo ha descritto come «un’analisi antropologica del fandom e allo stesso tempo un manuale per giovani musicisti in cui spiego come affrontare varie situazioni, dalle cerimonie tipo i Grammy a cosa fare in camerino per passare il tempo o come scegliere tra un Learjet e un tour bus».













