Il Parc del Fòrum si è appena spento sull’ultima notte del Primavera Sound 2026, e in tanti sono ripartiti da Barcellona con la testa ancora là, sul lungomare, dove per cinque giorni il suono di The Cure, Gorillaz, Olivia Rodrigo e della reunion dei The xx si è armonizzato con quello delle onde del Mediterraneo.
Ma chi pensa che la stagione musicale spagnola si chiuda con i titoli di coda del festival si dovrà ricredere. L’estate, in realtà, è appena cominciata. E Vueling, compagnia aerea di Barcellona, la racconta nel modo che le riesce meglio, trasformando il decollo nel momento in cui pregustare i concerti di un nuovo festival. Dalle coste catalane ai Paesi Baschi, fino al cuore pulsante delle Baleari, ci sono tre città che diventano altrettanti modi di vivere la musica. Tre destinazioni, tre scene, tre modi diversi di intendere l’estate, tutte raggiungibili con un solo bagaglio a mano e la voglia scoprire nuovi artisti e nuovi suoni.
Barcellona, intanto, non si è fermata un attimo. Smaltito il Primavera Sound, la città si è rimessa subito in moto con il Sónar, che dal 18 al 20 giugno è tornato alla Fira Gran Via per la sua trentatreesima edizione, fedele alla missione inaugurata nel 1994: mettere in dialogo la musica elettronica più ricercata e le culture digitali. Il cartellone 2026 è stato un caleidoscopio sonoro, che va dalla techno di Charlotte de Witte, Amelie Lens e Sara Landry ai live di The Prodigy e Modeselektor, fino ai bassi e all’hip-hop sperimentale di Skepta e Nia Archives.
Poche settimane di pausa e si torna al al Parc del Fòrum, con il Cruïlla, dall’8 all’11 luglio. Il nome stesso dice già molto su questo festival: in catalano “cruïlla” significa crocevia, ed è esattamente questo, un punto in cui rock, indie, elettronica e ritmi latini si incontrano, fondendosi tra loro. Nato nel 2005 come una semplice serie di concerti, oggi è uno dei punti di riferimento nella scena europea in cui si mescolano musica e arte contemporanea. Con l’edizione 2026 il festival porta sul palco un cast eclettico come la sua anima: Jovanotti, i Pixies, David Byrne, i The Black Crowes, i Garbage, Halsey e i colombiani Bomba Estéreo. Il tutto circondato dal meglio della mu
Il bello di Barcellona, però, è che la musica non si esaurisce mai sui palchi principali. La città è una delle capitali europee dei nuovi suoni, e basta poco per scoprirlo: vale la pena perdersi tra i locali del Raval e di Gràcia, o fermarsi in venue storiche come la Sala Apolo o il Razzmatazz, dove cresce la scena di domani. Tra i nomi spagnoli emergenti da tenere d’occhio c’è BB Trickz, futuro del nuovo rap iberico, mentre per chi ama le contaminazioni tra flamenco contemporaneo ed elettronica il riferimento è Ralphie Choo, uno dei talenti più interessanti della nuova generazione. E poi c’è la città, continua meraviglia, con le architetture visionarie di Gaudí (dalla Sagrada Família a Casa Batlló fino al Parc Güell) che quest’anno assumono un significato speciale per il centenario della morte dell’architetto. Dall’Italia, questa estate Barcellona è raggiungibile con Vueling da Bologna, Bari, Cagliari, Catania, Roma Fiumicino, Firenze, Genova, Milano Malpensa, Napoli, Olbia, Palermo, Torino e Venezia. Insomma, c’è l’imbarazzo della scelta.
Dal Mediterraneo, si sale verso i Paesi Baschi, il passo è breve, e a Bilbao la musica prende i colori di un anniversario importante. Il Bilbao BBK Live festeggia infatti la sua ventesima edizione, dal 9 all’11 luglio, sul Monte Kobetamendi, alle porte della città: immerso nel verde e affacciato sullo skyline basco, al BBK il paesaggio fa parte dello spettacolo, con concerti e dj set che proseguono fino a notte fonda in una cornice naturale d’eccezione. L’edizione del ventennale, inoltre, mette sul piatto i grandi nomi internazionali, con Robbie Williams a Calvin Harris a guidare il cartellone, l’energia degli IDLES, gli Interpol, Lily Allen, la leggenda David Byrne, la techno di Charlotte de Witte e Richie Hawtin. Accanto agli headliner, inoltre, il BBK ha sempre dato spazio al talento di casa, ed è la cornice ideale per scoprire chi sta ridisegnando la scena locale, su tutti Aimarz e BARRRK.

L’area Vueling al Primavera Sound 2026. Foto: Vueling
E poi c’è lei, la Isla. Parlare di esperienze musicali in Spagna senza nominare Ibiza sarebbe un’omissione imperdonabile, perché qui la musica è nel DNA dell’Isola Bianca: da fine aprile a metà ottobre, ogni notte della settimana ha la sua residency, il suo club, il suo suono riconoscibile, e basta scegliere quando partire per sapere già dove si finirà a ballare. Il programma 2026 è uno dei più ricchi di sempre. Al Pacha, ogni domenica torna Solomun con il suo +1, una delle residency più famose al mondo, con il DJ di Amburgo e i suoi ospiti a sorpresa.
E poi il DC-10, con il suo lunedì sera sinonimo di Circoloco, rifugio degli amanti dell’house e della techno più underground. L’Amnesia, che quest’anno celebra i suoi cinquant’anni, dalla disco di Glitterbox alle sonorità più techno di Pyramid o Music On, la serata targata Marco Carola. E ancora, Ushuaïa, con i suoi tramonti e i set di Calvin Harris al venerdì. Non serve aggiungere altro, a Ibiza la magia è dietro l’angolo, magari all’alba, lasciando il club per andare a vedere il sole sorgere sulla spiaggia di Las Salinas o Cala d’Hort. Dall’Italia, questa estate Ibiza è raggiungibile con Vueling da Roma Fiumicino e Milano Malpensa.
Tre città, tre scene, tre modi di vivere l’estate, e questo Vueling lo sa bene. Dalla Catalogna ai Paesi Baschi fino alle Baleari, basta decidere la colonna sonora, fare la valigia, e prenotare il volo. Al resto ci pensa la musica.










