È morta a 56 anni Marjane Satrapi, artista, fumettista, regista e scrittrice franco-iraniana diventata famosa in tutto il mondo grazie a Persepolis, la graphic novel autobiografica che ha raccontato come pochi altri il trauma della rivoluzione islamica in Iran e l’esperienza dell’esilio.
La notizia è stata annunciata dal suo entourage all’Agence France-Presse. In un comunicato diffuso giovedì 4 giugno, i suoi familiari hanno spiegato che Satrapi sarebbe «morta di tristezza poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l’amore della sua vita». Produttore, attore e sceneggiatore, Ripa se n’era andato l’8 aprile 2025.
Nata a Rasht, in Iran, nel 1969, Satrapi aveva lasciato il Paese nel 1984, cinque anni dopo la rivoluzione dei mullah che aveva trasformato profondamente la società iraniana. Quell’esperienza sarebbe diventata il cuore della sua opera più celebre, Persepolis appunto, pubblicata all’inizio degli anni Duemila e poi adattata in un film d’animazione diretto dalla stessa Satrapi insieme a Vincent Paronnaud.
Presentato al Festival di Cannes nel 2007, il lungometraggio vinse il Premio della giuria e ottenne una candidatura all’Oscar come miglior film d’animazione. Attraverso lo sguardo di una bambina che cresce tra repressione politica, guerra e desiderio di libertà, Persepolis è riuscito a trasformare una storia personale in un racconto universale, diventando una delle graphic novel più influenti del XXI secolo.
Negli anni successivi, Satrapi ha continuato a lavorare tra cinema, illustrazione e scrittura, mantenendo sempre un forte impegno civile e politico. Le sue prese di posizione contro il regime iraniano l’hanno resa una delle voci più ascoltate della diaspora iraniana in Europa.
Nel 2025 aveva fatto discutere la sua decisione di rifiutare la Legion d’Onore francese, la più alta onorificenza del Paese. Una scelta motivata dalla volontà di denunciare quello che definì «l’atteggiamento ipocrita della Francia nei confronti dell’Iran».
Solo pochi mesi prima aveva celebrato l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace all’attivista iraniana Narges Mohammadi con una delle sue dichiarazioni più celebri: «È come se avessero abbassato i pantaloni ai mullah».
Con la morte di Marjane Satrapi scompare una delle figure culturali più importanti degli ultimi decenni, capace di usare il fumetto, il cinema (tra gli altri suoi film: Pollo alle prugne, The Voices e Radioactive) e l’arte per raccontare la libertà, la memoria e il prezzo dell’oppressione.










