Peter Gabriel ha pubblicato A Hard Lesson, la canzone più vecchia fra quelle che entreranno a far parte dell’album o\i che uscirà entro la fine dell’anno. È per ora uscito il Bright-Side Mix realizzato da Mark “Spike” Stent, con la prossima luna nuova uscirà il Dark-Side Mix.
Scritta dall’arista e prodotta con Mike Elizondo, «ha iniziato a prendere forma tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, quando ero in Senegal. Mi stavo innamorando della musica che ascoltavo lì. Adoravo la tensione creata dall’uso delle poliritmie, in particolare i tempi in tre e in quattro, e da lì è partita la canzone».
Gabriel definisce la canzone «eccentrica, strana e lunga». Dura 6 minuti e 42 secondi. «È un viaggio. Parla del tentativo di trovare un posto, il proprio posto nel mondo. Mi sono tra le altre cose divertito a giocare con riferimenti al vecchio R&B e alla musica folk. È una di quelle canzoni che hanno rischiato di finire nella categoria del “quasi” in un paio di vecchi progetti e che hanno dovuto aspettare 30 o 40 anni prima di prendere forma».
«A volte le cose richiedono tempo: la maggior parte delle persone lavora molto più velocemente, ma io non ho alcun problema ad accettare il mio modo di procedere. Alcune idee maturano ed evolvono in modo spontaneo, altre restano semplicemente chiuse in un cassetto fino a quando non arriva il momento di vedere la luce».
Il pezzo ha una storia talmente lunga che, secondo Gabriel, il numero di persone che vi hanno contribuito in varie fasi supera quello di tutti i collaboratori del resto dell’album messi assieme.
«Mi sono piaciute così tante delle idee che negli anni sono state aggiunte che in un certo senso il pezzo è stato “assemblato”, un po’ come un puzzle. Tony Berg, che negli anni ’90 era il mio A&R, ha aggiunto delle parti di chitarra e David Rhodes ha contribuito con moltissime cose nel corso del tempo. Anche Richard Evans ha provato a realizzarne una versione più industrial e alcuni piccoli elementi di quella versione sono rimasti».
«Ho sperimentato un campionamento di clavicembalo sul sintetizzatore, che ha creato il carattere folk del ritornello, e poi ho chiesto a Richard di arricchirlo con strumenti acustici tra cui il mandolino, che secondo me dà un sapore migliore alla sezione centrale e ai ritornelli. Mike Elizondo ha co-prodotto questa versione e ha avuto un ruolo importante nella lavorazione del brano. Ha anche aggiunto un basso corposo, mentre Abe Rounds, con cui collabora, ha inserito delle splendide ritmiche fluide».
Ogni canzone di o\i è accompagnata da una parte visiva. Nel caso di A Hard Lesson si tratta di una immagine estratta da una video-opera di Francis Alÿs, artista belga che dagli anni ’80 vive a Città del Messico. L’immagine dell’uomo con le pecore è tratta da Cuentos patrióticos, realizzato collaborazione con Rafael Ortega. Fa riferimento una protesta dei dipendenti pubblici avvenuta nell’agosto del 1968, la cosiddetta Marcia delle pecore. Furono convocati dal governo a partecipare a una manifestazione in risposta a una protesta studentesca in Piazza della Costituzione. I dipendenti pubblici si presentarono a quella manifestazione forzata di sostegno al governo, ma protestarono dicendo che erano stati portati lì come pecore, imitandone il verso.
In Cuentos patrióticos Alÿs gira attorno all’asta della bandiera in Piazza della Costituzione accompagnato dai rintocchi della campana della cattedrale. «Mi ha subito colpito l’immagine con l’asta, l’uomo e le pecore. Non saprei dire razionalmente perché mi ha attratto, ma mi sembrava parlasse dell’idea di “posto” e quindi mi pareva funzionasse benissimo per la canzone».
«Si vede Francis Alÿs camminare in quella stessa piazza a Città del Messico, seguito inizialmente da una pecora; altre poi si uniscono e continuano a girare in cerchio. È un’immagine eccentrica, strana, la adoro. Credo sia un film notevole, mi auguro che possiate scoprire anche altri suoi lavori».











