Marcia Lucas, la montatrice che vinse l’Oscar per Star Wars, diretto dall’allora marito George Lucas, e che contribuì a plasmare alcuni dei film più influenti degli anni Settanta, è morta nei giorni scorsi a Rancho Mirage, in California. Aveva 80 anni. L’avvocato della famiglia ha confermato la causa: un tumore.
«Marcia sarà ricordata come una narratrice brillante, una pioniera per le donne nel cinema, una madre e nonna affettuosa, un’ospite generosa e un’amica leale, il cui umorismo e la cui energia illuminavano ogni stanza in cui entrava. La sua influenza sul cinema è indelebile, ma chi l’ha conosciuta meglio ricorderà soprattutto il modo in cui riusciva a rendere la vita più intensa, più bella, più divertente e piena d’amore», si legge nel comunicato della famiglia. «Il suo lavoro era noto per l’intelligenza emotiva, il ritmo e l’umanità: una rara capacità di trovare la verità di una scena e portare sullo schermo cuore, slancio e chiarezza».
Spesso definita l’«arma segreta» di George Lucas, Marcia Lucas fu co-montatrice di American Graffiti, che le valse una candidatura all’Oscar, e successivamente vinse la statuetta per il montaggio di Star Wars. Lavorò anche a Il ritorno dello Jedi, oltre che a film di Martin Scorsese come Alice non abita più qui, Taxi Driver e New York, New York.
Il suo contributo alla costruzione dell’universo di Star Wars fu determinante. Nel libro The Secret History of Star Wars, Michael Kaminski scrive: «Marcia, insieme a molti amici di George, valutava quali personaggi funzionassero e quali no, quali scene fossero efficaci e quali meno. Lucas costruiva la sceneggiatura anche sulla base di questi confronti. Marcia è sempre stata molto critica nei confronti di Star Wars, ma era una delle poche persone che George ascoltava davvero, sapendo che aveva un talento speciale nel creare personaggi forti».
In un’intervista a Rolling Stone del 1977, George Lucas raccontò che fu proprio lei a suggerire la morte di Obi-Wan Kenobi sulla Morte Nera. «Più riflettevo sull’idea di far morire Ben, più mi convinceva, perché aumentava la minaccia rappresentata da Vader e si collegava alla Forza e alla possibilità di usare il lato oscuro».
Anche Mark Hamill ha attribuito a Marcia Lucas una delle scene più memorabili del film originale. «So per certo che fu lei a convincere George a mantenere quel piccolo “bacio portafortuna” prima che Carrie Fisher e io ci lanciassimo nel vuoto appesi alla corda», raccontò l’attore. «George pensava che durante le anteprime il pubblico ridesse della scena, ma lei gli disse: “George, ridono perché è dolce e inaspettato”. E la sua influenza era tale che, se voleva tenere una scena, quella scena restava».
Nata Marcia Lou Griffin a Modesto, in California, crebbe a North Hollywood e iniziò la propria carriera come archivista cinematografica prima di entrare nel programma di apprendistato del sindacato dei montatori. Conobbe George Lucas mentre entrambi lavoravano con la leggendaria montatrice Verna Fields. I due si sposarono nel 1969 e Marcia lavorò come assistente al montaggio nel primo lungometraggio di Lucas, THX 1138.
La coppia divorziò nel 1983. Il suo secondo matrimonio, conclusosi nel 1993, fu con Tom Rodrigues, responsabile di produzione presso Skywalker Ranch.
Lascia le figlie Amanda Lucas e Amy Soper, i nipoti Felix Hallikainen, Aeliana Hallikainen e Knox Soper, oltre alla famiglia scelta composta da Sarah Dyer e Jon Taylor.















