Robert Fripp spiega che fine ha fatto «il cosiddetto nuovo album dei King Crimson» | Rolling Stone Italia
La fine?

Robert Fripp spiega che fine ha fatto «il cosiddetto nuovo album dei King Crimson»

Ha anche raccontato che non si esibisce dal vivo col gruppo perché ha altre priorità e perché non è facile tornare al livello con cui suonava prima dello stop

Robert Fripp spiega che fine ha fatto «il cosiddetto nuovo album dei King Crimson»

I King Crimson nel 2019

Foto: Raphael Dias/Getty Images

Nella stessa intervista concessa ad Uncut in cui ha parlato in modo colorito del ricovero in Italia, Robert Fripp ha spiegato che fine ha fatto il progetto di incidere un disco con i King Crimson, disco che in qualche modo è stato iniziato dopo le ultime performance del gruppo, ma mai sviluppato davvero.

«È il cosiddetto nuovo album dei King Crimson. Anche se avevamo registrato tutti i concerti per gli archivi, i batteristi erano convinti che il suono sarebbe stato migliore se avessero registrato separatamente», spiega Fripp. L’ultima formazione dei Crimson provedeva per tre batterie: Pat Mastelotto, Gavin Harrison, Jeremy Stacey.

«Così i batteristi hanno riregistrato le loro parti con l’idea che tutti noi potessimo incidere le nostre parti separatamente in modo da essere fedeli allo spirito delle performance dal vivo, ma con un suono molto, molto più compatto. Stava a Jakko Jakszyk portare avanti il tutto, ma credo che sia stato coinvolto in altri progetti e alla fine la cosa non è mai arrivata fino a me. Così il momento buono è passato e con esso anche un nuovo album dei King Crimson».

Nell’intervista Fripp spiega che non ha alcuna intenzione di rimettere in piedi i King Crimson dal vivo, almeno per ora. «Se dovessi fare concerti con i King Crimson dovrei esercitarmi almeno quattro ore al giorno. Ma al momento non mi esibisco più in pubblico. Ci sono altre cose di cui mi sto occupando che in questo momento hanno maggiore priorità: in sostanza, mettere ordine nei miei affari. Se morissi ora, i miei affari sarebbero un disastro. Perché? Perché sono in tour da 55 anni».

«Quando suono al livello che mi sono prefissato, che per i King Crimson, significa Fracture, Larks’ Tongues in Aspic Part IV, Frame by Frame, il che equivale a semicrome a 156-158 bpm, dal punto di vista fisico siamo a livelli olimpici per la chitarra. E dopo un anno di pausa a causa del Covid era molto difficile tornare a quel livello. Arrivare a un certo livello esecutivo, devo ammetterlo, rappresenta una sfida durissima. E oggi non sento il bisogno di esibirmi in pubblico. Sento invece il bisogno di lavorare con gli studenti di Guitar Craft».