Un nuovo divertentissimo modo con cui l’AI frega i musicisti | Rolling Stone Italia
Economia dell’attenzione

Un nuovo divertentissimo modo con cui l’AI frega i musicisti

I creator di TikTok trasformano con Suno i messaggi dei loro telefoni in canzoni che vengono ascoltate più di quelle “vere”. Nella competizione per il tempo degli utenti vincono i contenuti facili. E la musica diventa leggerissima

Un nuovo divertentissimo modo con cui l’AI frega i musicisti

I video di Justice Washam virali su TikTok

Foto: screenshot via Justice Washam/TikTok

Justice Washam ha 30 anni, fa l’agente di viaggio, vive nell’Illinois, ha tre figli e crea contenuti su TikTok a tema viaggi e genitorialità. Pur avendo 250mila follower, fino a inizio aprile non aveva guadagnato granché dalla piattaforma. L’obiettivo che si era prefissata di raggiungere il milione di follower entro la fine del 2026 sembrava decisamente irrealistico fino a quando un’amica le ha inviato un TikTok in cui gli screenshot di alcuni messaggi ricevuti sul telefono erano stati trasformati nel testo di una canzone generata con l’AI.

«I messaggi di tua figlia sono perfetti per questo trend», gli ha detto l’amica. Washam lo ha fatto, ha raccolto messaggi in cui la figlia undicenne chiedeva bevande di Starbucks (“strawberry acai with no inclusions and light ice made with lemonade”), il permesso di aprire un account social (“tutto quello che voglio per Natale è Snapchat”) e altre cose da preadolescente (“mamma, non so cosa fare con i capelli, mamma, perché non rispondi?”). Ha scaricato Suno, ha incollato le parole della figlia e chiesto di generare una canzone nello stile della Avril Lavigne dei primi anni 2000 perché «quando avevo io la sua età quel tipo di pop-punk andava fortissimo».

Ha scelto la prima versione generata dalla app e ha girato il video ballando e cantando in playback il testo. Dopo essersi assicurata che la figlia fosse d’accordo, ha pubblicato ed è andata a dormire. Quando si è svegliata la mattina dopo il video aveva raggiunto un milione di visualizzazioni. Cinque settimane dopo è arrivato a quasi 10 milioni e Washam ha guadagnato 200mila nuovi follower.

@justicetheexplorer My 11 year old daughter is literally an ICON #preteen #kids #mom #music #parenting ♬ original sound – Justice Washam

È uno dei trend musicali di TikTok: amici, parenti, conoscenti e (a volte) nemici trasformano i testi delle chat in canzoni generate dall’intelligenza artificiale. È un trend perfetto per Suno, che in questo periodo se la deve vedere con la battaglia legale voluta da due major discografiche per il modo in cui il suo modello è stato addestrato e viene guardata con sospetto da ampie fette dell’industria musicale. E se invece di sostituire musicisti e produttori, gli strumenti AI che generano musica diventassero una specie di filtro Snapchat?

Alcune delle canzoni create così hanno persino un effetto terapeutico, come quella di una donna che ha trasformato in una canzone in stile Broadway i messaggi del tizio che le chiedeva di rimborsargli la cena e l’Uber perché non era andata a casa da lui (intermezzo a cappella: “142 dollari e 18 centesimi, per l’esattezza”). È nato persino un sottogenere di canzoni costruite sui messaggi Slack di capi molesti (cantante AI pop-rock: “Mi serve entro fine giornata / lo so che sono le 16:47”) e ci sono moltissime canzoni emo costruite sui messaggi dei figli ai genitori. Dopo che un pezzo simile al suo è diventato virale, Washam ha commentato così: «Wow, le nostre figlie si assomigliano tantissimo… solo che lei una figlia non ce l’ha».

Uno dei tanti pezzi virali è basato sullo scambio di messaggi tra due amiche: una delle due è bloccata nella camera da letto di un uomo mentre la compagna di lui sta rientrando a casa. Il suo “HELP HELP HELP HELP” tutto in maiuscolo si trasforma in un crescendo gospel quasi operistico. Il video ha totalizzato 23 milioni di visualizzazioni e la canzone è diventata la colonna sonora di oltre 28mila altri video.

Grazie a questo trend a volte accompagnato dagli hashtag #texttosong e #textmessage, solo nel mese di aprile i download di Suno negli Stati Uniti sono quadruplicati di settimana in settimana, facendola diventare temporaneamente l’app musicale più scaricata sullo store della Apple negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Per alimentare ulteriormente il fenomeno, il team di Suno ha sviluppato una nuova funzione che automatizza in parte la trasformazione degli screenshot in canzoni. «L’abbiamo realizzata nel giro di una settimana», spiega Jack Brody, Chief Product Officer di Suno. Secondo lui, il trend dimostra che l’AI può aprire la strada a nuove forme di creatività. «L’abbiamo visto succedere in altri ambiti. Da quando tutti hanno una fotocamera sul telefono sono nate applicazioni nuove per la fotografia e i video, contenuti brevi, tutorial, livestream».

@space_frogz DEEEEJAAAAHHHHHHH!!!! 🤣🤣 #VIRAL #TRENDING @a3r1n #helphelphelp ♬ original sound – LollyPoppin

Olivia Jones, analista di MiDia, società di ricerca negli ambiti della musica e dell’intrattenimento, chiama consumer creator la categoria emergente di utenti che usano strumenti di generazione musicale come Suno, una categoria ovviamente distinta da quelle tradizionali dei musicisti e dei produttori. Secondo Jones, i consumer creator «possono anche non avere alcuna intenzione di entrare nel mondo della musica, usano questi strumenti come un modo per esprimere la propria creatività, come un hobby».

Secondo Brody hobbisti e musicisti sono destinati a convivere. Con l’avvento dei video fatti col telefono, dice, «i blockbuster hollywoodiani ci sono ancora, così come continuano a esistere i fotografi del National Geographic». Secondo Jones, anche se i consumer creator non sono e non si considerano musicisti professionisti, finiranno inevitabilmente per competere con essi. Cita ricerche secondo cui chi usa strumenti AI per voce e musica «spesso tende a interagire di più con versioni create dai fan di un certo contenuto che con il contenuto originale». Per esempio, spiega, le persone possono «creare canzoni su una serie tv che amano, poi ascoltare le canzoni create dagli altri e remixarle, entrando in un circolo che continua anche quando magari non guardano più la serie».

Tradotto nei termini dell’industria musicale: TikTok è diventato uno dei modi più importanti per far scoprire la musica degli artisti, se però la musica che le persone scoprono e condividono su TikTok è sempre più generata dagli utenti grazie all’AI – come la canzone della ragazza che si nasconde dalla fidanzata gelosa – che fine faranno gli artisti veri? «Ci sarà sempre più competizione per assicurarsi il tempo degli utenti», dice Jones. «Non sarà una cosa tipo: tutti creano e nessuno guarda più niente. Ci sarà un cambiamento graduale».

Alcuni creator protagonisti del trend text-to-song hanno già pubblicato le loro canzoni su Spotify e questo nonostante vi siano questioni aperte sul copyright della musica generata con Suno. Washam non l’ha fatto. «Non so se voglio che la gente ascolti in auto mia figlia undicenne che chiede di Starbucks e Snapchat», dice ridendo. «Non pensavo che potesse diventare qualcosa di più di un semplice gioco su TikTok».

Per lei però TikTok è diventato molto più redditizio. Siccome le canzoni AI sono più lunghe dei suoi post abituali, Washam guadagna oggi più che mai dagli introiti pubblicitari della piattaforma (in generale, i contenuti devono superare il minuto per poter essere monetizzati). Nell’ultimo mese ha guadagnato circa 4000 dollari. Li chiama «i miei cinque minuti di celebrità» e dice che «fra qualche anno diremo tutti: vi ricordate quando la gente faceva canzoni coi messaggi?».

Il trend passerà, ma è probabile che i non-musicisti finiranno per trovare altri modi per creare e usare musica con l’AI. Un esempio recente: il 20 maggio, il giorno in cui Meta ha licenziato 8000 dipendenti, un lavoratore ha usato strumenti AI per lanciare una radio Internet attiva 24 ore su 24 con canzoni come Meta Layoff in stile Frank Ocean e la folkeggiante Missing the People. Come dice Washam, «non credo che la musica fatta con l’AI sparirà».

Da Rolling Stone US.