«Venezia è morta, inutile insistere sul cadavere». Così ha scritto poche ore fa Pierpaolo Capovilla sulla sua pagina ufficiale Facebook, commentando i risultati delle elezioni amministrative tenutesi ieri e domenica, 24 e 25 maggio, per il Comune di Venezia. A trionfare è stato il candidato del centrodestra, Simone Venturini (con una lista civica al 30% delle preferenze, e la coalizione al 51%). E Capovilla attacca il commento così: «Et voilà… Vince l’assessore al turismo di Brugnaro: vince il tumore, la metastasi della città».
Continua: «Vince perché l’ha votato la così detta Città Metropolitana, non Venezia. L’hanno votato le persone comuni, quelle che guardano la TV. Vince la mistificazione, vince quella parte di Paese che non ha a cuore il futuro della Città Storica. Vincono i nemici della Città Storica».
La conclusione, per Capovilla (che attualmente abita a Venezia): «Venderò il mio appartamento, e andrò a vivere da qualche altra parte. Venezia è morta. Inutile insistere sul cadavere». Specificando, e ampliando la prospettiva: «Venezia è assassinata dagli operai, che votano i loro sfruttatori. Venezia muore per mano di una classe operaia spogliata dei suoi valori, della sua coscienza. Una classe operaia indottrinata, inconsapevole del proprio stesso destino. Vince il qualunquismo, vince il pressappochismo, vince il sentito dire, non il discorso pubblico, vincono le chiacchiere da bar, vince lo spritz, le canne, la cocaina. Vincono le bugie, l’arrampicamento sociale, la corruzione. Vince il padrone: il turismo».
E anzi, più nello specifico: «Ha vinto B&B, né più né meno». L’amara conclusione: «Fottiti, Venezia, non meriti più niente. Crepa, Venezia, muori sopraffatta dai tuoi nemici. Te lo meriti».















