Con Olivia Dean diventa romantico anche Rho Fiera | Rolling Stone Italia
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Con Olivia Dean diventa romantico anche Rho Fiera

Siamo stati al primo concerto italiano dell'(anti) diva inglese e per un paio d'ore abbiamo creduto che una società migliore sia possibile. Com'è che dicevano i Baustelle?

Con Olivia Dean diventa romantico anche Rho Fiera

Olivia Dean

Foto: Courtesy of Etro

«Considerando che le persone che ascoltano Olivia Dean sono principalmente donne, e che di media le donne italiane sono alte 1 metro e sessanta, secondo me stasera la vediamo benissimo», dice una ragazza all’amica mentre si dirige verso l’ingresso del concerto di Olivia Dean a Rho Fiera Milano. Si sbagliava: ieri sera il pubblico era decisamente più eterogeneo di come l’aveva immaginato.

Partiamo dicendo che c’erano tantissime persone, così tante che sinceramente eravamo quasi stupiti. «È una scommessa vinta», dirà un’addetta ai lavori in area backstage. Vinta sì, perché ok che questo è l’anno d’oro di Olivia Dean – passata dall’essere una “semplice” ragazza con anni di mestiere alle spalle a vincere un Grammy come Best New Artist – ma non sempre questi traguardi corrispondono a tutti questi biglietti staccati, soprattutto in Italia. E invece ieri sera l’Arena era piena. Migliaia di persone, tantissime che non parlavano italiano. Inglesi, americani, forse gente in vacanza qui. Tutti quegli Airbnb che tolgono le case ai milanesi almeno servono a qualcosa.

Tornando al concerto, sono le 21.15 quando Olivia Dean, la ragazza vintage che sta facendo sognare mezzo mondo, arriva sul palco. Per chi non la conoscesse benissimo, il suo è un caso un po’ particolare. Insieme alle colleghe inglesi Raye e Sienna Spiro fa parte di un trio che sta riportando in cima alle classifiche un pop più classico. Chiamiamolo alto, sofisticato, retrò, come va pare.

In questo caso un misto di generi che spazia dal nu soul al jazz. E anche la parte visiva rispecchia il mood: sul palco dei petali rosa giganti avvolgono la scenografia. Sembra di stare su YouTube a guardare uno speciale televisivo di fine anni ’70 con Diana Ross. E, volendo, Olivia la ricorda pure un po’ esteticamente. Ma la cosa di Olivia Dean è che in lei ci puoi vedere anche la tua amica che faceva la cantante e che sapevi che prima o poi ce l’avrebbe fatta. Questione di mood. Diva, sì, ma inconsapevole. Di quelle che quando scendono dal palco ci andresti a bere una birra o con cui guarderesti una puntata di The Great British Bake Off.

Se pensiamo al 2026, l’antipopstar: abito da sera (anzi 3), band, fiati, il microfono col filo bianco lunghissimo. Niente di più, niente di meno. Ma soprattutto c’è quella voce che sta sempre in mezzo, mai urlata e mai sussurrata, che rende credibile ogni parola. Se lo dice Olivia significa che è vero.

Le sue canzoni parlano di amore, di amicizia, di relazioni. Di sentimenti semplici come li racconterebbe una ragazza che non ha neanche 30 anni. Forse in maniera illusa, forse nell’unica maniera in cui bisognerebbe parlarne se la vita non ci prendesse a bastonate. «I’m the perfect mix of Saturday night and the rest of your life» canta nella famosissima So Easy (To Fall In Love), ma anche Tell me you got something to give, I want it, I kinda like it when you call me wonderful, dice nell’altrettanto popolare The Man I Need. Si ondeggia tutti insieme e per tutto il tempo.

Olivia Dean - Man I Need

Durante il concerto fa molti dei pezzi dei suoi primi due album, Messy e l’acclamatissimo The Art Of Loving. Canta, per un paio di brani imbraccia la chitarra, a un certo punto scende nel pubblico. Ma di base Olivia Dean ieri ci ha insegnato che il mood supera ogni cosa. Non eravamo in un club tantomeno in un posto intimo, eppure c’era quell’atmosfera lì. Rilassatissima. Sia sopra che sotto al palco. Sullo sfondo c’era anche una ruota panoramica, con molta fantasia il Coachella di Milano Ovest.

It’s so easy to fall in love, canta nel suo pezzo più famoso. Capiamo lo sia anche per i suoi fan innamorarsi della sua musica. L’appellativo che sento di più tra i fan sottopalco è «Dea». A questo punto andiamo alla mitologia romana: Olivia Dean è Venere. Esistono ancora persone romantiche? Se andate a un suo concerto penserete che sì, ci sono. Anche solo come illusione, anche solo per mezz’ora. Com’è che dicevano i Baustelle?

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