Arriva ‘Iceman’: Drake riuscirà ad annullare la maledizione di ‘Not Like Us’? | Rolling Stone Italia
L’uomo che cade

Arriva ‘Iceman’: Drake riuscirà ad annullare la maledizione di ‘Not Like Us’?

Kendrick Lamar non voleva solo batterlo, voleva distruggerne la carriera. C’è riuscito? Le prime risposte arriveranno questa notte

Arriva ‘Iceman’: Drake riuscirà ad annullare la maledizione di ‘Not Like Us’?

Drake

Foto press

Not Like Us di Kendrick Lamar è uscita due anni fa. Il presidente era ancora Biden, non si parlava ancora di Brat Summer e l’intelligenza artificiale non dominava con la sua mediocrità la nostra vita online, eppure quella canzone continua ad avere un impatto tale da cambiare il corso della storia del rap. Ha avuto una vita lunga e questo senza nemmeno prendere in considerazione la causa (poi archiviata) intentata da Drake contro la Universal colpevole a suo dire di avere pubblicato e promosso Not Like Us pur sapendo che le accuse contenute nel pezzo erano false e diffamatorie. Chiedete in giro: per quasi tutti il beef fra Lamar e Drake è stato vinto dal primo, anche se non c’è mai stato un vero e proprio atto finale.

Domani Drake pubblicherà Iceman, il suo primo album da solo dopo lo scontro con Lamar e sembra quasi di essere tornati al punto di partenza, coi fan che discutono nuovamente della faccenda sui social. È la dimostrazione che Not Like Us ha fatto centro, ma c’è qualcosa di irrisolto. Pensate all’ultimo scontro di questo tipo, quello tra Jay-Z e Nas. I due non si sono rappacificati fino al 2005, quattro anni dopo il picco della loro rivalità, ma già dopo due anni il loro scontro era entrato nella storia.

A differenza di quel beef, avvenuto molto prima che la stan culture, il brain rot, la disinformazione, la dipendenza da smartphone e l’AI trasformassero ogni disputa in un contenuto da consumare, Not Like Us sembra fatta apposta per rendere impossibile una risoluzione pacifica e questo perché non si limita a mettere ko Drake di fronte al pubblico, fa sì che il pubblico non possa più provare alcuna empatia per lui. Ha trasformato Aubrey Drake Graham, l’uomo e non solo l’artista, non in un rivale da sconfiggere, ma in una persona da condannare. Molti ex alleati e colleghi erano pronti a schierarsi contro di lui e la cosa non ha fatto altro che amplificare l’effetto.

È per questo che due anni dopo la vicenda non sembra ancora del tutto archiviata. Perché ce l’hanno tutti con Drake? Le persone più vicine all’origine del conflitto hanno volato basso. Persino Metro Boomin, che ha contribuito ad accendere la miccia con We Don’t Trust You, è sembrano inquietato da quello che è successo in Rete. Parlando al Forbes Under 30 Summit, ha paragonato il conflitto Drake-Kendrick alla rivalità tra Jay-Z e Nas, sostenendo però che le condizioni sono cambiate. «Jay-Z e Nas se le davano, ma io ero fan di entrambi. La maggior parte delle persone lo era». Oggi invece «Internet trasforma ogni cosa in una follia». In un’intervista concessa a GQ, Future ha in pratica fatto finta che il beef non sia mai esistito. «C’è stato un beef? Non lo sapevo».

Anche Kendrick è stato avaro di spiegazioni. Persino dopo aver portato Not Like Us al Super Bowl, ha evitato di spiegare perché, come dice in Meet the Grahams, Drake dovrebbe addirittura morire per i suoi fallimenti morali. In effetti, gran parte del peso del beef tra Drake e Kendrick deriva proprio dal modo in cui una semplice battaglia rap si è trasformata in una resa dei conti di tipo morale che è entrata in un territorio ancora più inquietante quando Kendrick ha avvertito alcuni giocatori della NBA di tenere lontani i figli da Drake.

In un’intervista a Harper’s Bazaar, alla domanda su cosa significhi per lui Not Like Us, Kendrick ha proposto una riformulazione più che una spiegazione: «Not Like Us è l’energia di ciò che sono, il tipo di uomo che rappresento», ovvero un uomo con una morale e con dei valori. «Quando penso a Not Like Us, penso a me e a chiunque si identifichi in queste cose». Per i fan di Kendrick è una risposta quasi spirituale, per gli altri è decisamente evasiva.

J. Cole e A$AP Rocky, personaggi secondari nella vicenda, sono stati tra i pochi a parlare apertamente della faida. Cole, che se ne è tirato subito fuori, ha detto che il beef ha trasformato il fandom rap in politica: «O stai con Kendrick o con Drake, devi scegliere da che parte schierarti». Rocky ha detto a DJ Akademiks che il suo problema con Drake nasce dalle frecciate che il canadese ha lanciato contro Rihanna.

Ora con Iceman Drake potrebbe provare a rimettere le cose a posto. Nella campagna di lancio del disco si sono visti per ora un gigantesco cubo di ghiaccio, alcuni misteriosi livestream, una manciata di snippet, tracce sparse abbastanza dignitose (ironia della sorte, l’ultimo singolo rap a entrare nella Top 10 americana è stato What Did I Miss? di Drake). La causa che ha intentato non lo sta aiutando. La si potrebbe leggere come una sorta di misura di contenimento danni: come dovrebbe reagire del resto uno quando viene chiamato pedofilo in una hit? La causa resta per Drake una fonte di imbarazzo. L’impressione è che sia stato sconfitto così malamente da dover ricorrere al tribunale per ripulirsi la reputazione.

Ecco perché Iceman dovrà offrire qualche spiegazione su cosa diavolo è successo fra Drake e il mondo, cercando al tempo stesso di far dimenticare al pubblico non solo Not Like Us, ma anche la causa. Due anni dopo, forse è questa la vera eredità del pezzo di Kendrick: più che vincere una battaglia, ha cambiato l’aria che tira nel rap.

Da Rolling Stone US.