Al Concerto del Primo Maggio di Roma a far discutere più di tutti è stata la cantautrice Delia Buglisi. Non tanto per la performance in sé quanto per la scelta di mettere mano a uno dei brani più simbolici della tradizione italiana: Bella ciao.
La cantante ha proposto una versione personale del brano, modificando una parola chiave: “partigiano” è infatti diventato “essere umano”. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito, dividendo pubblico e i social.
A fine esibizione, Delia ha rivendicato il senso della sua reinterpretazione: «Dobbiamo continuare a cantarla finché ci sarà qualcuno che si arroga il diritto di decidere chi deve vivere e chi deve morire».
E ancora, spiegando il cambio nel testo: «Fare questo cambio non significa non prendere una posizione, ma allargare». Un modo, nelle sue intenzioni, per rendere il messaggio della canzone più universale e contemporaneo, legandolo ai conflitti e alle tensioni del presente.
L’operazione, però, non è passata inosservata. La sostituzione di una parola così carica di significato storico ha sollevato critiche immediate, con molti che hanno letto la scelta come uno snaturamento del brano simbolo della Resistenza.









