Meryl Streep, in questi giorni impegnatissima con la promo de Il diavolo veste Prada 2, ha parlato al Hits Radio Breakfast Show proprio del personaggio di Miranda, la direttrice spietata della rivista di moda Runaway, dicendo che ciò che la rende interessante è il fatto che non sia “aggiustata” per piacere al pubblico. I suoi difetti, anzi, sono parte integrante del personaggio e contribuiscono a restituire un’immagine più credibile della realtà.
Secondo Streep questa è una qualità che manca sempre più spesso nel cinema mainstream. L’industria — ha osservato — tende ormai a costruire storie nette, quasi schematiche, dove tutto è facilmente riconoscibile: eroi da una parte, antagonisti dall’altra.
«Penso che tendiamo a ‘marvelizzare’ i film adesso”, ha detto, facendo riferimento al modello narrativo reso popolare da Marvel. «Abbiamo i cattivi e abbiamo i buoni, ed è tutto così noioso».
Per l’attrice, il fascino delle storie sta altrove: «Quello che è davvero interessante nella vita è che alcuni eroi sono imperfetti e alcuni villain sono umani, interessanti e hanno i loro punti di forza». È proprio questa ambiguità, secondo lei, a rendere più coinvolgente anche il ritorno di Miranda: «È tutto più disordinato».














