Niente diritti d’autore sulle canzoni di Hendrix per gli eredi di Redding e Mitchell | Rolling Stone Italia
Musica e tribunali

Niente diritti d’autore sulle canzoni di Hendrix per gli eredi di Redding e Mitchell

Un giudice ha respinto le loro richieste: nel 1966 il bassista e il batterista della Experience hanno ceduto la titolarità dei diritti ai produttori Michael Jeffery e Chas Chandler. Soddisfazione della sorella del chitarrista

Niente diritti d’autore sulle canzoni di Hendrix per gli eredi di Redding e Mitchell

Hendrix alla Royal Albert Hall di Londra il 18 febbraio 1969

Foto: David Redfern/Redferns

Niente royalties relative agli stream delle canzoni della Jimi Hendrix Experience per il bassista Noel Redding e il batterista Mitch Mitchell. Un giudice londinese ha respinto la richiesta avanzata dagli eredi dei due musicisti che miravano a ottenere una parte dei diritti d’autore relativi al catalogo del chitarrista in una disputa legale contro Sony Music e gli eredi di Hendrix.

La contesa risale al 2021, quando gli eredi di Mitchell e Redding hanno affermato di avere diritto alle royalties per l’esecuzione delle canzoni della Jimi Hendrix Experience derivanti da miliardi di stream, equivalenti a milioni di sterline. Experience Hendrix, che gestisce i beni del chitarrista, e Sony, che ne pubblica la musica, hanno risposto chiedendo a un tribunale federale di New York l’accertamento della proprietà delle canzoni. Gli eredi di Redding e Mitchell, secondo i quali i due musicisti essendo stati esclusi dallo sfruttamento economico delle canzoni sono «morti in uno stato di relativa povertà», hanno presentato una causa concorrente a Londra. A quel punto il procedimento a New York è stato sospeso e il compito di gestire la cosa è passato al tribunale inglese.

Ieri la decisione presa da Edwin Johnson, giudice dell’Alta corte britannica: i due musicisti non hanno diritto alle royalties perché nel contratto discografico che hanno firmato l’11 ottobre 1966 si diceva molto chiaramente che avrebbero rinunciato ai diritti su future royalties cedendole ai produttori Michael Jeffery e Chas Chandler. Era un accordo estremamente svantaggioso per i musicisti, ma i termini secondo il giudice erano «chiari e inequivocabili» e quindi Mitchell e Redding sapevano cosa stavano facendo.

Janie Hendrix, sorella minore di Jimi e CEO di Experience Hendrix, ha espresso soddisfazione per la decisione: «La musica di Jimi non è solo un catalogo, è un pezzo vivo dell’anima della nostra famiglia, ha il suo spirito, la sua passione, la sua verità. Grazie a questa decisione possiamo continuare a proteggere questa eredità con l’amore, la cura e l’integrità che merita, e garantire che la sua voce continui a essere onorata in futuro».