I dischi da ascoltare a maggio 2026 | Rolling Stone Italia
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I dischi da ascoltare a maggio 2026

Il misterioso ‘Iceman’ di Drake, le memorie di McCartney, il concept sull’AI di Les Claypool e Sean Lennon, i requiem per Gaza di Thurston Moore, il ritorno di Dimartino e gli altri album che usciranno nelle prossime settimane

I dischi da ascoltare a maggio 2026

Drake

Foto: Wordsforyou

  • Fenian

    Kneecap 1 maggio

    Dopo le polemiche e il processo, finalmente la musica. Rimandato di una settimana, il secondo album del trio nordirlandese si muove tra hip hop e punk-rave. «È una risposta all’ultimo nostro anno», ci ha detto Mo Chara. «Il titolo è Fenian, che viene dall’irlandese Fianna, leggendarie bande di guerrieri della mitologia irlandese. È diventato un insulto contro di noi e la nostra gente: così omaggiando la nostra cultura e la nostra lingua, rendiamo onore a chi siamo».

  • Hit Me Hard and Soft: The Tour (Live)

    Billie Eilish 1 maggio

    Da Chihiro a Birds of a Feather, due dozzine di canzoni nel disco dal vivo/colonna sonora del film in 3D di Billie Eilish e James Cameron nelle sale italiane il 7 maggio. In triplo vinile colorato e riciclato.

  • The Great Parrot-Ox and The Golden Egg of Empathy

    The Claypool Lennon Delirium 1 maggio

    Psichedelia fumettistica. Per il terzo album della loro band Les Claypool e Sean Lennon hanno inventato un concept accompagnato dalle illustrazioni di Rich Ragsdale e ispirato alla paperclip theory di Nick Bostrom. A Cliptopia, un’intelligenza artificiale a cui è stato dato il semplice compito di produrre graffette si trasforma in un pericolo. Riusciranno il nostro eroe Hippard O. Campus Jr e il Colonnello O’Coren a evitare che il mondo intero sia ridotto in… graffette?

  • They Came Like Swallows

    Bonner Kramer & Thurston Moore 1 maggio

    Sottotitolato Seven Requiems for the Children of Gaza, è l’incontro tra l’ex dei Sonic Youth e il produttore di tanti dischi underground. I due si conoscono da decenni, ma hanno iniziato a suonare assieme solo di recente con l’idea di fare una cover di un brano dei Joy Division. «Il risultato» scrive Thurston Moore «è questa session che abbiamo immediatamente sentito dovesse esistere come una preghiera per le anime straziate dalla guerra delle famiglie palestinesi. Abbiamo concordato, al di là delle parole, di offrire la nostra musica come attivismo sonoro e come energia benefica. Questo album è il nostro contributo alla dignità umana, è la nostra musica dell’anima per qualsiasi parvenza di un pianeta pacifico».

  • Peaches!

    The Black Keys 1 maggio

    Album numero 14 della band, se non abbiamo sbagliato i conti. Vuole essere una sorta di ritorno alla spontaneità del debutto ed è stato quindi registrato con tutti i musicisti nella stessa stanza, aggiungendo poche sovraincisioni. In concerto a Milano il 10 settembre.

  • Middle of Nowhere

    Kacey Musgraves 1 maggio

    Una delle cantanti e autrici più interessanti del country contemporaneo sta per tornare. Il titolo Middle of Nowhere è ispirato dal paesino del Texas dove è cresciuta. Dentro ci sono Willie Nelson, Miranda Lambert e Billy Strings. Ma soprattutto ci sono le storie che racconta con una delicatezza disarmante. Lasciatevi incantare.

  • Maitreya Corso

    Maya Hawke 1 maggio

    Lei è la nepo baby per eccellenza, essendo figlia di Uma Thurman ed Ethan Hawke, ma da Stranger Things in poi ha dimostrato di avere vari talenti. Uno di questi è la musica. E al quarto album in sei anni, una specie di concept che vuole raccontare il viaggio di una eroina scritto con Christian Lee Hutson e Benjamin Lazar Davis, possiamo confermarlo. La protagonista è «una emarginata la cui totale incapacità di adattarsi al mondo le permette di creare un universo tutto suo e di esplorare il potere positivo e negativo dell’ego». A questo link Devil You Know.

  • In Times of Dragons

    Tori Amos 1 maggio

    «È una storia metaforica sulla lotta della democrazia contro la tirannia. Riflette l’attuale e abominevole distruzione della democrazia in tempo reale da parte dei “demoni lucertola che credono nei dittatori” nella loro usurpazione dell’America». Unica data italiana agli Arcimboldi di Milano il 5 maggio.

  • American Football (LP4)

    American Football 1 maggio

    La band capostipite del Midwest emo torna con il quarto capitolo di una discografia iniziata oramai nel 1999, ma interrotta per 17 anni, ovvero fino al 2016, a causa del prematuro scioglimento del gruppo. Il tempo e il magico mondo dei forum di Internet hanno riscoperto il debutto capolavoro del ’99, costringendo così la band a tornare sui suoi passi. Per fortuna.

  • People of the Moon

    Nu Genea 1 maggio

    A oggi i Nu Genea sono il progetto italiano più apprezzato all’estero, dai festival ai club. Il motivo è semplice: tantissima ricerca, grande gusto, produzioni sempre on point. Il tutto condito da quel sapore di folklore che oggi più che mai è apprezzato e rispettato. A loro modo, pionieri. People of the Moon sarà meno Napolicentrico rispetto ad alcuni dei precedenti lavori, favorendo la connessioni tra culture.

  • Nerissima

    Nerissima Serpe 1 maggio

    Il nero come mood, estetica, terapia d’urto: Nerissima Serpe chiude la sua trilogia tra banger e confessioni da stanza buia. E poi omaggi (Vasco Rossi in Ridere di te 2026) e feat (Madame, Kid Yugi & co.) per un disco che prova a trasformare le paranoie in un diario a metà tra il chiaro e lo scuro. 

  • Santissimo

    Sayf 8 maggio

    È arrivato a Sanremo da ousider, è uscito da vincitore nonostante il secondo posto. Dopo le atmosfere scanzonate di Tu mi piaci tanto e Buona domenica, deve dimostrare tutto il suo valore. Al suo fianco Geolier, Kid Yugi, Nerissima Serpe, Bresh, Tedua, Guè, Artie 5ive.

  • L’improbabile piena dell’Oreto

    Dimartino 8 maggio

    È il suo quinto album, il primo dopo sette anni e dopo il periodo in coppia con Colapesce. Si sono ascoltate L’oro del fiume e Agua, ¿dónde vas?, su un testo di Federico García Lorca. In concerto a maggio in teatri e sale non convenzionali. «Già durante la scrittura del disco immaginavo una dimensione live molto acustica. La mia idea è quella di spogliare la canzone per restituirne la fragilità. Ho scelto di suonare in alcuni luoghi mistici non per fare un rito, ma semplicemente per predisporre il pubblico a un ascolto più attento».

  • Train on the Island

    Aldous Harding 8 maggio

    «Thank god» ha scritto Lorde quando Aldous Harding ha annunciato l’uscita del suo quinto album. La cantautrice neozelandese prodotta da John Parish è infatti un personaggio di straculto dallo stile folk affascinante ed enigmatico. Per ora si sono sentite One Stop e Venus in the Zinnia. Tre date in Italia a fine giugno.

  • Let It Die Here

    Linda Perry 8 maggio

    Un mega successo coi 4 Non Blondes all’inizio degli anni ’90, un disco solista nel 1996, un album super underground nel 1999 (After Hours), qualche canzone qua e là. Ma in buona sostanza negli ultimi 30 anni Linda Perry ha lavorato soprattutto dietro le quinte come autrice (presente Beautiful di Christina Aguilera?) e produttrice. Le riprese di un documentario l’hanno convinta a tornare con un album solista che ha lo stesso titolo del film. A fine anno dovrebbe arrivare anche un disco coi rinati 4 Non Blondes. Qui la nostra intervista.

  • Look for Your Mind!

    The Lemon Twigs 8 maggio

    Sempre prolifici, i fratelli campioni del revival del rock anni ’60 e ’70 tornano con altre 14 canzoni che, stando al comunicato stampa che le precede, sono attraversate da un filo di paranoia. «Viviamo un periodo folle», dice Brian D’Addario, «se non vuoi perdere la testa, devi tenere duro». Di sicuro la loro musica rappresenta una fuga in un’altra epoca: ascoltare il singolo I Just Can’t Net Over Losing You per credere.

  • Remember the Humans

    Broken Social Scene 8 maggio

    Un album che parla di ritorni e perdite. I ritorni sono legati al ricongiungimento con il produttore del secondo e terzo album della band, David Newfeld. Le perdite invece sono riferite alla scomparsa delle madri di Newfeld e di Kevin Drew, che di questo collettivo vivo ne è un po’ il centro gravitazionale. Cerchi che si chiudono nella grande storia dell’indie.

  • The Afterparty

    Lykke Li 8 maggio

    Ai tempi di Eyeye aveva dichiarato chiuso il ciclo di album sulla dipendenza affettiva. Per The Afterparty, che sarà a quanto pare il suo ultimo album, ha mischiato suoni elettronici e orchestrali, con pezzi più ritmati. Non è un ritorno a Wounded Rhymes, ma a giudicare dai primi estratti un cambiamento effettivamente c’è «Viviamo in un’epoca in cui tutti parlano del loro io “superiore”. Ma chi se ne frega. Questo album che parla del tuo io “inferiore”: il tuo bisogno di vendetta, la tua vergogna, la tua disperazione, tutto». Bene così.

  • Let X=X

    Laurie Anderson with Sex Mob 8 maggio

    Doppio CD e triplo vinile, coi suoi 23 pezzi documenta il tour del 2023 di Laurie Anderson con i Sexmob di Steven Bernstein, Briggan Krauss, Kenny Wollesen, Douglas Wieselman e Tony Scherr. C’è anche Junior Dad, da Lulu di Lou Reed coi Metallica. Il 7 luglio in Italia a Perugia per Umbria Jazz.

  • Born to Kill

    Social Distortion 8 maggio

    Il punk-rock di Orange County è diventato nonno, ma non molla. L’album segna il ritorno della band dopo lo stop a cui è strato costretto Mike Ness per curare un tumore alle tonsille. «Volevo scrivere un disco che rendesse omaggio all’inizio della mia carriera, o anche prima, quando sapevo solo che volevo suonare in una band, non facevo che ascoltare musica e neanche avevo una chitarra degna di questo nome», ci ha raccontato.

  • American Stories

    Rostam 15 maggio

    Un ritorno alla musica cantata e suonata per l’ex membro dei Vampire Weekend, nonché produttore molto richiesto, dalle Haim a Claire. «A un certo punto ho capito che volevo fare un disco capace di riflettere la mia identità iraniana e americana. Accostare i due elementi mi ha portato gioia. La prima volta che ho sovrapposto melodie microtonali di saz a degli accordi di chitarra occidentali sono rimasto spiazzato, ma più ascoltavo e più ero attratto da quella sorta di frizione. Ne sono diventato dipendente». Like a Spark è molto promettente. Uscirà anche il video di uno show con la sua band, American Stories: A Concert Film.

  • Iceman

    Drake 15 maggio

    L’attesissimo ritorno di Drake, annunciato oramai lo scorso anno, ha finalmente una data che il rapper ha comunicarto nascondendola all’interno di una massa di ghiaccio alta più di due metri e mezzo posizionata nel centro di una piazza a Toronto. L’idea era: saprete la release date di Iceman quando il ghiaccio si scioglierà. Ma i fan hanno picconato l’installazione, usando anche delle fiamme ossidriche per farla sciogliere. Ecco, questo è il livello di hype per un disco di cui non si sa granché (anche la grafica qui presente non è quella della copertina).

  • Anatomia di uno schianto prolungato

    Willie Peyote 15 maggio

    Willie Peyote torna con Anatomia di uno schianto prolungato, titolo perfetto per un disco che prova a stare in equilibrio nel caos. Dentro ci trovi un Peyote diverso: meno sarcasmo e più crepe emotive. Una delle penne più lucide in circolazione sceglie di colpire piano. E forse fa più male.

  • L’ornamento delle cose secondarie

    Max Gazzè 15 maggio

    L’album, di cui si sa poco, dà il titolo al tour che tra ottobre e dicembre porterà Max Gazzè nei teatri 40 date tra ottobre e dicembre con residency di tre date in ogni città (quattro a Roma). È stato annunciato con un video con Claudia Pandolfi («Come si intitola?». «L’ornamento delle cose secondarie», «Ma che titolo è?!»), contiene 20 canzoni ed è stato registrato con l’accordatura a 432 Hz.

  • Everyone for Ten Minutes

    Bleachers 22 maggio

    Negli ultimi anni i Bleachers sono diventati sempre più importanti per Jack Antonoff, noto anche se non soprattutto come produttore e co-autore di popstar come Taylor Swift, Lorde, Sabrina Carpenter. Il disco s’annuncia come fortemente autobiografico, tra ricordi dei tempi in cui girava l’America in furgone con la sua band hardcore (The Van) e un’istantanea del matrimonio con l’attrice Margaret Qualley (Dirty Wedding Dress).

  • Blue Morpho

    Ed O’Brien 22 maggio

    In questa intervista il chitarrista dei Radiohead ha raccontato la depressione e il processo di guarigione che ha portato al secondo disco solista Blue Morpho (il precedente era uscito a nome EOB). «Ero molto insicuro a proposito delle cose che scrivevo. Quando fai parte di una band con abilità musicali e una capacità di scrittura fuori dall’ordinario finisci per fare dei confronti, ma la cosa più bella di questo disco è che a un certo punto mi sono messo tutto alle spalle e semplicemente non me ne è fregato più niente».

  • The Boys of Dungeon Lane

    Paul McCartney 29 maggio

    «Il titolo dell’album deriva da un verso di Days We Left Behind. Stavo pensando proprio a questo, ai giorni che mi sono lasciato alle spalle, e spesso mi chiedo se non stia semplicemente scrivendo del passato, ma poi penso: come si può scrivere di qualcos’altro? Sono solo tanti ricordi di Liverpool». The Boys of Dungeon Lane sembra sulla carta il disco più introspettivo di McCartney, che canta dell’infanzia, dei genitori, delle prime avventure con George Harrison e John Lennon. Un album (in tutti i sensi) di ricordi.

  • Where the Willow and the Dogwood Grow

    AA.VV. 29 maggio

    Diciannove cover non inedite di Tom Waits (e della co-autrice Kathleen Brennan, anche moglie) con le note traccia per traccia della coppia e un cast notevole che racconta l’influenza esercitata dal musicista nel corso degli anni: Bruce Springsteen (Jersey Girl da uno show del 1981), Willie Nelson (Picture in a Frame), Bob Seger (16 Shells From a Thirty-Ought-Six), Johnny Cash (Down There by the Train), Marianne Faithfull (Strange Weather), Ramones (Don’t Want to Grow Up), Alison Kraus & Robert Plant (Trampled Rose) e altri.

  • Cosmic Opera Act II

    Labrinth 29 maggio

    Opera, sì, ma nello spazio. Cosmic Opera Act II è il secondo capitolo di un progetto che vuole essere più un’esperienza che un disco. Orchestrazioni, gospel, elettronica e caos emotivo tutti insieme, senza preoccuparsi troppo di risultare “facile”. Reduce dal set al Coachella, Labrinth è sempre più il regista della sua dimensione. Ne viene fuori un’opera ambiziosa e fatta non per chi non vuole stare comodo.

  • Be Sweet to Me

    Violet Grohl 29 maggio

    Debutto con cognome pesante e aspettative alte. Be Sweet to Me è un titolo gentile per un disco che gioca tra vulnerabilità e attitudine alternative, lontano dall’ombra ingombrante di papà Dave. Chitarre morbide e confessioni a cuore aperto. Un esordio che non urla per farsi notare ma che potrebbe restare addosso più del previsto.