I film da vedere a maggio 2026 | Rolling Stone Italia
ritorni & esordi

I film da vedere a maggio 2026

Questo mese si va "ai confini della realtà": tra 'Backrooms', un nuovo capitolo di 'Star Wars', un anime imprescindibile, l'attesa versione "unita" delle due parti di 'Kill Bill' e il nuovo lungometraggio (spagnolo) di Almodóvar

I film da vedere a maggio 2026

Bárbara Lennie in ‘Amarga Navidad’ di Pedro Almodóvar

Foto: Warner Bros.

  • Willie Peyote – Elegia sabauda

    Enrico Bisi al cinema il 4, 5 e 6 maggio

    Willie Peyote è uno che si è fatto notare, sulla scena della musica italiana contemporanea. E tutto è iniziato dieci anni fa, dalla capitale della sabaudità: Torino. Città che, però, offriva un ricco humus di partenza, nel campo della musica (qualcuno ha detto Subsonica?). È questa tradizione di ribellione in versi (e note) che Guglielmo Bruno ha raccolto per trasformarsi in Willie Peyote. E ora un evento speciale al cinema lo racconterà a tutti, in un documentario girato da Enrico Bisi. Che segue l’artista dal 2023 al 2025, nello spazio di un’intera rinascita per presentarsi al Festival di Sanremo.

  • Mortal Kombat II

    Simon McQuoid al cinema dal 6 maggio

    Cinque anni dopo il successo del 2021, Simon McQuoid torna per dirigere il sequel della trasposizione cinematografica di uno dei giochi picchiaduro più violenti della storia del gaming. Questa volta sul ring arriva anche Johnny Cage (un Karl Urban in forma smagliante), ad affiancare i campioni del Regno della Terra nella battaglia definitiva contro Shao Kahn. La posta in gioco è l’esistenza stessa dell’umanità, e la spettacolarità è garantita. Nel cast anche Hiroyuki Sanada, Joe Taslim e Tadanobu Asano. La brutalità sarà garantita.

  • Billie Eilish: Hit Me Hard and Soft – The Tour

    James Cameron, Billie Eilish al cinema dal 7 maggio

    Il racconto dietro e davanti le quinte dell’ultimo tour di Billie Eilish, Hit Me Hard and Soft, girato in 3D dall’artista stessa e Mr. James Cameron. Che, tra una calata e l’altra nel mondo blu di Avatar, ha seguito la cantautrice statunitense per presentare la sua visione e la sua musica come mai prima. Le riprese, manco a dirlo, sono spettacolari. E la qualità di registrazione rende l’esperienza seduti al cinema ancora più vera di un concerto nel mondo fisico, per così dire. Per i fan, per chi s’è perso il tour, e per chi vuole vivere una grande esperienza di live: questo film incontrerà tutti.

  • Dracula

    Radu Jude al cinema dal 7 maggio

    Girato in Transilvania con iPhone alla mano, il Dracula di Radu Jude non ha nulla a che fare con castelli gotici e storie d’amore immortali. Il regista rumeno prende il mito più famoso del suo Paese e lo frantuma in una serie di variazioni deliranti: una caccia al vampiro, Dracula in mezzo a uno sciopero, storie kitsch generate dall’intelligenza artificiale, derive meta-cinematografiche e commedia volgare nel senso più nobile del termine. Dopo il Premio speciale della giuria a Locarno con Do Not Expect Too Much from the End of the World e l’Orso d’argento per la sceneggiatura a Berlino con Kontinental ’25, Jude spinge ancora più in là il suo cinema fatto di ibridazione e provocazione formale. Caotico, smisurato, irriducibile: esattamente come il mostro che racconta.

  • Illusione

    Francesca Archibugi al cinema dal 7 maggio

    Una quindicenne moldava, bellissima, in abiti d’alta moda, ritrovata in un fosso alla periferia di Perugia, e soprattutto viva per un soffio. Francesca Archibugi fa una deviazione netta rispetto ai territori più familiari della sua filmografia, consegnandoci un thriller psicologico che scava più nell’enigma umano che in quello giudiziario. Il film si muove tra Perugia e mezza Europa parlando di tratta delle donne e violenza di genere, ma con l’intenzione di tenere il fuoco sulle dinamiche tra i personaggi: da un lato la PM Cristina (Jasmine Trinca), dall’altro lo psicologo Stefano (Michele Riondino), entrambi risucchiati nell’orbita di Rosa, una ragazza che sorride sempre, non ricorda nulla e non si fida di nessuno. Tra domande scomode e risposte per nulla facili. Nel cast anche Filippo Timi e Vittoria Puccini.

  • Manas – Sorelle

    Marianna Brennand Fortes al cinema dal 7 maggio

    Notevole esordio alla regia per Marianna Brennand Fortes, vincitore alle Giornate degli Autori all’81esima Mostra di Venezia (e con, alla produzione, i notevoli nomi di Walter Salles, Sean Penn, Jean-Pierre e Luc Dardenne). Foresta Amazzonica, isola di Marajó, vicino alla foce del Rio delle Amazzoni. Marcielle ha 13 anni, e i confini del suo mondo sono sempre stati ben definiti da questi spazi. Ma ora, con l’adolescenza alle porte, la sua visione sul mondo comincia a farsi diversa. Manas è la storia tanto della sua presa di coscienza della realtà in cui è cresciuta, segnata da violenza e sofferenza, quanto del suo tentativo di costruire per sé stessa un futuro migliore. Così, con la sorella, comincia a ribellarsi per costruirsi una nuova strada.

  • Noi due sconosciuti

    Janicke Askevold al cinema dal 7 maggio

    Era già un momento d’oro per il cinema norvegese, da Dag Johan Haugerud a Joachim Trier, ed ecco emergere un altro nome da tenere d’occhio: Janicke Askevold. Che con questo film racconta la storia di Edith, giornalista quarantenne e madre single per scelta che scopre per caso l’identità del donatore di suo figlio e decide di avvicinarlo sotto mentite spoglie, con il pretesto di un’intervista. Creando una catena imprevedibile di eventi. Premiato a Locarno dalla Giuria Ecumenica, non è una commedia romantica travestita da dramma, ma una storia precisa e scomoda sull’etica del desiderio, sulla maternità fuori dagli schemi e sulle bugie che ci raccontiamo per proteggere le cose che amiamo. Nel cast, Lisa Loven Kongsli (Forza maggiore) e Herbert Nordrum (La persona peggiore del mondo).

  • Pecore sotto copertura

    Kyle Balda al cinema dal 7 maggio

    Rimanete con noi: questa non è un’esercitazione. Immaginate un mondo in cui un branco di pecore, a un certo punto, comincia a dimostrare straordinarie doti investigative. Sì, proprio dei veri e propri detective. E immaginate che questo capiti a seguito di ripetute letture di racconti del mistero da parte del loro pastore… Tutto può succedere nel film di Kyle Balda con protagonista Hugh Jackman. A metà tra il classico family movie e la saga Knives Out. State pronti a vederne delle beeeeeee…lle.

  • Creature luminose

    Olivia Newman su Netflix dall’8 maggio

    Il romanzo d’esordio di Shelby Van Pelt è rimasto oltre un anno nella lista dei bestseller del New York Times. Drama, mystery, favola contemporanea e, sì, parabola sul dolore con protagonista un polpo gigante del Pacifico. Netflix ne affida l’adattamento a Olivia Newman, già regista de La ragazza della palude, con Sally Field (due volte premio Oscar) nel ruolo di Tova, anziana vedova che nei turni notturni di un acquario trova nell’intelligentissimo Marcellus (la voce originale è di Alfred Molina) un interlocutore più sincero di molti esseri umani. Accanto a lei Lewis Pullman, giovane in cerca di radici e di casa.

  • Non è un paese per single

    Laura Chiossone su Prime Video dall’8 maggio

    Toscana da cartolina, cuori in cerca d’amore e una protagonista che fa di tutto per non farne parte: la formula è quella della commedia romantica all’italiana, e il film è l’adattamento dell’omonimo romanzo di Felicia Kingsley, per tre anni consecutivi l’autrice più letta in Italia, fenomeno del romance nostrano che ha conquistato il pubblico cominciando da TikTok. Matilde Gioli e Cristiano Caccamo sono una coppia che funziona, il paesaggio fa il resto. La regia è di Laura Chiossone, che aveva già firmato Genitori quasi perfetti: nessuna pretesa di reinventare il genere, ma la promessa di un’ora e mezza tra vigne, equivoci e sentimenti che si credevano sepolti.

  • Millennium Actress

    Satoshi Kon al cinema l’11, 12 e 13 maggio

    Prima volta al cinema in 4K per uno dei capolavori del regista di anime giapponese prematuramente scomparso Satoshi Kon, tra i maestri del cinema contemporaneo. Sorta di Viale del tramonto trasposto per la cultura e la Storia nipponica, il film animato segue una bizzarra coppia di registi decisa a “fare il colpaccio” nel loro incontro con Chiyoko Fujiwara, diva del cinema nazionale ormai anziana e ritiratasi a vita privata. I due scivoleranno così dentro la stessa psiche di Fujiwara, in un décadrage narrativo apprezzato come marchio di fabbrica di Kon, in dialogo con la tradizione più alta del cinema occidentale, dal surrealismo a David Lynch e oltre.

  • Antartica – Quasi una fiaba

    Lucia Calamaro al cinema dl 14 maggio

    Esordio al cinema e alla regia per Lucia Calamaro, drammaturga di fama internazionale vincitrice di tre Premi Ubu. In una base scientifica italiana sperduta nel ghiaccio, irraggiungibile per otto mesi l’anno, il capomissione Fulvio (Silvio Orlando) vede arrivare Maria (Barbara Ronchi), la sua “delfina”: geniale, ostinata, impossibile da ignorare. I due si somigliano troppo per non scontrarsi. L’idea del film è nata da un viaggio in Siberia, dove Calamaro aveva visto case e palazzi costruiti sul permafrost affondare lentamente nel terreno. Antartica porta dentro di sé il potenziale di un dramma, ma disteso nei toni caldi e stralunati di una commedia che rende utopia il pensiero, amaro, di una resa.

  • Cos’è l’amore?

    Fabien Gorgeart al cinema dal 14 maggio

    Una domanda che sembra retorica, finché non te la pone un tribunale ecclesiastico. Vincitore del Grand Prix al Festival di L’Alpe d’Huez 2026, il nuovo film del francese Fabien Gorgeart parte da un pretesto brillante: un ex marito chiede a una ex moglie di aiutarlo ad annullare il loro matrimonio presso la Chiesa per potersi risposare. Una formalità, in apparenza. Ma la burocrazia vaticana ha altri piani, e costringe i due a riesaminare ogni dettaglio della loro storia comune. Una comédie de remariage che trova una chiave insolita per far ripartire la giostra: non i sentimenti, ma le rigidità e i cavilli di un’istituzione che si rifiuta di sbrigare una pratica senza mettere in discussione ciò che è stato. A tenere in piedi tutto ci sono Laure Calamy e Vincent Macaigne. Una commedia francese DOC, nel senso migliore.

  • E i figli dopo di loro

    Ludovic Boukherma, Zoran Boukherma al cinema dal 14 maggio

    Restiamo in Francia per l’adattamento del (bellissimo) romanzo di Nicolas Mathieu vincitore del Premio Goncourt (l’equivalente del nostro Strega) nel 2018. Tre estati, dal 1992 al 1998: Anthony e Hacine, due ragazzi di una città post-industriale dell’est del Paese provenienti da famiglie working class culturalmente molto diverse tra loro, diventano nemici giurati in seguito al furto di una moto con cui far colpo su Steph, una coetanea del ceto medio. Adolescenza, turbamenti e una buona dose di nostalgia 90s, con in colonna sonora brani di Aerosmith, Red Hot Chili Peppers e Bruce Springsteen. Il protagonista Paul Kircher ha vinto il Premio Marcello Mastroianni a Venezia 81.

  • In the Grey

    Guy Ritchie al cinema dal 14 maggio

    Guy Ritchie torna alla regia con questo buddy-action di lusso starring Jake Gyllenhaal (che il regista ritrova dopo The Covenant) e Henry Cavill (con quest’ultima alla terza collaborazione dopo Operazione U.N.C.L.E. e Il ministero della guerra sporca). Al centro, una squadra di agenti speciali chiamata a recuperare un miliardo di dollari da un’organizzazione criminale, in una missione che degenera esattamente come ci si aspetta – e come si spera. Il titolo fa riferimento proprio alla “zona grigia” in cui operano i protagonisti: una terra di mezzo tra moralità e immoralità, dove il confine tra giusto e sbagliato si fa terribilmente sottile. Cinema di intrattenimento, sì, ma con mestiere e stile.

  • Mother Mary

    David Lowery al cinema dal 14 maggio

    Nessuno si sarebbe aspettato una storia così da David Lowery, che ricorderete per The Old Man and the Gun, Sir Gawain e il Cavaliere Verde, e soprattutto Storia di un fantasma. Ma, d’altronde, il regista ci ha abituato, in questi anni, prima di tutto all’imprevedibilità. Così ecco sullo schermo Anne Hathaway nei panni di Mother Mary, popstar internazionale che a tratti fa il verso alle mega-star di oggi, e in altri momenti ne certifica ancor più il peso nella costruzione dell’immaginario pop. La storia è semplice e intricatissima: la Mother, alla vigilia del suo ritorno sulle scene, riavvicinerà l’amica d’infanzia Sam per una questione… sartoriale. Da lì, letteralmente tutto può succedere. Musiche originali di Charli xcx, Jack Antonoff ed FKA twigs.

  • Le tigri di Mompracem

    Alberto Rodríguez al cinema dal 14 maggio

    No, niente Sandokan o Can Yaman da queste parti: il film di Alberto Rodríguez è un thriller nerissimo ambientato nei fondali industriali del porto di Huelva, nel sud della Spagna. Due fratelli palombari, Antonio ed Estrella, si ritrovano invischiati in un traffico illegale che mette alla prova legami famigliari, scelte morali e sopravvivenza quotidiana. Quando scoprono una partita di cocaina nascosta nello scafo di una petroliera, le strade sembrano due: rischiare tutto o lasciar perdere. Un thriller soffocante attorno a un lavoro che non ha nulla del romanticismo alla Jacques Cousteau: pesante, industriale, legato a piattaforme petrolifere e riparazioni subacquee. Le sequenze sottomarine, ad altissima tensione, sono realizzate da un team specializzato con il cinematographer subacqueo Eric Börjeson. Nel cast, Antonio de la Torre e Bárbara Lennie.

  • Lo sguardo misterioso del fenicottero

    Diego Céspedes su Mubi dal 15 maggio

    Premio nella sezione Un Certain Regard al 78esimo Festival di Cannes per l’esordio del cileno Diego Céspedes. Cile, 1982, deserto di Atacama: Lidia ha undici anni e cresce in una famiglia queer di artisti che si esibisce per i minatori locali. Quando una misteriosa malattia inizia a diffondersi – si dice trasmessa dallo sguardo di uomini innamorati – la paura collettiva si trasforma in persecuzione. Fondendo elementi western con il realismo magico, il film reinterpreta la crisi dell’AIDS degli anni Ottanta attraverso mito e metafora, mettendo al centro le vite trans e queer. E sarà proprio Lidia a dover trovare una via di fuga per tutta la famiglia.

  • Jack Ryan: Ghost War

    Andrew Bernstein su Prime Video dal 20 maggio

    Non una quinta stagione, ma, tre anni dopo la conclusione della quarta, il Jack Ryan di John Krasinski torna su Prime Video in una specie di “ultimo giro” a episodio unico. Con una durata di 105 minuti, Ghost War sembra puntare su un tono più duro rispetto alla serie: Ryan viene trascinato di nuovo nel mondo dello spionaggio da una cospirazione internazionale che coinvolge un’unità di agenti fuori controllo, e per farcela deve riunire la vecchia squadra (Michael Kelly e Wendell Pierce) più un’alleata inaspettata, l’agente MI6 Emma Marlowe di Sienna Miller. Per i fan della serie è un appuntamento obbligato; per chi non l’ha mai vista, un punto d’ingresso più agile di quattro stagioni di arretrati.

  • Star Wars: The Mandalorian and Grogu

    Jon Favreau al cinema dal 20 maggio

    Era del 2019 che la saga di Star Wars non tornava sugli schermi dei cinema. E per farlo, Lucasfilm punta tutto su una delle coppie più amate della galassia lontana lontana: Din Djarin (Pedro Pascal, sempre dietro la visiera) e il piccolo Grogu, ormai promossi da serie in streaming a grande schermo in formato IMAX. Il cast riserva qualche sorpresa gustosa: Jeremy Allen White presta la voce a Rotta the Hutt, figlio di Jabba; Sigourney Weaver è la colonnella Ward, veterana della Ribellione e nuovo punto di riferimento della Nuova Repubblica; e anche Martin Scorsese fa capolino, prestando la voce a un commerciante alato. Che la Forza sia con voi.

  • Amarga Navidad

    Pedro Almodóvar al cinema dal 21 maggio

    Dopo La stanza accanto, Leone d’oro a Venezia 2024 e suo primo lungometraggio in inglese, Almodóvar torna a girare in spagnolo, con interpreti e una filiera produttiva che gli appartengono in modo organico. Amarga Navidad si muove su due piani temporali: il 2004 con Elsa (di nuovo Bárbara Lennie), regista di spot pubblicitari in crisi durante le Feste natalizie; il 2026 con Raúl (Leonardo Sbaraglia), sceneggiatore che sta scrivendo proprio la storia di Elsa e che in Elsa riversa sé stesso, la propria aridità creativa e il proprio desiderio di autofiction. Il film sarà presentato in concorso alla 79esima edizione del Festival di Cannes e arriverà in sala in quasi contemporanea.

  • Ladies First

    Thea Sharrock su Netflix dal 22 maggio

    Un donnaiolo incallito batte la testa contro un palo e si risveglia in un mondo dominato dalle donne, dove lui è improvvisamente un cittadino di serie B. Il film è liberamente ispirato alla commedia francese Non sono un uomo facile del 2018, e a prendere il ruolo del protagonista è Sacha Baron Cohen. Compagna di scena è Rosamund Pike, spietata e irresistibile. Alla regia Thea Sharrock, già autrice di Cattiverie a domicilio, a tenere in bilico la narrazione tra satira e romanticismo.

  • Backrooms

    Kane Parsons al cinema dl 27 maggio

    Kane Parsons ha vent’anni, e diventa il regista esordiente più giovane nella storia di A24. Ma questa non è la sinossi del film, è la realtà. Tutto è partito nel 2022, quando da adolescente ha costruito da solo – con Blender e Adobe After Effects – una serie di cortometraggi found-footage ispirati al creepypasta delle cosiddette “backrooms“: stanze infinite con pareti gialle, luci al neon e silenzio tombale che echeggiano nell’immaginario collettivo di una generazione cresciuta su internet. I suoi video hanno raggiunto 75 milioni di visualizzazioni, attirando l’attenzione di A24, James Wan e Shawn Levy. Per il film, Parsons e il suo team hanno costruito quasi diecimila metri quadrati di “stanze” reali, tanto che durante le riprese alcuni membri della troupe si perdevano davvero. Ah, sì, la storia: Chiwetel Ejiofor è il proprietario di un negozio di mobili che scopre un varco verso questa dimensione; Renate Reinsve è la sua terapeuta. Nel cast anche il “creep” per eccellenza, Mark Duplass.

  • L’amore che rimane

    Hlynur Pálmason al cinema dal 28 maggio

    Dopo Godland, Hlynur Pálmason compie un movimento inaspettato: abbandona l’epica del paesaggio, sceglie il quotidiano e mette a interpretare i figli della narrazione i suoi reali pargoli. La storia: Anna e Magnús si stanno separando: lei è artista, lui lavora in mare su un peschereccio. I tre figli osservano, sopportano, crescono. E la storia si trasforma in una sorta di scatola di ricordi famigliari deformati, sospesi tra commedia, surreale e malinconia. Presentato al Festival di Cannes lo scorso anno e scelto dall’Islanda per gli Oscar 2026.

  • Kill Bill: The Whole Bloody Affair

    Quentin Tarantino al cinema dal 28 maggio

    A oltre vent’anni dall’uscita originale, Kill Bill arriva nelle sale italiane nella forma che Quentin Tarantino aveva concepito: un unico, ininterrotto viaggio nella vendetta della Sposa, senza tagli, senza divisioni, senza compromessi. I due volumi, originariamente divisi per esigenze distributive contro la volontà del regista, vengono qui rimontati in un’unica opera da 281 minuti, arricchita da scene e sequenze completamente inedite. Le novità più attese? Il leggendario scontro con gli 88 folli per la prima volta integralmente a colori, sette minuti e mezzo aggiuntivi del flashback anime dedicato a O-Ren Ishii realizzato dallo studio Production I.G. e, ciliegina sulla torta, The Lost Chapter: Yuki’s Revenge, un cortometraggio nato da un’idea di Tarantino rimasta per anni nel cassetto, ora realizzato con Unreal Engine. La release durerà una settimana sola, fino al 3 giugno.

  • Il silenzio degli altri – Sorda

    Eva Libertad al cinema dal 28 maggio

    CODA, né La famiglia Bélier: il film d’esordio di Eva Libertad parte da un cortometraggio omonimo e dalla vita reale. La protagonista Ángela è infatti interpretata da Miriam Garlo, sorella della regista e attrice non udente. Lo scopo: raccontare la maternità di una donna sorda in attesa di una figlia il cui destino uditivo è ancora incerto. Il film ha vinto il Premio del Pubblico alla Berlinale nella sezione Panorama, e promette di essere un viaggio stranamente intimo, e senza filtri, su un’esperienza tanto umana quanto toccante.

  • Tuner – L’accordatore

    Daniel Roher al cinema dal 28 maggio

    Daniel Roher ha vinto l’Oscar nel 2023 per il documentario Navalny, e ora passa alla fiction con un esordio che ha tutta l’aria di un thriller da camera, elegante e sensoriale. La storia ruota attorno a Niki, ex bambino prodigio del pianoforte con un udito assoluto che si è trasformato in iperacusia – ogni suono forte è dolore – costringendolo ad abbandonare la musica per reinventarsi accordatore. Leo Woodall, rivelazione di One Day e The White Lotus, è il protagonista, Dustin Hoffman è il suo burbero mentore a Manhattan, e Havana Rose Liu la scintilla che riaccende tutto. Quando qualcuno scopre che quell’orecchio perfetto può essere usato per scopi molto meno innocui dell’accordatura, il film decolla come thriller psicologico. Un chiusura di mese con stile.