Perché Diana Ross non compare in ‘Michael’ | Rolling Stone Italia
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Perché Diana Ross non compare in ‘Michael’

Kat Graham, che avrebbe dovuto interpretare la leader delle Supremes nel biopic su Jackson, dice che «alcune considerazioni legali hanno influenzato diverse scene, comprese quelle che ho girato»

Perché Diana Ross non compare in ‘Michael’

Diana Ross e Michael Jackson

Foto: BARRY KING/WIREIMAGE

Kat Graham, che ha interpretato Diana Ross nel nuovo biopic su Michael Jackson, Michael (qui la nostra recensione), dice di aver girato diverse scene che il pubblico non vedrà mai. «In vista dell’uscita del film su Michael Jackson, voglio condividere che alcune considerazioni legali hanno influenzato certe scene, comprese quelle che ho girato con un cast straordinario», ha scritto giovedì sui social media.

«Purtroppo, quei momenti non fanno più parte del montaggio finale, anche se il team ha lavorato duramente per preservare quanto più possibile della storia».
Variety riporta che i produttori e il regista Antoine Fuqua hanno eliminato diverse scene dal finale del film perché collegate a una causa per abusi sessuali su minori che Jackson aveva affrontato nel 1993. Una clausola nell’accordo transattivo tra Jackson e il querelante vietava qualsiasi raffigurazione o menzione di bambini nelle trasposizioni cinematografiche della vita di Jackson. La rivista ipotizza che le scene con la Ross possano essere state tagliate in relazione a quella stessa clausola.

I rappresentanti di Lionsgate e della produzione di Michael per ora non hanno risposto alla richiesta di commento di Rolling Stone.

Il biopic appena uscito sta già affrontando critiche aspre per non aver affrontato le controversie legate a Jackson, comprese le accuse di abusi sessuali. Il film, la cui cronologia si chiude ora nel 1988, vede nel ruolo della pop star Jaafar Jackson, nipote di Michael e figlio di Jermaine Jackson. Due dei cugini di Jaafar, figli di Tito, hanno espresso parole di sostegno al film in vista dell’uscita. «Mi dispiace per voi, media, ma non potete più controllare la narrativa su chi fosse davvero Michael Jackson», ha scritto Taj Jackson.

Il critico cinematografico di Rolling Stone David Fear ha ipotizzato nella sua recensione che nessuno avrebbe mai dovuto aspettarsi un vero biopic su Michael Jackson, date tutte le complicazioni legali. «Non è davvero un biopic», ha scritto. «È la Passione di San Michael, raccontata con grande fedeltà e enfasi sia sulla sofferenza indiscutibile di Jackson sia sul suo talento altrettanto indiscutibile. […] Per parafrasare una canzone di Jackson: Please stop. We’ve had enough (Basta. Ne abbiamo avuto abbastanza)».

Da Rolling Stone US