Ieri D4vd è rimasto impassibile mentre l’accusa rivelava in un’aula di tribunale di Los Angeles che il suo iCloud, a cui gli inquirenti hanno avuto accesso, «contiene una quantità significativa di materiale pedopornografico». Nonostante la rivelazione clamorosa, il cantante e i suoi avvocati puntano ancora a fare subito un’udienza preliminare nel suo caso di omicidio di primo grado. Il giudice ha dato appuntamento per il 29 aprile per la produzione delle prove e per l 1° maggio l’udienza preliminare, un mini-processo durante il quale le prove saranno esaminate in aula.
Vestito con la tuta arancione da detenuto e ammanettato alla sedia, il rapper ha parlato solo per acconsentire a interrompere l’udienza per consentire al tribunale di affrontare altre questioni . D4vd, vero nome David Anthony Burke, è stato arrestato la scorsa settimana e incriminato lunedì per l’omicidio di Celeste Rivas Hernandez, la ragazza californiana di 14 anni il cui corpo è stato trovato smembrato e in avanzato stato di decomposizione a settembre nel bagagliaio anteriore della Tesla del cantante.
Ieri la vice procuratrice distrettuale Beth Silverman ha rivelato che gli investigatori hanno in mano intercettazioni ottenute nell’ambito dell’indagine e che tre giurie popolari «sono state convocate per indagare, non per incriminare, ma per indagare». Ha spiegato che le giurie si sono riunite a novembre, dicembre e febbraio. A disposizione c’è «un’enorme quantità di dati digitali» tant’è che in cinque settimane di lavoro gli inquirenti del Dipartimento di polizia di Los Angeles sono riusciti a caricare solo il 30% delle prove in un sistema a cui la difesa può accedere. «Oggi ricorre esattamente un anno dalla morte di Celeste e per questo vogliamo che il caso proceda rapidamente», ha detto Silverman in tribunale. «Una volta che la difesa avrà esaminato il materiale probatorio, saremo pronti a fissare il processo entro il periodo di 60 giorni».
Mercoledì il medico legale della Contea di Los Angeles ha pubblicato l’atteso rapporto autoptico, concludendo che Rivas è morta per «ferite penetranti multiple» nella parte superiore dell’addome. Nel rapporto di 26 pagine si parla di due ferite da arma da taglio, una all’addome destro che ha perforato il fegato e un’altra al torace sinistro penetrata nello spazio intercostale. «La causa della morte è costituita da multiple ferite penetranti. La modalità della morte è classificata come omicidio». La causa del decesso è stata determinata il 9 dicembre 2025. Gli esami tossicologici hanno rilevato un basso livello di etanolo che non pare aver contribuito alla morte di Rivas. La presenza di tracce di benzodiazepine, metanfetamina ed MDMA richiederà ulteriori conferme. Il rapporto è stato reso noto dopo che il tribunale ne aveva bloccato la diffusione.
L’autopsia ha aggiunto dettagli circa i resti di Rivas. Gli arti erano «smembrati in vari frammenti», la testa «parzialmente scheletrizzata» con un occhio mancante, i tessuti molli mostravano segni di «liquefazione». Non è stato possibile rilevare le impronte digitali «a causa delle dita impregnate d’acqua». Il corpo è stato scoperto sette mesi fa in due sacchi neri nascosti nel bagagliaio della Tesla, dopo che il veicolo era stato rimosso da una zona residenziale del quartiere di Hollywood Hills. Burke è stato incriminato per omicidio di primo grado con circostanze aggravanti. Deve anche rispondere di capi d’imputazione separati relativi ad atti sessuali con una minorenne e alla mutilazione di resti umani. Si è dichiarato non colpevole.
I pubblici ministeri affermano che Rivas è stata vista l’ultima volta mentre entrava nella casa di Burke a Hollywood Hills il 23 aprile 2025 e che da allora non si sono più avute sue notizie. Sostengono che sia stata uccisa quello stesso giorno e che il suo corpo sia stato mutilato attorno al 5 maggio. Il rapporto autoptico descrive anche la raccolta delle prove, rilevando che gli investigatori hanno cercato impronte o tracce di dna sulle maniglie e le cerniere dei sacchi contenenti i resti e che hanno recuperato «piccoli frammenti di plastica blu» nei punti di taglio su braccia e gambe. Gli avvocati di Burke hanno dichiarato in un comunicato che il loro assistito «non ha ucciso Celeste Rivas Hernandez, né è stato la causa della sua morte».










