Sarà una popstar a salvare i libri? | Rolling Stone Italia
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Sarà una popstar a salvare i libri?

Fenomenologia del Service95, il club del libro di Dua Lipa, e di una sfera culturale che diventa meno snob e più popolare. Che riesce a svecchiarsi, forse anche perché sempre più influenzata dalla visione femminile

Sarà una popstar a salvare i libri?

Dua Lipa

Foto: Warner Music Italy

«Benvenuti al Service95 Book Club: uno spazio per godervi tutto ciò che riguarda la letteratura, inclusi i libri del mese di Dua e le esclusive sessioni di domande e risposte tra lei e gli autori, oltre alle migliori nuove uscite, i consigli di lettura del nostro team e a tanti altri modi per leggere il mondo da una prospettiva diversa», questo è il messaggio che vi accoglie all’ingresso del club del libro fondato, nell’ormai lontano 2023, da Dua Lipa. Pop star vincitrice di tre Grammy e sette Brit Awards; attrice in Barbie e Argylle; ideatrice di una linea di skincare e stilista di una capsule collection insieme a Donatella Versace. Se noi non riusciamo nemmeno a trovare il tempo per finire quel libro cominciato mesi fa e inesorabilmente appoggiato sul comodino, come fa una figura poliedrica e di fama mondiale a leggere, recensire, intervistare e gestire un book club?

Il dubbio è legittimo, anzi, è bene sottolineare che dietro al maxi impianto editoriale di Service95 c’è un solido team, a bordo del progetto per l’opportunità di collaborare con Dua Lipa o per puro amore della letteratura. Ma occorre guardare oltre, al miracolo. Nella storia recente, nessuno è riuscito a ridare nuova linfa alla letteratura quanto Dua Lipa. Non le scuole, nemmeno gli sforzi delle biblioteche o dei centri culturali, figurarsi i premi letterari più blasonati o le tendenze del BookTok (ok, questo in realtà un po’ di merito ce l’ha). È stato l’interesse di una popstar a ringiovanire, rendere cool e attraente il rito dimenticato della lettura.

Viviamo nella società della performance, in cui tutto è una questione di marketing, ragione per cui non c’è da stupirsi se giudichiamo e compriamo – effettivamente – un libro dalla sua copertina. Quale confezione migliore, quindi, dell’essere portato sotto braccio, appoggiato distrattamente su un telo mare o citato con caption da una delle popstar più influenti dell’ultimo decennio?

Nell’ottobre 2022, poco prima che la cantante inaugurasse il suo club del libro, fu invitata a tenere un discorso alla cerimonia di premiazione del Booker Prize, a cui arrivò ben preparata, dopo aver letto tutti e sei i titoli finalisti. Dal palco raccontò, con una convinzione che sembrò subito fare breccia anche negli animi più snob, la sua affezione per la lettura: «Gli impegni in tournée mi portano in giro per il mondo e la vita è spesso frenetica. A volte, solo per sopravvivere, ho bisogno di assumere un atteggiamento duro. E in quei momenti, sono i libri a farmi riscoprire la tenerezza».

Come riporta il Telegraph, sembra che Dua Lipa prenda molto sul serio il suo ruolo di letterata e che sia lei in persona a selezionare il libro del mese, occupandosi anche delle scrupolose ricerche per intervistare l’autore o autrice che diventa automaticamente ospite del podcast mensile di Service95, At Your Service. Mostrando una notevole lungimiranza nel raccontare i libri integrando più piattaforme possibili (social, sito, podcast, eventi dal vivo), Dua ha saputo unire perfettamente il suo pubblico pop alle conversazioni impegnate di scrittrici e scrittori del calibro di Margaret Atwood, George Saunders, Olga Tokarczuk, Paul Murray, Ocean Vuong, Malorie Blackman e Chimamanda Ngozi Adichie. Per dirne alcuni.

Il libro del mese di aprile 2026 selezionato da Dua Lipa è Jerusalem di Jez Butterworth, che l’artista dice di aver scelto perché vuole introdurre nel suo book club anche le opere teatrali. Tutt’oggi vive «sia sulla pagina che sul palcoscenico», perché «leggere opere teatrali non è solo per la scuola». Una mossa che mostra l’ambizione nel suo progetto: non solo quello di ridare linfa ai romanzi, ma di voler contagiare in questo modo anche il teatro e le altre arti, quelle che il mondo sembra avere un po’ dimenticato, tranne quando si tratta di condannare Timothée Chalamet perché ricorda al mondo di averle dimenticate.

Scorrendo tra i libri scelti da Dua Lipa nei primi mesi del 2026, troviamo: la raccolta di saggi sulla misoginia interiorizzata, dalla cultura pop alla politica, Bad Feminist di Roxane Gay; un horror che indaga il trauma generazionale, Il figlio dell’uomo di Jean-Baptiste Del Amo; un libro di memorie, Night People del DJ e cantautore Mark Ronson, per immergersi nella cultura della New York anni Novanta.

Alcuni dei volumi scelti da Dua Lipa erano già casi letterari, come Mille splendidi soli di Khaled Hosseni, altri sono arrivati all’attenzione del grande pubblico grazie a lei, come quando, lo scorso ottobre, in un’intervista a Vogue, la cantante ha svelato di essersi innamorata dell’attuale compagno, Callum Turner, quando si è resa conto che stavano leggendo lo stesso libro. Fu una fortuna per Hernan Diaz e le vendite del suo Trust, successivamente scelto come libro del mese da Service95. Ma il potere sul mercato letterario di Dua Lipa era già chiaro persino prima dell’inizio del suo book club.

Torniamo al 2020 e prendiamo il caso di Una vita come tante di Hanya Yanagihara, pubblicato originariamente nel 2015: Dua Lipa posta via Instagram una foto in cui sta leggendo il libro e, nel mese successivo, le vendite vengono quadruplicate rispetto alla media. Ravi Mirchandani, ex direttore di Picador, casa editrice che ha pubblicato Una vita come tante nel Regno Unito, ha commentato così l’accaduto al Telegraph: «Era un libro che da cinque anni vendeva molto, molto bene, [ma] l’impennata delle vendite era interamente attribuibile a Dua Lipa. Non c’era alcun dubbio a riguardo», aggiungendo poi una considerazione fondamentale: «Proprio perché il pubblico di Dua Lipa è giovane e non particolarmente interessato ai libri – perché la segue per la sua musica – se anche solo una percentuale relativamente piccola della sua enorme fan base acquista quei libri, questo fa un’enorme differenza per il settore editoriale, relativamente piccolo».

Probabilmente vi starete chiedendo se le popstar siano il corrispettivo dei rappresentanti di spicco dell’Illuminismo in questo secolo; e in un certo senso, sì, lo sono. L’intellettuale degli anni Venti del 2000 organizza i suoi rendez-vous filosofici e cosmopoliti diffondendo la notizia via Instagram e in partnership con brand ed eventi. Ad aprile, il Service95 di Dua Lipa ripropone a Londra il riuscitissimo appuntamento di pairing letterario, in cui leggere e discutere di libri mentre si degustano vini al calice. Questa volta, l’evento è in collaborazione nientemeno che con il Booker Prize che, sembra strano dirlo, trae grande beneficio da quest’occasione, tanto quanto ne trae il Service95. La cultura pop svecchia quella accademica, permettendole di arrivare a una nuova utenza, mentre dall’altra parte della barricata un po’ di autorevolezza rende il commerciale quel tanto radical chic che basta. Il mix funziona, tant’è che Dua Lipa è stata nominata curatrice del blasonato London Literature Festival al Southbank Centre, previsto per l’ottobre 2026. Il compito della cantante, in collaborazione con il team di Service95, sarà quello di creare un programma di eventi, selezionando autori affermati ed emergenti. Oltre a questo, Dua Lipa si esibirà dal vivo alla Royal Festival Hall. Ted Hodgkinson, responsabile del settore letteratura del Southbank Centre ha detto al Guardian: «Siamo lieti di collaborare con Dua Lipa per il festival letterario londinese del Southbank Centre, al fine di attirare un nuovo pubblico nei nostri spazi storici».

Il mondo letterario sembra quindi nutrire stima e fiducia nei confronti di Dua Lipa, riconoscendole prima di tutto il potere di attirare una nuova generazione di lettrici e lettori. Oltra a ciò, la cantante, nata a Londra da genitori kosovaro-albanesi, ha più volte ribadito come la lettura per lei sia uno strumento per ampliare la sua prospettiva: su tematiche femministe; per uscire da una visione eurocentrica; battendosi per garantire l’accesso alla lettura anche a chi si trova in contesti emarginati, come chi è sottoposto a censure o in contesti di detenzione. L’intento di Dua Lipa è quello di essere utile a chi la segue, come è insito nel nome del suo Service95: «Sono nata nel ’95 e mi sono sempre vista come una persona al servizio dei miei fan e follower».

Ma c’è di più, Dua Lipa è sinceramente al servizio della letteratura. Al contrario di book club piuttosto controversi, come quello creato da Reese Whiterspoon con la sua casa di produzione Hello Sunshine, che trasforma i libri scelti dal suo club in film e serie TV (First Kill su Netflix e Tell Me Lies su Disney+), Dua Lipa sembra librarsi sopra la vena economica. Ai più attenti non sarà sfuggito che, su Service95, i link che rimandano all’acquisto dei libri non indirizzano mai verso Amazon (acerrimo concorrente dell’editoria tradizionale), ma verso siti di librerie, che siano catene specializzate o indipendenti. È un dettaglio non da poco.

Nel frattempo, sono diverse le celebrità, soprattutto anglofone, che hanno avviato il loro club del libro: la già citata Reese Whiterspoon, Dakota Johnson, Emma Watson, Emma Roberts, Natalie Portman, Florence Welch e così via. In un certo senso, la diffusione di questa tendenza può essere tacciata di essere un atto performativo, con il libro che diventa oggetto scenico per rendere più rotonda la propria personalità pubblica. Tuttavia, l’attenzione che le celebrità hanno recentemente mostrato verso i libri offre ai loro fan, e ai lettori, la possibilità di uno scambio tra diversi ambiti culturali, oltre all’occasione di orientarsi in una selva di pubblicazioni grazie a quello che, in un’ottica parasociale, può essere visto come il consiglio di una celebrity-amica. Inoltre, fare parte di un gruppo crea la possibilità di costruire comunità attorno alla lettura, confrontandosi con altre persone che seguono lo stesso club.

Stando ai dati diffusi a dicembre 2025 dall’Osservatorio dell’Associazione Italiana Lettori (AIE) sulla lettura, nel corso dell’ultimo anno i lettori e lettrici tra i 15 e i 74 anni sono aumentati del 3%, con un totale di 33.9 milioni di italiani (il 76% della popolazione tra 15 e 74 anni) che dichiara di aver letto almeno un libro, compresi ebook e audiolibri, in 12 mesi. Di questa percentuale, le donne lettrici sono l’81% della popolazione, mentre gli uomini sono il 72%. Un gender gap che si conferma nel rapporto del 2023 diffuso dal Gruppo Feltrinelli, secondo cui a frequentare le librerie sono per il 63,6% donne e 34,6% uomini.

Tutto si ripete anche nelle fasce più giovani: nel 2023, le ragazze Under 18 hanno movimentato quasi il 75% degli acquisti relativi al loro segmento di età. Anche nel target 18-24 sono state le lettrici femminili a effettuare i due terzi degli acquisti. In altre parole: le giovani donne saranno il lettore tipo di domani. E chi può parlare a questo target meglio di una popstar Under 30 o, come nel caso di Dua, appena trentenne?

Nonostante tentativi come quello della infamous casa editrice per soli uomini, l’inglese Conduit Book, il cui primo libro pubblicato, Malc’s Boy di Shaun Wilson, ha ricevuto un’impietosa recensione proprio da parte del Telegraph (il quale l’ha semplicemente definito «pieno di pub e sesso»), ormai la tendenza è quella di un mondo della letteratura che parla al pubblico femminile, di cui il pubblico femminile è protagonista e agente. Per quella fascia di popolazione storicamente ostracizzata dalle sfere culturali, questa è un’occasione imperdibile. Il femminile plurale comincia oggi ad avere lo spazio per far circolare il proprio pensiero e le proprie idee: questa è l’occasione per azzerare le barriere all’ingresso. Non è una rivoluzione da poco e anche se le armi possono sembrare le meno consone, Dua Lipa ha saputo intercettare questo cambiamento e guidarlo, un selfie in posa accanto a un bestseller alla volta.

Concludeva così, nel 2022, il suo discorso alla cerimonia del Booker Prize: «Una buona scrittura ha il potere di far sentire le persone viste e ascoltate, di raccontare storie che il mondo ha ignorato. Tutti noi desideriamo solo amare ed essere amati, trovare il nostro posto nel mondo, e gli autori ci aiutano davvero a farlo».