La Rock and Roll Hall of Fame alternativa di Springsteen | Rolling Stone Italia
Sogni di rock’n’roll

La Rock and Roll Hall of Fame alternativa di Springsteen

Sabato sera nel New Jersey, all’evento American Music Honors, Bruce si è esibito in un teatro da 700 posti con Patti Smith, John Densmore, Dr. Dre, Steve Earle, Public Enemy, Little Steven e altri. Il racconto e i video

La Rock and Roll Hall of Fame alternativa di Springsteen

Bruce Springsteen

Foto: Rob DeMartin

Per pochi incredibili minuti sul palco del Pollak Theatre della Monmouth University è parso d’essere in un sogno di rock’n’roll. Per il gran finale della quarta edizione degli American Music Honors, Patti Smith ha cantato People Have the Power con Bruce Springsteen, il batterista dei Doors John Densmore, Steve Earle, Nils Lofgren, Jake Clemons, Amy Helm, Dr. Dre, i Public Enemy e i Disciples of Soul di Little Steven.

Dr. Dre ha cercato di resistere ai tentativi di Steve Van Zandt di trascinarlo letteralmente sul palco e ha ceduto solo con l’invito di Patti Smith («Che fai, amico? Vieni su!»). Ha preso tamburello si è unito a cori cantando nel microfono di Steve Earle e Van Zandt. La scena è diventata persino più surreale quand’è arrivato Flavor Flav, ha abbracciato tutti, compresa Smith che stava cantando, e ha iniziato a incitare il pubblico: «Yeah boy! We got the power!».

È il tipo di scena che si può vedere solo agli American Music Honors, l’evento organizzato ogni anno dal Bruce Springsteen Center for American Music per celebrare artisti rivoluzionari. La classe di quest’anno includeva i Doors, Patti Smith, Dionne Warwick, la E Street Band e Dr. Dre, con in più un tributo speciale a The Band. Teoricamente Springsteen era seduto tra il pubblico in prima fila, in pratica ha passato buona parte della serata a tenere discorsi e a suonare.

Bruce Springsteen Patti Smith Public Enemy.-People Have The Power

Uno show del genere potrebbe riempire la Radio City Music Hall o addirittura il Madison Square Garden e invece si tiene al Pollak, un teatro che può ospitare 700 persone. Premiati e artisti ospiti siedono tra il pubblico e si mescolano agli invitati, creando un’atmosfera simile alle cerimonie della Rock and Roll Hall of Fame prima che si spostasse nei palazzetti, diventasse un evento televisivo e perdesse ogni residua intimità e spontaneità.

Springsteen, che ha reso possibile tutto questo donando il suo archivio all’università, ha parlato a inizio serata dopo il presentatore Brian Williams e Bob Santelli, direttore esecutivo del Center: «Questa cosa mi è sfuggita di mano. È iniziata con le mie cose in una baracca in un angolo dell’università. Ora ha un edificio tutto suo ed è persino più bello di casa mia, e io ho una casa decisamente bella».

Sul palco per introdurre Dionne Warwick, l’ha definita «la voce più elegante nella storia della musica popolare» citando pezzi come I Just Don’t Know What to Do With Myself, You’ll Never Get to Heaven (If You Break My Heart), Message to Michael, e spiegando che Trains and Boats and Planes è una delle sue preferite. «Dionne, la tua voce è stata una compagna costante per me e per milioni di persone. Sono incredibilmente onorato di averti qui con noi stasera». Commossa dalle parole di Springsteen («Lo conosci davvero il mio repertorio, eh?»), Warwick ha cantato il classico del 1964 Walk On By coi Disciples of Soul prima di chiamare sul palco Darlene Love e l’armonicista di Willie Nelson Mickey Raphael per That’s What Friends Are For (con Flavor Flav batteva le mani e cantava).

Bruce Springsteen American Music Awards- Dionne Warwick Induction + 2 songs w/Bruce & Darlene Love

È stato Steve Van Zandt a presentare i Doors. «All’inizio non li capivo. Avevamo un pregiudizio molto forte contro tutto ciò che veniva dalla West Coast forse perché eravamo anglofili devotissimi. Se non provenivi dalla scuola chitarristica di Eric Clapton, eri irrilevante, il che escludeva gran parte della West Coast. Ma la verità è che la loro musica era semplicemente troppo sofisticata perché la potessi capire». Robby Krieger è rimasto a casa con la moglie malata e a ritirare il premio a nome della band è arrivato John Densmore. Il batterista ricordato i primi giorni dei Doors e la residency al Whisky a Go Go, dove aprivano per Byrds, Jefferson Airplane, Buffalo Springfield. «Questa è una festa d’amore in un tempo di odio, divisione e conflitto».

A quel punto si è seduto alla batteria, Springsteen ha imbracciato la chitarra e i due hanno suonato coi Disciples of Soul Light My Fire. «Non applaudirei troppo se fossi in voi», ha detto Springsteen. «Non canto questo pezzo dal ballo della CYO del 1967. Qui dentro non c’è nessuno che possa mettersi nei pantaloni di pelle di Jim Morrison». E invece si scrollato di dosso 59 anni di polvere e l’ha eseguita alla perfezione, prima di chiamare a sorpresa Steve Earle per Roadhouse Blues. Patti Smith è salita sul palco per una versione delicata e spoglia di The Crystal Ship, che fa in concerto dagli anni ’90.

Bruce Springsteen American Music Awards-The Doors with Bruce & John Densmore Light My Fire

Bruce Springsteen and Steve Earle - Roadhouse Blues

Con la morte di Garth Hudson lo scorso anno non ci sono più membri viventi della Band. In loro rappresentanza c’era Amy Helm, la figlia di Levon. Nel discorso più lungo della serata, Max Weinberg ha ripercorso la storia del gruppo che ha iniziato come band di supporto per Ronnie Hawkins e Bob Dylan, citando anche figure meno note come Harvey Brooks, il bassista che ha suonato brevemente dal vivo con Dylan e membri della Band nell’estate del 1965.

Dopo il discorso, Springsteen, Earle, Darlene Love e Amy Helm hanno fatto con i Disciples of Soul The Weight (che Springsteen ricordava meglio di Light My Fire, visto che l’ha suonata con la E Street Band dopo la morte di Levon Helm nel 2012). Ha poi continuato Amy Helm con una versione gioiosa di Up On Cripple Creek che avrebbe reso il padre orgoglioso.

Bruce Springsteen, Steve Earle, Darlene Love , Amy Helm - The Weight

Seduto in prima fila, Jimmy Iovine è salito sul palco per introdurre Dr. Dre, amico e partner di lunga data spiegando che ha cambiato il corso della musica popolare ben quattro volte, riferendosi agli N.W.A, alla carriera solista, alla Aftermath Entertainment e alle Beats by Dre. «Quando ho sentito per la prima volta The Chronic, non sapevo granché di hip hop. La prima cosa che mi ha colpito è stato il suono. Dre e Snoop mi hanno colpito come quando ho visto Mick e Keith da Ed Sullivan per la prima volta. Quando ho ascoltato meglio l’album, che parlava della loro vita nel quartiere, mi ha ricordato un disco a cui ho lavorato da giovane, Born to Run. Sono entrambe opere di strada. E come Born to Run, ha fermato il tempo».

Dr. Dre ha sottolineato con orgoglio di essere il primo artista hip hop a ricevere l’American Music Honors. «L’hip hop è nato nel Bronx per necessità, quando le scuole hanno tagliato i fondi per le arti, i quartieri venivano trascurati e non c’erano chitarre, pianoforti o altri strumenti con cui sperimentare. I giovani di colore non avevano gli strumenti per esprimersi e così hanno cambiato strumenti e creato il genere musicale oggi più popolare usando semplicemente due giradischi e un microfono». I Disciples of Soul hanno fatto California Love e hanno poi accompagnato Chuck D e Flavor Flav in una esplosiva Fight the Power che ha fatto alzare in piedi tutto il teatro.

L’energia è rimasta altissima quando Jon Landau è salito sul palco per introdurre la E Street Band. «Dopo aver lavorato con la band negli ultimi 52 anni, posso dirvi alcune cose fondamentali. Nessun computer moderno o algoritmo avrebbe mai messo assieme questo gruppo di persone. Hanno background, stili, gusti e approcci alla musica diversi. Eppure, come ben sappiamo, quando si mettono assieme e suonano, creano un sound unico, mai sentito prima, più monumentale di quello di qualunque altra rock band». Landau ha citato musicisti che hanno fatto parte della E Street Band in passato come Vini “Mad Dog” Lopez, David Sancious ed Ernest “Boom” Carter, oltre ai membri più recenti Soozie Tyrell e Jake Clemons. A differenza della cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame del 2014, quando per quasi 40 minuti tutti i membri hanno parlato a lungo, questa volta gli interventi sono stati piuttosto brevi. Al posto di Danny Federici ha parlato il figlio Jason, Jake Clemons ha ritirato il premio per lo zio Clarence e Springsteen ha parlato al posto di Patti Scialfa, che sta combattendo contro un mieloma multiplo. «Vi manda tutto il suo amore e vuole farvi sapere che sta bene».

Al termine dei discorsi, la E Street Band ha preso il posto dei Disciples of Soul per suonare Thunder Road, con Lofgren e Van Zandt più presenti alle voci rispetto ai tour recenti con i fiati. Ne è venuta fuori una versione unica ed emozionante di un classico che Springsteen non sta facendo nel Land of Hope and Dreams Tour.

Bruce Springsteen and Patti Smith -Because The Night

Springsteen è rimasto sul palco per presentare Patti Smith, che ha passato la serata seduta poche file dietro di lui. «Sono un uomo fortunato ad avere due Patti nella mia vita. Stasera siamo qui per rendere onore a una forza unica nella cultura americana, nonché una mia grande amica… È arrivata a New York con nient’altro che immaginazione, talento, anima, spirito, amore, rabbia, coraggio, determinazione. Non si è limitata a trovare la sua voce nel crogiolo di downtown Manhattan e nella durezza del CBGB. Ha ridefinito cosa poteva essere una voce rock. Quando nel 1975 è uscito Horses ho pensato: che cazzo farò adesso? Non sono in grado di fare una cosa del genere… Era potente. Non è entrato educatamente nella cultura. Ha sfondato la porta».

Quando Smith è salita sul palco, il teleprompter era vuoto. «Non sapevo di dover preparare un discorso, mi sa che non ho letto bene l’e-mail». Ha parlato a braccio ringraziando amici e collaboratori, tra cui Bobby Neuwirth, Sam Shepard e Lenny Kaye. «Bruce, non sapevo nemmeno che ti piacesse così tanto quello che faccio. Conserverò ogni parola che hai detto per il resto della vita. Mi darà il coraggio e ancora più forza per andare avanti».

Com’era prevedibile, i due hanno suonato insieme Because the Night, ma a differenza delle altre volte in cui l’hanno fatta Springsteen si è limitato a suonare la chitarra, lasciando a Smith le parti vocali e cantando solo nel ritornello. È stato magnifico. A quel punto sono tutti tornati sul palco per una meravigliosamente caotica People Have the Power, e Flavor Flav ha continuato con le sue trovate anche dopo che si sono accese le luci.

È difficile prevedere cosa diventeranno in futuro gli American Music Honors. Speriamo rimanga un evento intimo e che non venga trasmesso in tv. Producer, copioni e prove ne rovinerebbero la magia. E speriamo anche che i Public Enemy diventino il secondo gruppo hip hop a essere premiato. Flavor Flav è pronto a presentarsi, dominare il palco e passare ancora più tempo con il suo nuovo amico Bruce.

Da Rolling Stone US.