Charlize Theron ha dichiarato al New York Times di aver trovato «decisamente sconsiderato» che Timothée Chalamet avesse detto che «a nessuno importa» dell’opera o del balletto.
Quando le è stato chiesto delle maggiori sfide mentali affrontate nei suoi ruoli passati, la star d’azione ha risposto: «La danza è probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto. I ballerini sono dei supereroi. Penso a quello che fanno ai loro corpi, in totale silenzio».
La giornalista Lulu Garcia-Navarro ha poi fatto riferimento alla ormai famigerata dichiarazione di Chalamet su balletto e opera, e Theron ha replicato: «Spero di incontrarlo un giorno. È stato un commento decisamente sconsiderato su una forma d’arte – anzi, due forme d’arte – che dobbiamo sostenere costantemente, perché sì, hanno vita difficile. Ma tra 10 anni l’AI sarà in grado di fare il lavoro di Timothée, mentre non potrà mai sostituire una persona su un palco che danza dal vivo».
E ha continuato: «E non dovremmo sputare sulle altre forme d’arte. La danza mi ha insegnato la disciplina. Mi ha insegnato la struttura. Mi ha insegnato il lavoro duro. Mi ha insegnato a essere tosta. È ai limiti dell’abuso. Ci sono state diverse volte in cui ho avuto infezioni per le vesciche che non guarivano mai. E non hai un giorno libero. Sto letteralmente parlando di sanguinare attraverso le scarpe. E devi allenarti ogni singolo giorno: è la mentalità del non mollare, non c’è altra opzione, si va avanti».
Durante un evento CNN & Variety Town Hall, Chalamet aveva dichiarato di non voler vedere il cinema in sala finire come «il balletto o l’opera», che gli artisti vogliono «tenere in vita» anche se «a nessuno importa più».
«Ammiro le persone che – e l’ho fatto anch’io – vanno in un talk show e dicono: “Ehi, dobbiamo tenere in vita il cinema”», aveva detto Chalamet. «Ma un’altra parte di me pensa: se la gente vuole vederlo, come con Barbie o Oppenheimer, ci andrà e lo farà con orgoglio e a voce alta. E non voglio lavorare nel balletto o nell’opera, o in ambiti in cui si dice: “Ehi, teniamo in vita quest’arte”, anche quando è come se a nessuno importasse più nulla. Con tutto il rispetto per chi lavora nel balletto e nell’opera».










