Live Nation e Ticketmaster condannati per monopolio | Rolling Stone Italia
La sentenza

Live Nation e Ticketmaster condannati per monopolio

Biglietti sempre più cari e concorrenza ridotta al minimo, il sistema degli eventi negli Usa è sotto accusa dopo una sentenza storica. Il giudice ora può imporre la separazione tra i due colossi dell’intrattenimento

Live Nation e Ticketmaster condannati per monopolio

Foto: Muneeb/Unsplash

Una giuria federale di New York ha stabilito che Live Nation, il gigante globale dei concerti che controlla anche Ticketmaster, ha operato in regime di monopolio violando le leggi antitrust statunitensi. Il verdetto arriva dopo cinque settimane di processo e quattro giorni di deliberazioni, al termine di uno dei casi più rilevanti per l’industria musicale degli ultimi anni. Secondo la giuria, Ticketmaster deterrebbe illegalmente il controllo del mercato della biglietteria per gli eventi, mentre Live Nation avrebbe monopolizzato quello dei grandi anfiteatri, imponendo agli artisti l’utilizzo dei propri servizi di promozione. Un sistema che limita la concorrenza e contribuisce all’aumento dei prezzi per il pubblico.

Il caso era stato avviato dal Dipartimento di Giustizia insieme a 40 Stati americani. Sei hanno accettato un accordo da 280 milioni di dollari, mentre gli altri 34 hanno proseguito la battaglia legale fino alla sentenza, ora definita “storica” da diversi procuratori. La giuria ha inoltre quantificato un sovrapprezzo medio di 1,72 dollari per biglietto, cifra che potrebbe tradursi in risarcimenti per circa 150 milioni di dollari. Sarà ora il giudice, Arun Subramanian, a decidere le sanzioni. Tra le ipotesi sul tavolo c’è anche la separazione tra Live Nation e Ticketmaster, uno scenario che potrebbe ridisegnare l’intero settore dei concerti dal vivo.

Live Nation ha già annunciato ricorso, contestando sia il verdetto sia le valutazioni economiche. Ma il segnale è chiaro: dopo anni di polemiche, che sono andate dalla gestione dei ticket agli scandali come quello legato all’Eras Tour di Taylor Swift, il modello dominante dell’industria live è finito ufficialmente sotto processo.