In un’intervista rilasciata a Pollstar, Gene Simmons e Paul Stanley hanno spiegato che il lancio dello show ufficiale degli avatar dei Kiss a Las Vegas è previsto per il 2028. Si era parlato in principio del 2027.
Dopo l’ultimo concerto al Madison Square Garden a dicembre del 2023, la band ha smesso di andare in tour, ma non di progettare cose, a partire appunto dallo spettacolo con gli avatar sul modello di quello fatto dagli ABBA. Per realizzarlo, il gruppo ha stretto un accordo molto ampio con Pophouse Entertainment. La società che ha curato lo show degli svedesi ha comprato il catalogo, le edizioni e i diritti di immagine dei Kiss.
Dal debutto a maggio 2022 fino a oggi, Voyage degli ABBA è stato visto da quattro milioni di spettatori alla ABBA Arena a Londra. Anche nel caso dei Kiss ci sarà un teatro costruito appositamente, a Las Vegas. Stanley assicura che «il pubblico sarà parte integrante dello show» e che si sentiranno i classici. Simmons aggiunge che «ci saranno nuove canzoni, scritte da noi, ne abbiamo pronte» e che «più che uno show sarà un’esperienza». Per farlo capire fa un esempio: «Se ipoteticamente vedi un drago che ti sputa del fuoco in faccia, le immagini ti possono dare la sensazione che lo stia facendo, ma non senti il calore. Immagina però che vengano stimolati tutti i sensi, non solo la vista».
Jessica Koravos, CEO di Pophouse, ha confermato che verranno realizzati anche un biopic, un documentario e altri progetti. «Non ci limitiamo a incassare royalties, stiamo costruendo un mondo attorno al lascito degli artisti e loro l’hanno capito». Nella partnership coi Kiss è coinvolto Björn Ulvaeus, membro degli ABBA e fondatore di Pophouse. «Il legame con Björn è significativo. Voyage ha dimostrato che quando tratti la storia di un artista in modo ambizioso dal punto di vista creativo, i fan rispondono positivamente».
I Kiss, dice Stanley, sono diventati «Superman con chitarra e ampli Marshall». Secondo Simmons, i fan devono capire che «non è la fine di una cosa, è la fenice che risorge dalle ceneri. Questa non è la fine, è l’inizio».














