Robert Del Naja dei Massive Attack dopo l’arresto: «Pura follia» | Rolling Stone Italia
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Robert Del Naja dei Massive Attack dopo l’arresto: «Pura follia»

«Un arresto illegittimo, solo perché reggi un cartello in cui dici che ti opponi al genocidio, è un piccolo prezzo da pagare. La democrazia, i diritti civili, le libertà sono stati costruiti su piccoli gesti come questi»

Robert Del Naja dei Massive Attack dopo l’arresto: «Pura follia»

Robert Del Naja dal vivo nel 2019 coi Massive Attack

Foto: Jim Dyson/Getty Images

Dopo essere stato arrestato (e poi rilasciato) sabato scorso a Londra assieme ad altre 500 persone che protestavano per la massa al bando dell’organizzazione Palestine Action, Robert Del Naja dei Massive Attack ha spiegato su Instagram cos’è successo e cosa bisognerebbe fare. Quando è stato arrestato a Londra il musicista reggeva un cartello con su scritto “I oppose genocide, I support Palestine Action”.

«Durante il genocidio israeliano a Gaza, alla maggior parte delle persone, me compreso, è sembrato di impazzire lentamente», scrive Del Naja. «Com’è possibile che il mondo, incluso il governo britannico, permetta che accada una cosa del genere? La sensazione di follia è stata aggravata dalle politiche inspiegabili di molti organi di informazione britannici (tra cui la BBC), che si sono rifiutati di dire il nome di chi stava commettendo un’atrocità dopo l’altra, e poi ancora e ancora. Era Israele, lo sapevano tutti che era Israele. Perché non dirlo?».

«A proposito di follia, nella Gran Bretagna del 2026 si può essere arrestati in base al Terrorism Act per il semplice fatto di stare seduti in silenzio, tenendo in mano un cartello in cui c’è scritto che ti opponi al genocidio e sostieni azioni non violente per impedirlo. Ovviamente tutti sanno che è pura follia (compresi molti agenti di polizia che effettuano gli arresti e i giudici dell’Alta Corte che di recente li hanno dichiarati illegittimi), eppure, in qualche modo, si va avanti così. Tutti sanno anche che la pura disperazione degli attivisti di Palestine Action che vandalizzano attrezzature militari non è terrorismo. Nessuno ci crede davvero. Molti membri e consiglieri di alto livello di questo governo appartengono a un blocco ideologico che crede che “la guerra è pace” e ha ignorato milioni di manifestanti pacifici contro l’invasione illegale dell’Iraq. La loro arroganza e la loro fredda indifferenza crea la disperazione che poi sono determinati a reprimere nei tribunali».

«Questa sensazione di follia può essere superata. Possiamo pretendere che il nostro governo rispetti il diritto internazionale per il quale generazioni hanno dato la vita. I cittadini del Regno Unito saranno meno disperati (e i nostri tribunali meno sovraccarichi) quando il nostro Paese agirà con l’integrità della Spagna, che ha rifiutato che il proprio territorio e i propri mezzi vengano usati per commettere crimini di guerra da parte di Stati Uniti e Israele».

«Per raggiungere questi obiettivi vitali, qualche ora in custodia della polizia dopo un arresto illegittimo è un piccolo prezzo da pagare. La democrazia, i diritti civili e le libertà che oggi sono sanciti dalla Costituzione sono stati letteralmente costruiti su piccoli gesti come questi. Forse è per questo che questo governo draconiano vuole schiacciarle? Palestina libera. No alla guerra».

Del Naja è solo uno dei 212 manifestantidi età compresa fra i 27 e gli 82 anni arrestati sabato. Palestine Action è stata dichiarata organizzazione illegale dal governo britannico nel luglio 2025 sulla base di una legge antiterrorismo successivamente giudicata incostituzionale dall’Alta Corte ma ancora formalmente in vigore.

 

 
 
 
 
 
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