“Dicono che quando meno te lo aspetti, improvvisamente, la vita ti mette di fronte a un bivio fra la scelta del cuore e la più conveniente”. Si apre così uno dei pezzi più rappresentativi del nuovo disco di Ditonellapiaga, quel famoso Miss Italia che esce oggi e che forse dovrà cambiare titolo perché la famiglia Mirigliani ha sbattuto i pugni sul tavolo (invece di ringraziare, che di ’sti tempi…).
Tornando a noi, in quel verso di Bibidi bobidi bu, ma forse in tutta la traccia, si concentra un po’ il fulcro del lavoro di Margherita Carducci negli ultimi anni. Lei che ha debuttato da emergente a Sanremo, con quella esposizione gigante a cui segue la difficoltà nel capire che direzione prendere, cosa fare con quel fardello di persone che ti hanno visto in tv e che si aspettano da te qualcosa che magari neanche tu hai ancora messo a fuoco.
Ha pure dichiarato che, dopo un periodo incerto, le avevano consigliato di cambiare nome, di iniziare un progetto nuovo, eccetera eccetera. Invece, e oggi lo possiamo dire, DNP è riuscita a tornare senza snaturarsi. Serviva solo un po’ di tempo per centrare alcune cose. Tipo spingere sulla propria identità, sui punti forti.
Così ha scritto un disco che non tradisce il suo percorso, a metà tra il pop e il cantautorato, “sporco” di tutto quello che le piace, un disco che, parole sue, «è amalgamato meglio degli altri». Ma soprattutto, Miss Italia è un album che parla di quello che ha provato in questi anni, della sua storia, del rapporto con le aspettative, del fallimento, dell’industria. A ricordarci che anche un pop parlante è possibile.
C’è sempre l’ironia, c’è sempre quella forma di teatralità che la rende a volte cantante e a volte attrice (ad Amici direbbero: completa), ma soprattutto in Miss Italia c’è una sorta di verità lirica che si percepisce in tutto il suo personaggio. Una forma mentis, una lucidità che forse conquisti solo se a neanche 30 anni hai già sperimentato la montagna russa dello showbiz. Lo si capisce da come risponde ai giornalisti, oltre che da quello che scrive. Sempre in Bibidi bobidi bu: “Vorrei fare pop, evitare il flop”, ma pure “con lo stadio pieno tenuto al guinzaglio con la folla intorno”.
Una visione chiara e disillusa di quello che succede intorno. Una perfezione apparente sempre pronta per essere decostruita. La ragazza che ride in posa con l’erbetta tra i denti. “Una Miss Italia, disperata ma statuaria”, canta nella title track, “Io non ho più unghie per scavarmi la fossa, io non ho voglia di girare in tondo, mi sono rotta di toccare il fondo”, canta in Io. Sempre a metà tra divismo e cinismo. Pronta per lo shooting di una cover ma anche a piangere disperata un attimo dopo.
Se avete voglia di ascoltare, in questo disco Ditonellapiaga parla. Si capisce cosa le piace, cosa pensa. Anche se sotto c’è una cassa in quattro e siete in una discoteca marcia di provincia.
Ce ne eravamo accorti a Sanremo, con le cose elencate in Che fastidio! e che danno fastidio davvero, tipo “le cover bossa nova”, personalmente superate solo dai test del DNA che si fanno online, nuova frontiera per adulti cresciuti in Brianza e che non si vergognano di dire: «Lo sapevi che sono per il 10% irlandese?».
Miss Italia, per citare i meme, vi farà ridere e riflettere. C’è spazio per una sola ballad, Hollywood, traccia che richiama un po’ Lana Del Rey ma con il video che mi auguro sia un omaggio a Lucky di Britney Spears e in cui canta: “Mai fare patti col diavolo. Serve lo stomaco, il fegato”.
Un fegato che Ditonellapiaga sembra aver trovato, o che forse ha solo imparato ad allenare di più a suon di domande e dubbi. «Ho paura delle decisioni che prenderò da adesso in poi, quello che ho fatto è nato in un momento di vulnerabilità», ha dichiarato. «Con la terapia ho scoperto che dovevo chiedermi cosa interessava a me, e accettare cose che considero fallimenti come parte del percorso. Tutto ciò mi ha portato a scrivere il disco che volevo scrivere».
Comunque vada, il suo successo a Sanremo (mi sento di dire: una delle pochissime che hanno fatto bene a partecipare quest’anno) ha già una valenza positiva. Miss Italia è un disco senza featuring furbi, non scritto e non prodotto dai soliti nomi. C’è una nuova ragazza nel nostro pop che sta provando a fare qualcosa di personale. E quindi sì, ci spiace Patrizia Mirigliani, ma per Ditonellapiaga Miss Italia continua.
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