Bruce Springsteen: «La E Street Band è nata per i momenti difficili» | Rolling Stone Italia
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Bruce Springsteen: «La E Street Band è nata per i momenti difficili»

Il tour che porterà «la speranza contro la paura», lo show a Minneapolis tra i più significativi della sua vita, l’esibizione di dopo domani. «I nostri valori fondamentali non sono mai stati messi in discussione come oggi»

Bruce Springsteen: «La E Street Band è nata per i momenti difficili»

Springsteen e la E Street Band nel 2023

Foto: Danny Clinch

«La E Street Band sta arrivando. Porteremo la speranza contro la paura, la democrazia contro l’autoritarismo, lo stato di diritto contro l’illegalità, l’etica contro la corruzione, l’unità contro la divisione e la pace contro la guerra!», con la parola guerra sottolineata dai musicisti, un po’ come nella cover di War dei Temptations. Bruce Springsteen ha rilanciato con un breve video il Land of Hope and Dreams US Tour, il giro di concerti strettamente legato all’attualità che non a caso partirà il 31 marzo da Minneapolis, Minnesota e finirà il 27 maggio a Washington D.C.

Ne ha parlato, di nuovo non a caso, con il Minnesota Star Tribune ribadendo che «il tour avrà un carattere politico e tratterà temi di grande attualità legati a ciò che sta accadendo nel Paese» e che «la E Street Band è nata per i momenti difficili» e che sono «proprio questi i momenti in cui possiamo renderci utili alla comunità. Sono frangenti come questi che danno alla band uno scopo preciso e quindi cerco di costruire la scaletta attorno a queste idee».

Sarà insomma il suo tour più politico di sempre. «Non ricordo un altro momento in cui il Paese è stato messo così duramente alla prova, in cui le nostre idee e i nostri valori fondamentali sono stati messi in discussione come adesso. Devo tornare indietro al 1968, quando avevo 18 anni, per trovare un altro momento storico in cui sembrava che il Paese fosse in una situazione tanto critica e che la posta in gioco fosse tanto alta in termini di chi siamo, il Paese che vogliamo essere, le persone che vogliamo essere. È un momento critico, molto critico».

Il 28 marzo Springsteen canterà Streets of Minneapolis in pubblico per la terza volta, dopo averlo fatto il 30 gennaio a Minneapolis ospite di Tom Morello e lunedì scorso al 30esimo anniversario di Democracy Now a New York. Lo farà alla manifestazione No Kings a cui parteciperanno tra gli altri anche Joan Baez, Maggie Rogers, Jane Fonda. Non si preoccupa delle eventuali ripercussioni o di perdere una parte di pubblico di destra. «Il mio lavoro è semplice: faccio quel che voglio, dico quel che voglio e poi la gente può dire quel che vuole al riguardo. Sono le regole del gioco. Mi sta bene così. Non mi preoccupo se perdo una parte di pubblico. Ho sempre avuto una certa visione del mio ruolo culturale».

Ripensando a quando ha cantato per la prima volta Streets of Minneapolis ospite di Tom Morello: «Ci sono momenti in cui ti trovi nel posto giusto al momento giusto e accade qualcosa di significativo», che trascende la musica. Di conseguenza, l’esibizione di gennaio a Minneapolis «sale in cima alla lista dei concerti più significativi che ho fatto».

 

 
 
 
 
 
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