Non ho mai visto Hannah Montana se non qualche pezzo qua e là, per caso. Ero già troppo grande per ballare vestito da cowboy o sognare di avere una doppia vita. E mi ricordo di Hannah Montana per la star del suo show, Miley Cyrus (o Circus, come direbbe Adriana Volpe). E proprio per lei ho visto lo speciale sul 20esimo anniversario della serie, trasmesso da Disney+.
Non sapevo bene cosa aspettarmi. Miley è in una fase particolare della sua carriera. Ha vinto un Grammy nel 2024 per quella mega hit che è Flowers, poi è uscito un altro disco che non è andato troppo bene (ma che ha qualche chicca al suo interno). La sua carriera è sempre stata un po’ così, up and down. Una cosa però l’ha dimostrata: che è stata in grado di reinventarsi sempre. E se a 30 anni suonati lei può tornare a fare quella roba, anche solo per un’ora, allora forse un insegnamento ce l’ha anche questo speciale: si può fare pace col passato. Tutti abbiamo qualche scheletro nell’armadio, roba fatta quando eravamo piccoli di cui ci vergogniamo. Lei ha fatto Hannah Montana. Che, ok, l’ha resa chi è. Ma negli anni questa roba è stata un fardello mica leggero. La capiamo benissimo. Voi vorreste essere ricordati per quello che eravate alle elementari? Con i vestiti che vi mettevate alle elementari?
Miley è evoluta, ed è una delle poche che sono riuscite davvero ad avere una carriera credibile e che si distaccasse dai contenuti di un canale televisivo per bambini. Non stiamo qui a ricordare le Wrecking Balls e le twerkate che tanto hanno fatto discutere ai tempi. «Miley è impazzita!!111unouno». Ragazzi, vivete voi quella vita lì, in quella famiglia lì.

Miley Cyrus nello speciale ‘Hannah Montana 20th Anniversary Special’, disponibile su Disney+. Foto: Disney+
Nello speciale, il passato è descritto tutto abbastanza rose e fiori. Nella vita, non è stato esattamente così: il rapporto col padre è sempre complicatissimo, le faide della sua famiglia sono materiale da tabloid americano anche oggi. «Quando la mia famiglia va d’accordo sento che anche la gente è contenta», dice nello speciale. Ma torniamo all’episodio, che di per sé, fatemelo dire, non è chissà quale operazione editoriale. Parlando di contenuti, c’è un’intervista abbastanza molle con la regina dei podcast Alex Cooper a suon di «literally amazing» e «quanto ci siamo divertiti».
Poi c’è una specie di concerto in cui Miley, anzi Hannah, esegue qualcuno dei suoi storici pezzi (tra cui un inedito), più un paio di special guest: Selena Gomez, altra ex prodigio di Disney Channel, e Chappell Roan, che a quanto pare, nonostante i media la descrivano incazzatissima con i bambini (si scherza), è stata piccola pure lei. «Se ho iniziato a fare questo lavoro è perché guardavo Hannah Montana con mia nonna», dice. Abbiamo l’impressione che non sia un caso isolato.
Ma, a parte tutto, questo speciale lascia due sensazioni precise. La prima è che, appunto, di fan service si parla. Se non sapete cos’è o semplicemente non vi piace quella roba, lo troverete interessante come guardare alla televisione la rimpatriata di classe di un gruppo di sconosciuti. Questo 20th Anniversary Special va davvero preso come un atto di pacificazione col passato: Miley Cyrus ora è abbastanza grande e artisticamente evoluta per potersi permettere di tornare a ridere e abbracciare la bambina che è stata. Fare pace col passato, che cosa difficile. Ma è difficile anche indossare di nuovo quei pinocchietti, forse l’unica cosa veramente scioccante dello show.
La seconda invece è un grande insegnamento su come affrontiamo la nostalgia. Buffy cancellato, Hilary Duff che torna a dominare le classifiche americane, tutta questa voglia di (recente) passato che arriva con nuovi format e reboot. Miley invece ha fatto questo speciale che dura meno di un’ora e già non ne vuole più sapere: «Sono già stanca, mollatemi». Move on, bravissima.











