Per Moby, il testo del classico dei Kinks Lola è «volgare e transfobico». Lo ha detto in un’intervista rilasciata al Guardian.
Lola è la quasi title track dell’album dei Kinks del 1970 Lola Versus Powerman and the Moneyground, Part One, una specie di concept nato dalla protesta contro la discografia dell’epoca. La canzone però racconta l’incontro in un club di Soho di un ragazzo senza grande esperienze sessuali con Lola appunto, un travestito (o una trans) che “camminava come una donna, ma parlava come un uomo”.
L’articolo del Guardian è diviso in breve paragrafi come “La prima canzone di cui mi sono innamorato” o “La canzone che mi fa piangere”. Alla voce “La canzone che non riesco più ad ascoltare”, Moby risponde: «Lola dei Kinks è spuntata fuori in una playlist di Spotify e ho trovato il testo volgare e transfobico. Mi piacciono i loro primi lavori, ma sono rimasto sconcertato da quanto sono antiquati i testi».
Non è la prima volta che Lola viene criticata. Ray Davies dei Kinks ha detto di averla scritta ispirandosi almeno in parte al manager del gruppo che aveva passato una serata a Parigi ballando con quella che credeva fosse una bellissima ragazza, ma che in realtà era un travestito. L’episodio viene combinato a un ritornello invece molto candido ispirato a una frase senza senso che ripeteva la figlia di due anni del musicista, «Lola lola lola».
Sei anni fa, in occasione dei 50 anni del pezzo, Ray Davies l’ha difesa spiegando che «l’album Lola Versus Powerman è un inno alla libertà artistica (compresa la mia) e al diritto di chiunque di non identificarsi in alcun genere, se lo desidera».
A difendere il pezzo è ora il fratello Dave Davies, che dopo aver saputo del pezzo del Guardian ha scritto su X che si sente «profondamente offeso dal fatto che Moby abbia accusato mio fratello di essere “arretrato” o in qualche modo transfobico». Per rafforzare la tesi, Davies allega uno scritto spedito ai fratelli da Jayne County, la punk transgender che elogia Lola come un pezzo in grado di «abbattere le barriere e portare alla ribalta un argomento che un tempo era tabù». La canzone l’ha influenzata nello scrivere pezzi come Wonder Woman. «Con questa canzone i Kinks sono entrati nel mondo moderno. Nel mondo reale. Un mondo pieno di gente d’ogni tipo. Bisessuali, gay, trans, non un mondo composto solo da eterosessuali!». Era, ricordiamolo, il 1970. Morale: «Essendo trans, questa canzone sarà sempre speciale per me».
Davis è tornato sull’argomento questa notte scrivendo su X: «Non voglio metterlo in imbarazzo, ma Moby dovrebbe stare attento a quel che dice. I Cockettes (i teatranti americani dell’epoca psichedelica e della gay liberation di San Francisco noti anche per le esibizioni en travesti e per la libertà sessuale, ndr) e i loro amici ci seguivano ovunque in tour. Li apprezzavamo. Perché Moby è così duro con questa canzone? Non siamo transfobici. Perché se la prende con noi?».
Secondo Maureen Van Zandt, attrice e moglie di Little Steven della E Street Band, succede «perché le persone non hanno niente di meglio da fare se non stare lì a giudicare gli altri. Altri che sono più talentuosi e capaci».
to @thelittleidiot Moby’s criticism of our song LOLA these are the words sent to me and Ray from our dear friend trans icon @jaynecounty27 #JayneCounty. I am highly insulted that MOBY would accuse my brother of being ‘unevolved’ or transphobic in any way. https://t.co/hBFmLPdMKH pic.twitter.com/qYcxoMc03d
— Dave Davies (@davedavieskinks) March 22, 2026















