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8 cose che forse non avete notato al concerto dei BTS

La band coreana è tornata sul palco dopo 4 anni di silenzio per uno show in piazza a Seul. Tutti ne parlano, ma non non tutti sanno che...

8 cose che forse non avete notato al concerto dei BTS

Il ritorno dei BTS a Seul

Foto: by Kim Hong-Ji - Pool/Getty Images

Si è tenuto ieri l’atteso ritorno sul palco dei BTS.

Il concerto – trasmesso in diretta su Netflix – è arrivato un giorno dopo la pubblicazione del nuovo album Arirang e anticipa il tour mondiale previsto da aprile 2026 a marzo 2027, il più grande nella storia del gruppo. Un’ora di show per celebrare l’era BTS 2.0 (come è stato detto dal palco), dopo la pausa di 4 anni dovuta al servizio militare che i membri del gruppo hanno dovuto sostenere in questi anni.

Ecco alcune cose che forse non avete notato sul ritorno di RM, Jin, Suga, J-Hope, Jimin, V e Jung Kook.

Solo 22 mila persone avevano il biglietto

Solo pochissimi fan dell’Army – il fandom della band – hanno avuto la fortuna di possedere il ricercatissimo Golden Ticket che permetteva una seduta sotto il palco. Tutti gli altri hanno assistito allo show gratuitamente dai maxi-schermi posizionati nell’area. C’è chi parla di 200 mila persone lungo le strade, chi di 60 mila. Un dibattito che ricorda quello delle manifestazioni in Italia.

I BTS non hanno fatto prove sul palco

Visto che lo show è stato pensato in centro città, alla portata di tutti, non è stato possibile per la band prendere confidenza con il palco e avere una prova generale, al contrario ad esempio di quanto succede al Superbowl. «Non è cosa da poco riuscire a creare qualcosa e portarla in scena senza aver fatto alcuna prova sul palco», la dichiarazione di Done+Dusted, casa di produzione dell’evento, prima dello show. «Non ci saranno prove con la band sul palco: è una cosa un po’ folle».

RM ha dovuto ripensare la sua intera esibizione

La colpa è dovuta a un infortunio alla caviglia che l’ha costretto a passare quasi tutto il tempo seduto su una sedia. Il cantante ha continuato a esibirsi e a partecipare alle coreografie, ma in forma ridotta. Tenace.

Lo show è stato diretto da Hamish Hamilton

Ovvero l’uomo dietro la regia dei Superbowl dal 2010. Hamilton ha anche diretto alcune cerimonie degli Oscar, dei Grammy e dei Giochi Olimpici del 2012. Lato musica, invece, ha lavorato per Eminem, Madonna, U2, Coldplay, Beyoncé, Ariana Grande filmando e firmando alcune delle loro più importanti esibizioni live. Hamilton ha definito lo show: «A livello di logistica uno dei più difficili della mia carriera».

La sicurezza dell'evento

Oltre 6 mila agenti delle forze dell’ordine, 4 mila addetti alla sicurezza, unità munite di sistemi anti drone. I ragazzi potevano star tranquilli.

Il perché del palco a forma di cornice

Un enorme portale, monumentale. La motivazione qui è chiara: «Una struttura che da un lato radichi lo spettacolo nell’energia moderna dei BTS e dall’altro renda omaggio al significato storico e culturale del luogo». Continua Guy Carrington di Done+Dusted: «Non volevamo arrivare e costruire qualcosa che fosse in contrasto con il luogo (e) limitarsi a organizzare un concerto nel bel mezzo di uno degli spazi più sacri di Seul».

L'alimentazione del concerto

Per dare elettricità al palco sono stati usati quasi 10 chilometri di cavi. Sì, 10 chilometri.

C'è stato uno spettacolo aereo con 300 droni

Grazie a una collaborazione con Intel, la band ha avuto in dotazione 300 droni per uno show di luci. I droni hanno illuminato il cielo disegnando l’universo, i pianeti, i membri della band.

La setlist:

Body to Body
Hooligan
2.0
Butter
MIC Drop
Aliens
FYA
Swim
Like Animals
Normal
Dynamite
Mikrokosmos

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