Dare un segnale chiaro, rompere con il modello classico della discoteca. L’inizio dei Magazzini Generali, tra le leggende contemporanee di Milano, si riassume così. 1995, vecchi depositi ferroviari in disuso vengono riqualificati e trasformati in venue. Gian Carlo Soresina è alla testa dell’operazione, con lui i soci Giovanni Lanzone, Marco Garofalo, Emanuele Tessarolo e Alberto Guazzetti.

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Saranno la squadra fino al 2005, quando la mano passerà a Daniele Orlando, proprietario dei “Magazza” fino al 2015. Nel mentre, i Magazzini diventano un riferimento culturale europeo, non solo per i people of the night. Il loro palco è calcato da Allen Ginsberg, Yoko Ono, Orlan, Carl Cox, Francois Kevorkian, Jeff Mills, Marco Carola, The Chemical Brothers, e poi Lenny Kravitz, Black Eyed Peas, Quincy Jones, Mary J. Blige, Green Day, Fatboy Slim. Allungano la lista protagonisti del dancefloor internazionale come David Guetta, Sven Väth, Four Tet, Black Coffee, Laurent Garnier, Peggy Gou e molti altri. Il coronamento di un sogno per nulla italiano diventato anche italiano, così Orlando riassume quel periodo.
Oggi, o meglio, l’anno scorso, i Magazzini Generali hanno compiuto trent’anni (e la proprietà è passata a Jimmy Mahboob). E ora, un nuovo libro ripercorre e celebra questa storia: XXX Magazzini Generali 1995-2025, edito da Emuse e curato da Stefano Astore, direttore artistico clubbing e musica elettronica di Magazzini Generali (mentre il progetto grafico è di ‘48, alias Ilaria Carcano e Marco Pea.

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All’interno fotografie d’archivio, grafiche originali e materiali inediti, accompagnati dalle interviste di Alberto Traversi alle proprietà che si sono succedute in questo trentennio e pure a Marcelo Burlon, storico organizzatore della serata Pink is Punk, legata al mondo della moda.















