È morto Wayne Perkins. Il chitarrista americano che ha suonato nei dischi di Joni Mitchell, Rolling Stones e Bob Marley, tra i tanti, è scomparso lunedì dopo essere stato vittima di un ictus. Aveva 74 anni.
Nel 1975 ha avuto la possibilità diventare nei Rolling Stones come possibile sostituto di Mick Taylor. Raccomandato da Eric Clapton, ha raggiunto la band mentre stava incidendo Black and Blue a Monaco di Baviera. «È sempre stato uno dei miei obiettivi suonare la chitarra con le più grandi rock band del mondo», ha detto Perkins al Los Angeles Daily News una ventina d’anni dopo. «Quando sono arrivato, li ho sentiti suonare ed erano la peggior garage band che avessi mai sentito in vita mia. Poi è scattato qualcosa e all’improvviso sono passati dall’essere tremendi a incredibili».
Alla fine Perkins ha inciso la parte di slide in Fool to Cry, oltre a suonare in Memory Motel e Hand of Fate. In quell’occasione ha suonato anche l’assolo di Worried About You, pezzo poi finito in Tattoo You. Perkins piaceva parecchio alla band, ha scritto Keith Richards nell’autobiografia Life, ma alla fine hanno scelto Ronnie Wood anche perché era inglese come loro.
Poco più di un anno dopo Perkins ha rifiutato l’offerta di entrare nei Lynyrd Skynyrd. «Qualcosa non mi tornava», ha raccontato quattro anni fa. Era il dicembre 1976. Nell’ottobre 1977 c’è stato l’incidente aereo che ha decimato la band. «Ogni tanto ci penso. Ronnie Van Zant era uno dei miei migliori amici. Conoscevo tutti i ragazzi della band e avrei fatto una montagna di soldi».
La sua attività di session man era iniziata nel 1973 quando Chris Blackwell della Island lo ha invitato in studio con Bob Marley e i Wailers durante le session di Catch a Fire. Lo si sente in Concrete Jungle, Baby We’ve Got a Date (Rock It Baby) e Stir It Up, anche se in un primo tempo non è stato accreditato. Anni dopo ha raccontato di quando Marley «è arrivato con uno spinello lungo mezzo metro e ha cercato di ficcarmelo in bocca». Qualche mese dopo, ha suonato la chitarra elettrica in Car on a Hill di Joni Mitchell, da Court and Spark.
Perkins ha continuato a suonare per tutti gli anni ’80 e ’90, anche se i grandi cambiamenti dell’industria discografica ne hanno ridotto il lavoro da session man. Se fosse entrato negli Stones, ha detto scherzando nel 2009, «a quest’ora sarei probabilmente un milionario morto».















