Michael Stipe: «Voglio che il mio album sia all’altezza dei R.E.M. ed è quasi impossibile» | Rolling Stone Italia
La volta buona?

Michael Stipe: «Voglio che il mio album sia all’altezza dei R.E.M. ed è quasi impossibile»

Lo vuole pubblicare entro la fine del 2026, ma deve finire otto canzoni. «Sto scrivendo musica per la prima volta, credo di essere bravo, ma non eccezionale». E no, niente reunion

Michael Stipe: «Voglio che il mio album sia all’altezza dei R.E.M. ed è quasi impossibile»

Michael Stipe

Foto: Fondazione ICA

Michael Stipe vuole che il suo album solista «sia all’altezza dei R.E.M. ed è quasi impossibile». Intervistato dal Times, il cantante ha spiegato il motivo per cui ci sta mettendo tanto tempo, più di quanto avrebbe voluto.

«Il Covid non ha aiutato», spiega, «ma lo sto finendo. Quando la band si è sciolta, avevo bisogno di una pausa. Mi ci sono voluti cinque anni, poi sono tornato di nuovo alla musica. È stata una lotta. È questo il punto chiave. Voglio che sia fantastico, ma sento la pressione derivante dall’aver fatto parte dei R.E.M. ed è un obiettivo ambizioso, voglio che il disco sia all’altezza del gruppo ed è quasi impossibile. Quindi è eccitante, ma anche terrificante, e sto scrivendo musica per la prima volta, credo di essere bravo, ma non eccezionale. Ma adoro la mia voce. Non mi piace quando parlo, ma la adoro quando canto e desidero davvero tornare a dedicarmi alla musica».

Per finire il disco, che non ha ancora un titolo «ma ho pensato a Meet THE Michael Stipe», deve chiudere otto canzoni, a cui mancano soprattutto i testi. Lo vuole pubblicare entro la fine del 2026. Il suo primo pezzo solista Your Capricious Soul è uscito a ottobre 2019. L’ultimo, I Played the Fool dalla colonna sonora di Rooster, una settimana fa.

Nella stessa intervista, Stipe spiega che ama la fama e si considera fortunato perché a differenza di altri, ad esempio la sua amica Courtney, «posso prendere la metropolitana. Posso camminare per strada e la gente mi dice: “Ehi, grazie”, ma mi trovo in una posizione, e ci sono stato per gran parte della mia vita, in cui posso fare una vita normale. Non faccio chiudere un ristorante perché la gente mi fissa, ma ho amici che lo fanno e significa fare una vita piena di limiti».

Stipe si considera un ottimista («Nelle cose che scrivo c’è sempre della speranza»), ama Berghain di Rosalía («Mi ha fatto sentire come la prima volta che ho ascoltato i Sex Pistols»), considera essenziale la capacità di prendere le distanze dal proprio lavoro («Per fare un passo indietro e non convincersi di essere sempre geniali, mi permette di non diventare uno stronzo furioso, un pazzo egocentrico») ed esclude una reunion dei R.E.M. «Siamo buoni amici che in un modo o nell’altro sono sopravvissuti a una follia durata 31 anni che di solito finisce per dividere le persone».