Neil Young è tornato in studio con i Chrome Hearts per registrare un nuovo album, il secondo dopo Talkin’ to the Trees, uscito nel giugno 2025. Lo ha annunciato in un post sul suo sito, i Neil Young Archives, in cui attacca duramente Donald Trump, definendolo «il peggior presidente nella storia del nostro paese» e paragonando la sua amministrazione a «un brutto programma televisivo». «Soffro per questo paese», ha scritto. «La politica oggi è triste e deprimente per me. Non ce la faccio più».
Il disco però sembra andare in un’altra direzione. Young ha scritto di aver già otto canzoni nuove, descrivendole come brani legati alla vita e all’amore, non alla politica. «Per fortuna sono di nuovo in studio a registrare con i Chrome Hearts», ha scritto. «Amo queste canzoni e le sensazioni di vita e amore che portano. Per ora abbiamo otto pezzi nuovi».
La notizia arriva poche settimane dopo la cancellazione dell’intera tournée europea prevista per l’estate 2026 con i Chrome Hearts. Young aveva comunicato la decisione a febbraio spiegando ai fan di aver bisogno di una pausa e di voler ascoltare il proprio corpo, dopo un Love Earth Tour 2025 che lo aveva portato sui palchi di mezza Europa e del Nord America con alcune performance che lui stesso ha definito «trascendenti».
L’attivismo politico di Young contro l’amministrazione Trump non è una novità. Negli ultimi mesi ha scritto un editoriale in cui invitava gli americani a «sollevarsi pacificamente, a milioni» dopo la sparatoria dell’ICE in Minnesota, ha regalato l’intero suo catalogo musicale al popolo della Groenlandia in risposta alle minacce di annessione da parte di Trump, ha pubblicato il brano Big Crime rivolto direttamente al presidente e si è unito a Joan Baez, Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez nel tour Fighting Oligarchy.














