Manuel Agnelli e Siae lanciano «la prossima rivoluzione» con ‘Suoni dal futuro’ | Rolling Stone Italia
Una nuova generazione

Manuel Agnelli e Siae lanciano «la prossima rivoluzione» con ‘Suoni dal futuro’

Il progetto triennale porterà 12 band emergenti in una rete di live club italiani con 96 concerti e 196 esibizioni tra Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Taranto, Pesaro e Torino

Manuel Agnelli e Siae lanciano «la prossima rivoluzione» con ‘Suoni dal futuro’

Manuel Agnelli al Carroponte con gli Afterhours

Foto: Sergione Infuso/Corbis via Getty Images

A Milano, negli spazi di Germi – Luogo di Contaminazione, Manuel Agnelli ha presentato Suoni dal futuro – La prossima rivoluzione, progetto triennale realizzato con il supporto della SIAE dedicato alla nuova scena musicale italiana. Il sottotitolo è programmatico: Una nuova generazione si racconta: strade, palchi e musica suonata. L’iniziativa nasce dall’incontro tra Agnelli e il collettivo di Germi e la SIAE con l’obiettivo di sostenere autori, autrici e band emergenti attraverso live, formazione e una rete di club.

L’idea, racconta Agnelli, nasce frequentando concerti di giovani musicisti:«Sono stato in giro e ho scoperto una miniera di talento, ragazzi tra i 15 e i 30 anni che suonano strumenti, cantano senza Auto-Tune e scrivono i loro pezzi». Da qui la volontà di creare uno spazio di crescita: «Gli diamo un laboratorio dove possono sbagliare, cambiare e crescere nel tempo senza dover per forza tirare fuori una hit».

Il progetto si sviluppa da Germi, che diventa centro di scouting con circa 100 band coinvolte ogni anno, e da un live tour nazionale che nel 2026 porterà sei band– Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz – in otto città: Milano, Taranto, Pesaro, Palermo, Napoli, Roma, Bologna e Torino, per un totale di 96 concerti e 196 esibizioni live. Il primo tour partirà ad aprile per concludersi a fine maggio.

Il tour di 'Suoni dal futuro'

Foto: Germi

Il presidente della SIAE Salvatore Nastasi ha spiegato che il successo del progetto sarà misurato soprattutto dalla partecipazione del pubblico: «Se il progetto va bene avremo più iscritti, più depositi e più autori e autrici. Ma il vero successo sarà quanta gente verrà ai concerti». Durante la presentazione è intervenuto anche Mauro Ermanno Giovanardi, direttore artistico della rassegna Crocevia, che porterà il progetto a Pesaro, all’Urbica: «I ragazzi mi avevano chiesto di pensare a una rassegna e avevo proposto di far suonare gruppi giovani. Senza sapere che Manuel stava preparando questa cosa gli ho chiesto una collaborazione con Germi: è diventata una cosa naturale».

Agnelli ha sottolineato anche come l’iniziativa nasca anche da una riflessione sull’industria musicale e sulle nuove tecnologie: «Il fondo del barile non è l’attuale industria musicale, ma l’intelligenza artificiale, che rischia di produrre musica dietro cui non c’è un essere umano. Il rischio è che l’industria si butti su questo tipo di produzione, con musica artificiale che prenderà il posto di quello che consideriamo musica popolare». Per il musicista la risposta resta il rapporto diretto tra pubblico e concerti: «Andare a un live ha una forza di sensazioni e di scambio sociale enorme. Anche se oggi discografia e generi musicali sono lontani dalla musica suonata, nei live i numeri più grandi continuano a farli le band, soprattutto le band rock».

Sul tema dell’intelligenza artificiale è intervenuto anche Nastasi: «All’inizio cercavamo quasi di evitarla. Poi abbiamo capito che non dobbiamo essere contro, ma imparare a dominarla. Deve essere uno strumento utilizzato dall’uomo, con regole che garantiscano sempre l’ingegno umano». Ma per il momento, per tutti gli organizzatori, il risultato più importante sembra la creazione di una rete stabile tra artisti e club: «Se tra tre anni avremo ricreato un circuito che può vivere anche oltre il progetto, sarà stato un successo».