La Roux (Elly Jackson) ha visto Kanye West stringere le mani al collo della modella Jennifer An e ficcarle le dita in bocca per emulare un rapporto orale forzato. «Non lo dimenticherò mai, è stato raccapricciante» ha scritto la cantante di Bulletproof in uno scambio su Instagram depositato agli atti nell’ambito della causa per aggressione sessuale intentata da An nel novembre 2024.
I fatti risalgono al settembre 2010 quando Jennifer An, finalista l’anno prima di America’s Next Top Model, è stata scritturata per apparire nel video del remix di In for the Kill dei La Roux, all’epoca un duo formato da Elly Jackson e Ben Langmaid. Sul set, West avrebbe preso di mira An («Datemi la ragazza asiatica»). Durante le riprese, secondo l’accusa, il rapper le avrebbe «infilato diverse dita in gola, muovendole dentro e fuori» per emulare «un rapporto orale forzato». «Questa è arte!», avrebbe gridato West, «questa è arte, cazzo! Io sono come Pablo Picasso».
A gennaio i legali di West hanno chiesto l’archiviazione della causa adducendo vari motivi tra cui il fatto che la condotta di West ha avuto luogo durante la produzione del video, sarebbe quindi un atto artistico e dovrebbe essere protetta dalla legge sulla libertà di espressione. Per contestare la tesi, gli avvocati di An hanno presentato ieri cinque nuovi documenti «che corroborano le accuse, incluse comunicazioni risalenti all’epoca dei fatti e testimonianze».
Nei documenti consultati da Rolling Stone US ci sono schermate di uno scambio tra An e l’account Instagram verificato dei La Roux (nei messaggi Elly Jackson fornisce un indirizzo e-mail associato al suo nome completo). È il 2024 e An contatta la cantante di Bulletproof per chiederle se ricorda l’incidente. Jackson risponde affermativamente: «Non ho mai guardato il video (per fortuna) e ovviamente ho chiesto che non venisse usato, né mostrato, perché eri comprensibilmente preoccupata che qualcuno o la tua famiglia potesse vederlo». E ancora: «Mi spiace moltissimo che sia successo».
In un altro scambio Jackson spiega di non avere mai parlato perché «non era la mia storia». Dice che West «mi ha minacciata» ricordandole il suo potere e il suo status. «Ovviamente ho continuato a dire quello che penso di lui, ma non ho raccontato la tua storia per rispetto nei tuoi confronti». Nel 2020, Jackson ha detto che, venuto a sapere dei suoi commenti, West le ha chiesto di scrivergli una email di scuse, cosa che avrebbe fatto, ma ironicamente.
Quel giorno era presente sul set anche la truccatrice Liz Martins che, secondo le carte depositate dall’accusa, conferma di avere visto West «infilarle con forza le dita nella bocca e dirle: “Succhiale”». L’aggressione, aggiunge Martins, «non era parte del copione. Sul set erano tutti scioccati e nervosi all’idea di intervenire per via dell’influenza di Kanye». An ha pianto «e l’ho sentita dire ripetutamente: “Lo vedrà mia madre, non voglio che mia madre lo veda”».
Michelle An (stesso cognome, ma non imparentata con la modella) dice di non avere visto West infilare le dita nella bocca di An o stringerle il collo, ma lo ha visto in piedi sopra la modella «muovere il pollice avanti e indietro sull’esterno della bocca» della donna. Una società privata di investigazione ha rintracciato altri due membri della troupe presenti alle riprese. Entrambi ricordano West infilare le dita nella bocca di An.












