Guardare ‘Bridgerton 4’ durante Sanremo | Rolling Stone Italia
Magica favola

Guardare ‘Bridgerton 4’ durante Sanremo

Probabilmente non è stata una buona idea, ché non puoi fare a meno di accavallare canzoni, immagini, personaggi e polemichette. O forse sì

Guardare ‘Bridgerton 4’ durante Sanremo

Luke Thompson (Benedict) nella seconda parte di 'Bridgerton 4'

Foto: Liam Daniel/Netflix

Probabilmente guardare Bridgerton 4 durante Sanremo non è stata una buona idea, ché non puoi fare a meno di accavallare canzoni, immagini, personaggi e polemichette con quello che succede (poco quest’anno in effetti, ma tant’è) su Mamma Rai. O forse sì. Bridgerton è per I romantici come Paradiso (pardon Tommy), ma anche per le Elettra Lamborghini che “così chic, così hard, voilà”, come la scena della vasca. Sì, c’è e rende giustizia a quella del libro. Segue divertissement (ma magari diverte solo me) in salsa sanremese.

Dove eravamo rimasti? Perché qui con le stagioni in mille parti come il voto per decretare il vincitore del Festival non ci si capisce più niente. Ah sì, alla Magica favola in fieri di Benedict e Sophie: da Ossessione a Per sempre sì, ormai non è più spoiler. Agevolo rapido recap con highlight tanto caro a Conti: la festa in maschera – provateci voi ora a non immaginare lei con gli occhialoni della Pausini à la Mosca di Cronenberg e Benedict versione TonyPitony – il salvataggio dall’aggressione nella tenuta di campagna dei Cavendar, la permanenza al cottage (quest’anno il vero place to be della serialità, chiedetelo a Shane Hollander e Ilya Rozanov), la prima scena hot sulle scale e quella domandaccia: “Vuoi essere la mia amante?”, una frase che per il femminismo suona più o meno come definire Francesca Lollobrigida una “mamma d’oro”.

Bridgerton - Stagione 4 | Parte 2 - Trailer ufficiale | Netflix Italia

Se la prima parte sembrava aver perso un po’ la scintilla, almeno per la coppia principale, un po’ come Elettra a Sanremo che diceva “questa settimana non si bomba perché sennò poi sono spompa” (scusate, ma era perfetta), e provava a problematizzare classe e lavoro con una rilettura sociale di Cenerentola, qui si torna al vecchio, caro Jane Austen meets softporn. Senza tralasciare passione e perdita di ciò che è davvero in gioco per le donne dell’alta società che non riescono a garantirsi un buon matrimonio.

Torna alla carica pure Araminta Gun, una villain davvero niente male, convinta che la sola esistenza di Sophie sia già un affronto alla sua posizione nel Ton. E se per restare in alto bisogna sacrificare qualcuno, pazienza: è sempre un Male necessario quando si tratta di proteggere i propri privilegi. E quelli delle proprie figlie.

Isabella Wei (Posy), Katie Leung (Araminta Gun), Michelle Mao (Rosamund). Foto: Liam Daniel/Netflix

C’è un momento in cui Benedict vorrebbe pure disinnamorarsi come Chiello, ma alla fine pensa sempre a Sophie. Anche perché ci sono cose che non sa di lei – tipo che è figlia di un visconte – e quelle che invece comincia finalmente a capire di sé. Deve scegliere tra amore e famiglia, e torna persino (e finally) Anthony a ricordarglielo, lui che con Kate e il piccolo erede Edmund (che si chiama come il padre, awww) sembra aver trovato La felicità e basta.

Questa volta non è solo una questione dinastica. Con il procedere degli episodi tornano attesa, fuoco, quell’ardore sensuale che nella prima parte era rimasto sotto traccia, e la relazione acquista finalmente la temperatura che i fan aspettavano (non livello di arrapamento di Samurai Jay per Belén, ma si difendono bene). È anche merito dell’evoluzione di Benedict: all’inizio incerto, quasi schiacciato dal marchio di secondogenito come fosse una colpa, qui prende sicurezza, si espone per la donna che ama e trova la vulnerabilità necessaria per condividere con Sophie la propria sessualità fluida. Non è un Uomo che cade, ma uno che smette finalmente di nascondersi. E più che una favola, questa quarta stagione è una trattativa continua tra desiderio e posizione sociale.

Yerin Ha (Sophie). Foto: Liam Daniel/Netflix

Se Penelope scrive per l’ultima volta le sue Poesie clandestine, con la benedizione pure un po’ titubante della Regina Charlotte, Hyacinth si avvicina al debutto in società e, tra un festino bilaterale in preparazione e l’altro, comincia ad aprire gli occhi su una verità semplice: conta la compatibilità, non solo la caccia al marito. Francesca, invece, è in lutto per John, che vorrebbe ancora lì con lei, ma nel feeling crescente con la cugina di lui, Michaela, si prepara una delle storyline principali delle prossime stagioni. Un po’ come Levante e Gaia, ma senza lo zoom out della regia. Poi c’è Lady Bridgerton, che per un figlio farebbe qualsiasi cosa: persino (forse) salire sul palco di Sanremo come la mamma di Sayf e quella di Samurai. E che si riscopre ribelle e indipendente quasi quanto Benedict, mentre Lord Anderson sogna l’Ora e per sempre. AI AI.

Sarò sfiancata dalla retorica sanremese, ma l’immagine più bella di questi nuovi episodi – almeno per me – è quella della Regina Charlotte e Lady Danbury che sghignazzano complici, come se nessuno le stesse guardando. Lady Danbury, diva pattypraviana della serie, dribbla con eleganza il Resta con me di Charlotte e completa la sua Opera sociale introducendo Mrs. Mondrich come nuova dama di compagnia. E si prepara a salutare tutti e a concedersi, Prima o poi, un viaggetto “tra oasi, deserti e misteriose profezie”.

Claudia Jessie (Eloise) e Hannah Dodd (Francesca). Foto: Liam Daniel/Netflix

La nostra eroina personale però resta Eloise, una Ditonellapiaga in versione Regency, che “stasera vado a una festa, la solita farsa e non m’interessa” e davanti alla politica matrimoniale alza gli occhi al cielo: Che fastidio! I corsetti punitivi? Che fastidio! Le quadriglie infinite? Che fastidio! Nel Ton come all’Ariston, l’unica vera rivoluzione è annoiarsi nel momento giusto.