Io canto: top e flop della serata cover di Sanremo 2026 | Rolling Stone Italia
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Io canto: top e flop della serata cover di Sanremo 2026

Nell'appuntamento più collettivo del Festivàl c’è meno spazio per deviazioni superflue, tipo Mister X/Siani. Bianca Balti reclutata in quota resilienza, ma lei non ci casca

Io canto: top e flop della serata cover di Sanremo 2026

Carlo Conti e Alessandro Siani alla serata cover di Sanremo 2026

Foto: Daniele Venturelli/Getty Images

  • flop:

    Laura non c'è

    What happened, Laura? Alla più famosa cantante pop italiana nel mondo questo Sanremo proprio non “gira”. Nemmeno stasera che, dopo giorni di siparietti forzati, canta cover (con occhialone effetto Mosca di Cronenberg) nel preludio del venerdì delle cover. Ma l’effetto sembra ancora legnoso, più una marchetta presso sé stessa (è appena uscito Io canto 2) che un vero numerone da residency all’Ariston. E se ci fa ancora vedere il punto esatto in cui l’hanno premiata sul palco per La solitudine nel 1993 spacchiamo tutto. Persino il padre in prima fila dà l’impressione di volersi dissociare. C’è ancora una sera, ma forse – come noi – Laura vuoi solo andare a casa.

  • top:

    Bianchissima

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    — Rai Radio1 (@Radio1Rai) February 27, 2026

    Bianca Balti viene chiamata in quota resilienza, ma lei non ci casca. Certo, tra conferenza stampa e arrivo sul palco, le tocca l’aggiornamento sul bollettino medico (scusaci, sappiamo che cogli l’ironia). Ma poi, esattamente come l’anno scorso, fa la vaga e si/ci svaga. Abitoni dorati, risata sempre pronta, e quel “Sono nata per stare su un palco” che ridimensiona qualunque “messaggio”. E se ieri era la serata della supermodella che quel palco lo scansava, Bianca è come se fosse a casa (vedi il momento “sono innamoratissima”). L’anno prossimo hai da fare o ci vediamo ancora qui?

  • flop:

    Mister X

    «Siamo riusciti a tenerlo nascosto fino all’ultimo», gongola Conti. E in effetti il caso “Mister X” si era creato. Peccato che Mister X fosse Alessandro Siani. Che riesce a inanellare, nell’ordine: una battuta su Roccaraso, una sui pettorali di Can Yaman e una sui Jalisse. Bingo. Atto II: «Sanremo è Sanremo perché… “Marco se n’è andato e non ritorna più” — no, quello è Bugo. Intanto Morgan va, torna, va, torna». E ancora: «Una puntata dura tre ore ma può sembrare una vita». Potrebbe fermarsi qui, e invece no. Arriva l’inevitabile riferimento alla mossa Single Ladies di Sal Da Vinci e, alla fine, la gag nonsense sulle fake news sanremesi («Conti è il figlio di Pelé»). Colpo di grazia: far indossare la maschera di TonyPitony a Carlo. Insomma, alla fine tocca perfino rimpiangere Pucci.


  • top:

    O capitano, mio capitano

    Capitan Max guida la festa sulla nave, che è un po’ la sua Jolly Blu. No, non ci eravamo dimenticati di lui. Ci erano solo entrati Gli anni in un occhio. E Sei un mito, Hanno ucciso l’uomo ragno, Nord Sud Ovest Est, Con un deca. Qualcuno sui social scrive che è il Gianni Morandi dei millennial, e in effetti il momento Pezzali a Sanremo diventa un karaoke oceanico, un rito collettivo: dai ’90 si esce vivissimi. E ora, per dirla con Lapo, “Fatelo attraccare, vi prego”.