Sanremo 2026, le pagelle delle cover e dei duetti | Rolling Stone Italia
Baci dalla Riviera

Sanremo 2026, le pagelle delle cover e dei duetti

Suona la campanella, al Festival è l’ora della ricreazione: mash-up assurdi, ruoli di genere invertiti, canzoni da villaggio vacanze, delitti musicali. I nostri voti alle canzoni

Sanremo 2026, le pagelle delle cover e dei duetti

Levante e Gaia a Sanremo

Foto: Daniele Venturelli/Getty Images

  • VOTO 7+

    Aserejé

    Elettra Lamborghini con Las Ketchup

    Dopo due serate in cui è apparsa sottotono, non particolarmente divertita, Elettra Lamborghini diventa la quarta Las Ketchup, quella più esuberante e senza pois, e trasforma l’Ariston in un villaggio vacanze. Festino bilaterale, 2002 e 2026. Un inizio allegro, è già qualcosa.

  • VOTO 4

    Portami via

    Eddie Brock con Fabrizio Moro

    Tipico caso di cover interpretata con l’autore, che finisce per sovrastare il concorrente, questa sera anche nella gara a chi urla di più. Tre anni fa ci hanno fatto un’edizione piena di duetti del genere. È andata bene per lo spettacolo, un po’ meno per i cantanti in gara.

  • VOTO 3

    L’ultimo bacio

    Mara Sattei con Mecna

    Il canto inutilmente intenzissimo, quando invece la storia è sì drammatica, ma richiede un racconto più misurato. E poi la muccinizzazione del testo, che diventa una canzone d’amore quando invece l’ultimo bacio è quello dato da un padre. Tutto sbagliato.

  • VOTO 9

    Ti lascio una canzone

    Patty Pravo con Timofej Andrijashenko

    Tutti quelli che possono permettersi di scambiarsi strofe con Patty Pravo sono altrove o sono morti. E quindi lei prende uno dei duetti più celebri della nostra musica e lo fa da sola, con Timofej Andrijashenko che svolazza. Comunque soliloquio, gli altri non son degni.

  • VOTO 9

    I maschi

    Levante con Gaia

    Con Gaia è manifestazione di sorellanza e, dice Levante, misura della distanza col 1987 quando «i maschi potevano vivere il desiderio in un modo più libero rispetto alle femmine». Sfumature saffiche: il maschio oggi è chi lo vuole fare o anche nessuno, è lo stesso. Tono leggero, stanno bene insieme, divertenti, brave. La regia però non riprende da vicino il bacio finale e stacca appena le due si avvicinano. C’è il profilo Instagram di Rolling, andate lì.

  • VOTO 8

    Mi sei scoppiato dentro al cuore

    Malika Ayane con Claudio Santamaria

    Da Rai 1 a Studio 1. Dopo il giro negli anni ’70 di Animali notturni, quello nei ’60 di Mina. Altro duetto divertito, che onora la canzone senza prendersi troppo sul serio. Amen se uno dei due non è perfetto. Così si fa.

  • VOTO 6

    Occhi di gatto

    Bambole di pezza con Cristina D’Avena

    The song doesn’t remain the same. La versione hard rock cafona e anni ’80 di Occhi di gatto con Cristina D’Avena in pelle nera. Poi totalmente a caso Whole Lotta Love dei Led Zeppelin. Dopo il “keep it cooling” torna Occhi di gatto. Assurdo. Se la prendi sul serio, è l’infantilizzazione del rock. Ma sono le Bambole di pezza, è Cristina D’Avena, è la serata delle cover.

  • VOTO 6

    Su di noi

    Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso

    Il vero Fantasanremo è questo qua, il mash-up assurdo e tra Il disertore di Boris Vian, che è un canto universale ma anche legato agli obiettori di coscienza dell’IDF, Su di noi di Pupo (uno dei nostri che va in Russia) e Gam gam, canto che riprende un verso del Salmo 23 ed è legato alla Shoah, più varie altre citazioni. Dovrebbe essere simbolo d’incontro di musiche, persone, culture, una dichiarazione pacifista, un modo originale per parlare di guerra. Ed è allo stesso tempo la definizione da dizionario di kitsch, com’è peraltro nello stile di Dargen.

  • VOTO 8

    L’ultima luna

    Tommaso Paradiso con Stadio

    Ci immaginiamo tutti, vero, che a Casa Paradiso ci sia un angolino coi santini di Vasco, Venditti, Tozzi e altri tra cui ovviamente di Lucio Dalla. Giusta l’idea di chiamare per fare L’ultima luna Gaetano Curreri e gli Stadio, che sono parte di quella storia. Curreri è giù di voce, Paradiso strafà per l’entusiasmo, al quale ci abbandoniamo volentieri anche noi.

  • VOTO 4

    Domani è un altro giorno

    Michele Bravi con Fiorella Mannoia

    Uno dei due omaggi a Vanoni. Onesto e sentito, ma affettato. Ornella merita di più di un esercizio di stile.

  • VOTO 8

    Vita

    Tredici Pietro con Gianni Morandi, Galeffi, Fudasca & Band

    Fino alle 22 e 15 ci si chiedeva: mossa vincente o harakiri? Tredici Pietro ha scelto una canzone di papà, o meglio un pezzo di Mogol-Lavezzi dall’album Dalla/Morandi. Quando sul palco arriva non annunciato Gianni Morandi si capisce che è andato sul sicuro.

  • VOTO 7-

    Il mondo

    Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas

    Una versione lieve e dolce, forse giusto con una parte declamata di troppo. Grazie Maria Antonietta, Colombre e Brunori Sas per averci ricordato che il pezzo di Jimmy Fontana, arrangiato all’epoca da Ennio Morricone, non è la roba che cantano in giro per il mondo i tre del Volo. E anche stasera la dignità del Paese è salva.

  • VOTO 6

    Parole parole

    Fulminacci con Francesca Fagnani

    L’immersione di Fulminacci nel mondo della tv a cubo catodico va avanti col duettino-omaggio a Mina e Alberto Lupo, in cui lui fa lei e lei fa lui, altri ruoli mischiati dopo le coppie Levante-Gaia e Ayane-Santamaria. Lei non proprio espressiva, lui stasera un po’ Joe Calderone, mancano complicità e charme. L’ironia c’è, ma l’idea è migliore della realizzazione.

  • VOTO 8,5

    Andamento lento

    LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo

    Giusto riportare a Sanremo De Piscopo, che ha da poco compiuto 80 anni e lo merita, e farlo con un pezzo suo. Bravi LDA, Aka 7even o chi ha avuto l’idea. Date a TDP una premio alla carriera, meritato.

  • VOTO 5

    The Riddle

    Raf con The Kolors

    Una marching band che entra al Sanctuary, il locale (per chi non lo sapesse) dove clubbing e yoga convivono in maniera completamente errata, ovvero fuori dal budget di tutti noi. Ovvero: bella l’idea, esecuzione molto meno.

  • VOTO 6,5

    E la vita, la vita

    J-Ax con Ligera County Fam.

    Scighera Starter Pack. Dopo il pasticcio country, J-Ax torna a giocare in casa e fa bene. Del resto una delle cose italiane che più somiglia al country è la canzone dialettale. La mossa vincente non è calare il pezzo nel presente con la introduzione e la parte rappata, anzi, ma chiamare un coro sgangheratello, ma doc: Cochi Ponzoni, che la interpretava all’epoca con Renato Pozzetto (autore quest’ultimo con Enzo Jannacci), Paolo Rossi, Paolo Jannacci, Ale & Franz. Milanesiana con piccoli sgarbi all’originale.

  • VOTO 6,5

    The Lady Is a Tramp

    Ditonellapiaga con TonyPitony

    Lei cosplayer di Lady Gaga, lui ovviamente di Elvis ma anche un po’ del Joker, il secondo, quello dei musicarelli di Lee Quinzel. Scenetta leggera, c’è molta ironia, una folie à deux ben fatta e orchestrata. Lei con questo Sanremo sta facendo un passo avanti, lui funziona almeno qui anche senza la quadriglia cazzo-culo-figa-tette. E alla fine vincono.

  • VOTO 4,5

    En e Xanax

    Enrico Nigiotti con Alfa

    Nigiotti chiama Alfa e il suo bugiardino per fare assieme un pezzone di Samuele Bersani, storia d’amore e ansiolitici. “In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore”. Bella scelta, ma tutta quell’enfasi la fa sembrare la copia di mille riassunti, cosa che non è. Non fa bene, non fa male, è placebo.

  • VOTO 3

    Bésame mucho

    Serena Brancale con Gregory Porter e Delia

    Non è stata ancora stabilita la dinamica del delitto. Gli elementi di prova sono all’esame degli inquirenti.

  • VOTO 8

    Hit the Road Jack

    Sayf con Alex Britti e Mario Biondi

    Ha 26 anni e viene dal rap, ma suona la tromba e non vuole buttare via un patrimonio musicale che evidentemente ama. E quindi decide contro ogni previsione di rifare un pezzo di Ray Charles non con bro fighissimi, ma con Alex Britti e Mario Biondi vestiti da Blues Brothers, più la mamma sul palco. Premiamolo. Anche le giurie lo fanno: è inaspettatamente secondo.

  • VOTO 2

    Ragazzo solo, ragazza sola

    Francesco Renga con Giusy Ferreri

    Ragazzo solo, ragazza sola è la canzone più derisa di David Bowie. Non per il pezzo di per sé che è la versione in italiano di Space Oddity, ma perché il testo è stato trasformato all’epoca nella solita storia di un grande amore, colpa di Mogol, o Mogul come appariva nelle note di copertina. In pratica, il declassamento del declassamento di una canzone leggendaria.

  • VOTO 8+

    Quello che le donne non dicono

    Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma

    Arisa prende una canzone sentita tante, troppe volte e le ridà vita con l’aiuto dell’impalpabile eppure presente Coro del Teatro Regio di Parma. E poi riprende le frasi che Fiorella Mannoia dopo il #MeToo non canta più come “ti diremo ancora un altro sì”. Delusione in sala quando si capisce che è arrivata “solo” terza.

  • VOTO 2

    Baila morena

    Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci

    Dopo una falsa partenza, arriva una versione tipo Capodanno televisivo con il cantante simpatico, la bella e il musicista. Grazie, ma no grazie.

  • VOTO 6

    Cinque giorni

    Sal Da Vinci con Michele Zarrillo

    Ecco cosa succede al castello dei matrimoni dopo che la gente ha ballato Per sempre sì: si passa ai lenti. Sal Da Vinci, con la voce rotta dall’emozione, vuole vincere, l’Ariston canta in coro, standing ovation. Meglio però la festa popolare della prima e della terza serata, anche in classifica a quanto pare.

  • VOTO 3

    Meravigliosa creatura

    Fedez & Marco Masini con Stjepan Hauser

    Nel 2025 tutti si chiedevano se la cover di Bella stronza di Fedez feat. Masini fosse dedicata alla moglie o a “the other woman”. Nel 2026 viene il dubbio che i due stiano dedicando Meravigliosa creatura alla loro coppia, che nel giro di poche esibizioni è già campionessa di retorica sentimentalistica.

  • VOTO 4

    Golden Hour

    Ermal Meta con Dardust

    Al posto di portare una canzone legata in qualche modo a Stella stellina, alla sua storia, al suo mondo, al suo significato, Ermal Meta ha scelto un pezzo pop d’amore in lingua inglese, di Jvke. Arrangiamento di Dardust, sul palco col cantante. Ok, la voce di Ermal va in alto, ma sfugge il senso ultimo.

  • VOTO 6,5

    La canzone dell’amore perduto

    Nayt con Joan Thiele

    Giusta la scelta di Joan Thiele, che è nel suo mondo e alza il livello dell’interpretazione con voce e presenza. Premiamo lei.

  • VOTO 6,5

    Falco a metà

    Luchè con Gianluca Grignani

    Il Grignani di 23 anni cantato dal Grignani di 53 anni. La sua presenza e la sua storia riempiono il palco, l’aggiunta rap di Luchè è contorno.

  • VOTO 7

    Mi sono innamorato di te

    Chiello con Saverio Cigarini

    Il triello: Tenco rifatto da Chiello, Saverio Cigarini, Morgan fantasma del palcoscenico. Sull’Instagram di quest’ultimo c’è una lezione sul testo di Mi sono innamorato di te, ma se andasse a lezione, Chiello perderebbe il suo superpotere, far sembrare che sia salito sul palco perché non aveva niente da fare, nuotare tra le dissonanze e farla franca.

  • VOTO 4,5

    Era già tutto previsto

    Leo Gassmann con Aiello

    Era prevista anche questa versione della canzone di Cocciante, portata nella terra del bromance.