- VOTO 10
Opera
Patty Pravo
“Semplicemente la vita”, semplicemente Patty. Si capisce già alla seconda uscita che sta facendo un Sanremo a parte, in competizione solo con sé stessa e non per una questione di anzianità di servizio, ma di regalità pop. Certo, se il testo lo avesse scritto Battiato sarebbe stato un’altra cosa, ma cosa dobbiamo fare, è il 2026 e ci dobbiamo accontentare.
- VOTO 6-
Poesie clandestine
LDA & AKA 7even
Non è un pezzo originale, per usare un eufemismo, ma almeno lo cantano con una leggerezza che male non fa, a metà strada tra una Porto Rico mai esistita e un Golfo di Napoli immaginario. Portano aria di festa. Premiamo lo spirito.
- VOTO 4
Ogni volta che non so volare
Enrico Nigiotti
Pro: la scelta inusuale di non portare a Sanremo un ritornello e una bella frase musicale. Contro: l’atmosfera soporifera, l’assenza di qualcosa che fortifichi questo canto sul passare del tempo, la mancanza di personalità che persino nelle canzonette dovrebbe essere un requisito indispensabile.
- VOTO 7+
I romantici
Tommaso Paradiso
Una dichiarazione ultraromantica del genere, con dentro tracce di tante cose, da Venditti a Dalla, la accetti solo da uno che ha l’aria stropicciata e la faccia da schiaffi di Tommaso Paradiso. Al secondo ascolto il pezzo è già facilmente cantabile. Senza pretese, ma funziona.
- VOTO 4
Voilà
Elettra Lamborghini
Dovrebbe essere una canzone vivace, risulta fiacca, statica, legnosa. Lei la interpreta senza trasporto, convinzione o gioia, come non stesse facendo musica pop, ma un compito da cui liberarsi il prima possibile. E infatti si riprende non appena la musica finisce. Sarà colpa dei festini che fanno vicino al suo hotel.
- VOTO 6
Stella stellina
Ermal Meta
Una bambina in Palestina, anzi «in una terra martoriata» come dice Achille Lauro. Voto 6. Politico.
- VOTO 8+
Sei tu
Levante
Si era presentata ai vecchi Sanremi (quelli che passano nella canzone di Fulminacci) sempre carica, nervosa, a tratti eccessiva. “Vivo il digitale, vivo l’uomo e l’animale”, chi se lo scorda. Per poi scoprire che la canzone che le sta meglio addosso all’Ariston è quella classica, elegante, melodiosa, ma tutt’altro che semplice e tiepida, anzi appassionata e intensa stasera più di ieri. Levante c’è.
- VOTO 6,5
Resta con me
Bambole di Pezza
Un gruppo di rocker donne che suonano e che dopo oltre 20 anni arrivano al Festival: come fai a non parteggiare almeno un po’ per loro? Le si perdona la canzone molto meno forte di quella che si sperava avrebbero portato.
- VOTO 8
Ti penso sempre
Chiello
In questo Sanremo perbenino non può che piacerci uno che canta in modo indisciplinato e messo giù come se fosse appena uscito da un after. E poi arriva dopo il retoricissimo Lauro e lo stacco è salutare, tipo Vasco Rossi che canta dopo Claudio Villa. Lo si aspetta alla serata delle cover. Oggi in conferenza stampa ha detto che Morgan «può dire quello che vuole», ma è stato lui (lui nel senso di Chiello) a decidere di non portarlo a Sanremo. «Non ci siamo trovati».
- VOTO s.v.
Italia Starter Pack
J-Ax
Questa sera niente cheerleader, ma cowboy. La domanda resta: perché portare al Festival questa “brutta canzone che fa pappapparappa” e che è piena di luoghi comuni, con un arrangiamento country/bluegrass/pop? Aspettiamo anche lui venerdì con Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Paolo Jannacci, Ale & Franz, quando dovrebbe giocare in casa (Milan l’è on gran Milan) e non in trasferta (gli Appalachi). Registriamo la pericolosa convergenza in direzione West col Pezzali della nave. Speriamo non diventi una moda.
- VOTO 5,5
Prima che
Nayt
Ieri sera non è stato del tutto convincente. La canzone c’è, ma per conquistare un palco come quello di Sanremo serve qualcosa di più, bisogna scuotere chi ascolta specie se hai un pezzo come Prima che. Stasera meglio, mezzo punto in più.
- VOTO 7,5
Stupida sfortuna
Fulminacci
Stupida sfortuna fino a un certo punto. Ieri gli è andata bene, meritatamente. Premiato dalla giuria della sala stampa con Ditonellapiaga, Arisa, Serena Brancale e la coppia Fedez-Masini. Stasera ha fatto il bis con la sua canzonetta amabilmente leggera.
- VOTO 4+
Male necessario
Fedez & Masini
Anche alla seconda esecuzione la canzone sembra rappresentare un passo indietro per Fedez, che l’anno scorso era tra i pochi ad avere portato a Sanremo un pezzo contemporaneo. Non giova il tono forzatamente serio e soprattutto il fatto che la canzone sembra un riassunto prevedibilissimo degli stili di entrambi. Attenzione: sono presenti nella prima serata, questa, in cui forse è più facile fare percentuali bulgare al televoto. Potrebbe contare per l’ingresso nella cinquina finale di sabato.
- VOTO 7-
AI AI
Dargen D’Amico
Come in tutte le canzoni che Dargen ha portato tra i big di Sanremo, questa è la terza, non si capisce e al pubblico arriva solo il groove un po’ anni ’70 o anche qualcosa del testo con le sue immagini che s’affastellano velocemente e che dicono e non dicono, accennano, suggeriscono. Stasera è una via di mezzo: un po’ voglia di ballare sul disastro e un po’ racconto scanzonato di un dolore, con un’invidiabile apparente noncuranza da parte di Dargen del fatto che non sta facendo lo scemo con gli amici, ma è parte dello spettacolo televisivo più importante dell’anno.
- VOTO 7
Che fastidio!
Ditonellapiaga
Il dubbio era: stasera si capirà quello che canta? Ieri la voce e il testo si sono persi nell’impasto sonoro, una mancanza che comunque non le è costato il favore della Sala stampa, tv e web che l’ha inserita in top 5. Questa sera va meglio, è tutto più centrato, ma le manca comunque qualcosa perché il fastidio diventi tormentone.















