- VOTO 8,5
Che fastidio!
Ditonellapiaga
L’outfit da Incantevole Creamy con tocco dance, il party che pare un’allucinazione, la guru della meditazione, i chakra spaiati, il balletto pronto per TikTok. Nel video di Dito c’è tutto. E, soprattutto, c’è un’idea. Anzi, “da un’idea di Margherita Carducci” (cit.), e cioè Ditonellapiaga. Bevete kombucha e andrà tutto bene.
- VOTO 6,5
Prima o poi
Michele Bravi
Un monologo cinematografico starring Michele Bravi, scritto e diretto da Ilenia Pastorelli (che pare abbia detto no persino a Jay-Z). Bianco e nero d’effetto, trucco alla spazzacamino di Mary Poppins, caricona emotiva per raccontare il sentirsi “fuori posto” nella vita. Giusto per la canzone.
- VOTO 7,5
Tu mi piaci tanto
Sayf
Lo show à la Ruota della fortuna è già visto, ma serve a mimare la forma nazional-popolare del pezzo: tutti davanti alla Tv a cantare e ballare Sayf. Il tatuato in canottiera che mangia spaghetti al pomodoro, la casalinga di Voghera sulla cyclette, la mamma che copre gli occhi al figlio davanti alle pseudo-letterine di Passaparola. E poi Sayf versione Silvio, Sayf telecronista sportivo con cameo di Fabio Caressa (lol). Tutto molto italiano, come direbbe Stanis, e a contrasto con il contenuto sociale della canzone: satira pop fatta con intelligenza. Mezzo punto in più per il finale: «Oh, i rapper, belìn, venissero un po’ a lavorare».
- VOTO 5
Le cose che non sai di me
Mara Sattei
Mara Sattei si muove tra i (bellissimi) spazi del Museo del Violino di Cremona. O meglio: si muovono i suoi operatori di steadycam. Prima siamo nel presente, poi vediamo la versione di lei futura che (indovinate) ricorda. “Color rosa chiaro zucchero filato” anche il video.
- VOTO 9
Ti penso sempre
Chiello
C’è la mano (pardon) di Tommaso Ottomano, e si vede. Tarantino, Miyazaki (Porco rosso!), Sofia Coppola, i western, pure un pizzico di Saltburn: il cinema in un videoclip. Un piccolo film che amplifica il pop malinconico e indisciplinato di Chiello. Nostalgia a quota cielo, romanticismo fuori tempo massimo e quella solitudine che sembra scelta, ma forse non lo è. Bravi tutti.
- VOTO 7,5
Ossessione
Samurai Jay
Se la canzone è luogocomunismo latin, come abbiamo già scritto, il video è citazionismo spinto. Dal tramonto all’alba in versione peggiori bar di Caracas, con Belén novella Salma Hayek e Samurai che beve tarantinianamente dal suo piede. Ci sono Rkomi, 22Simba, Young Hash, Sayf, Naiara, Joshua: spoiler sui feat. dell’album? Chissà. È exploitation da playlist, ma sa benissimo cosa sta facendo.
- VOTO 8,5
La felicità e basta
Maria Antonietta & Colombre
Un po’ Bonnie & Clyde, un po’ Godard, e con citazione dal paulthomasandersoniano Filo invisibile, corrono nel Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino (che ci pare già una scelta di location in qualche modo politica). Poi sul tetto, con la luna dietro: romanticismo da rooftop, tra Beatles e (di nuovo) cinema francese. E alla fine nello spazio. Solo che loro sì che volano davvero. Deliziosi.
- VOTO 7+
Stupida sfortuna
Fulminacci
Se la sfortuna si misura dagli scivoloni, quella (stupida) di Fulminacci è un campo minato di bucce di banana. La rappresentazione diventa qui un’installazione da teatro, con un tocco un po’ pop e una reminiscenza di The Square di Ruben Östlund. Se la vita ti dà limoni, per Fulminacci è tutto banane, banane, banane. Sarebbe stato un video ideale per Uomo che cade di Tredici Pietro.
- VOTO 6+
Uomo che cade
Tredici Pietro
L’amore, i litigi, i grandi salti. In Uomo che cade Tredici Pietro non cade mai. Piuttosto salta, fa gli aperitivi, limona come i giovani usano fare. Il video, diretto da Enrico Maspero e realizzato da Borotalco, ha una buona estetica, qualche gioco d’effetto, ma si perde e confonde un po’ come la prima esibizione del cantante. Bella la felpa dell’Adidas. Si poteva far meglio? Sì. Si poteva far peggio? Certo.
- VOTO 6,5
Opera
Patty Pravo
Una grande stella non vuole mai lasciare il proprio teatro. E nel video di Opera, la fu ragazza del Piper ormai divinità della musica italiana non ha alcuna intenzione di lasciare il Teatro dell’Opera di Roma. Non siamo all’Ariston, ma poco importa. Spogliato dai felini selvatici e dai droni volanti, sarebbe anche un video elegante: Patty non ha bisogno di tutto questo rumore.
- VOTO S.V.
Italia starter pack
J-Ax
Se la canzone non meritava un voto, il video sta ancora più sotto. Fate voi i conti. Anzi, non fateli: non sprechiamo tempo e andiamo oltre.
- VOTO 6,5
Voilà
Elettra Lamborghini
Se l’unica cosa che ci aveva convinto della prima esibizione di Elettra erano i giochi di piumaggi della performance, questo video che flirta con il mondo degli speakeasy, degli anni ’20 e del Moulin Rouge alla fine si fa guardare. Elettra, ma perché ti stai trattenendo? Lasciati andare! Esagera! O, diciamola meglio: divertiti. Capiamo che i “festini bilaterali” ti uccidono il sonno, ma non sembri più tu.
- VOTO 7+
Labirinto
Luchè
La vita, lo sappiamo, è un grande quadro di Escher. Deve pensarla così anche Luchè, che per il suo brano gioca con un’architettura fatta di scale e labirinti con ampio uso di FX e CGI. Si sa, la mente di un rapper è complessa e fatta di cunicoli di rime e metriche. Quindi tutto è coerente.
- VOTO 7,5
AI AI
Dargen D’Amico
Il bidello di Back to School (Antonino Panna Porzio) è un agente immobiliare che come screensaver del computer ha la faccia di Gianluca Torre, contento lui. Clicca su un annuncio farlocco e viene risucchiato nel Dargen-verso dove l’AI è una gallina dalle uova digitali che chiameremo Suno e che gli promette di diventare cantante. È il sogno del pover’uomo che riceve una canzone. Scoprirà che anche al suo collega l’intelligenza gallinare ha fornito la medesima canzone, che è ovviamente AI AI di Dargen. Porzio scrolla la classifica sullo smartphone: nella top 10 italiana tutte e 10 le posizioni sono occupate dalla stessa canzone, che è una quasi verità. Ah, alla fine compare il vero Gianluca Torre.
- VOTO 7,5
Sei tu
Levante
Sei tu o forse Ut ies, nel senso che il video è girato in reverse, la prima scena in fondo, i titoli di coda all’inizio. Lo devi vedere tutto per capire cos’è successo, ovvero perché Levante si agita così tanto tra i corridoi, le scale e i camerini del Teatro Juvarra di Torino. Idea carina, corretta per la canzone.
- VOTO 4
Resta con me
Bambole di Pezza
Inizia come uno spot di prodotti per il make-up, poi le cinque suonano la canzone in sala prove. Colpo di scena: spuntano fiori ed erba dalle crepe del pavimento e dei muri. Brutta cosa l’umidità.
- VOTO 6
Magica favola
Arisa
Arisa che vaga per strada vestita da sera. Arisa che torna nella sua casa freddissima e modernissima da showroom. Arisa che si appiccia una sigaretta con l’accendigas. Arisa che si spoglia. Arisa che in cucina fa a pezzi una mela con un coltellaccio (occhio Rosalba che è cambiata la legge, non puoi portarlo in giro). Arisa che canta sdraiata sulla moquette. Arisa che ascolta musica con delle vecchie cuffie da walkman. Poco favola e poco magica. Nota positiva: l’ambientazione urban chic rende la canzone meno disneyana.
- VOTO 3
Qui con me
Serena Brancale
Spottone per Bari Vecchia, effettivamente bellissima. Serena Brancale canta della madre che non c’è più e intanto cammina per vie e piazze. Incontra una bambina che si è persa, si offre di accompagnarla dalla mamma e indovinate un po’? Arrivati davanti al portone di casa si scopre che la bambina e Serena Brancale sono la stessa persona. Chi lo avrebbe mai detto? Finale in spiaggia con orologio a pendolo, cavallino ricordo d’infanzia e pianoforte su cui scrivere la canzone. E per oggi con i simboli siamo abbondantemente a posto, grazie.
- VOTO 4
Per sempre sì
Sal Da Vinci
Il tamarro con la tuta dorata (Marcello Sacchetta, amico di Maria) spezza la noia di un pranzo formale, prende Francesca Tocca (amica di Maria) e la fa ballare con la complicità di Sal Da Vinci (amico di tutti). Mentre i due fuggono correndo a perdifiato per cucine, scale, corridoi e ascensori, Sal resta a cantare la sua ode matrimoniale. Finisce ovviamente con le nozze dei protagonisti, ballo collettivo e aeroplano con striscione raffigurante il titolo della canzone, olé. Avremmo visto più volentieri quelli che s’accalcano al buffet.
- VOTO 6,5
Stella stellina
Ermal Meta
L’esatto opposto della casa ultramoderna di Arisa: una mezza baracca sulla spiaggia in cui una o più famiglie allargate presumibilmente di profughi palestinesi vivono in letizia e povertà. Non c’è più nessuno lì: a indagare la loro assenza e quel che è rimasto delle loro esistenze è una fotografa di guerra con la scritta “Press” sul giubbotto e il casco protettivo che penzola dalla cintura. Qualche dubbio sull’ambientazione c’è, però passa l’idea di umanità che viene distrutta dalla violenza.
- VOTO 6
Male necessario
Fedez & Mașini
Attenzione: non è un video, è addirittura un esperimento. Fedez e Marco Masini vengono incappucciati e condotti in due stanze dotate di brandine e schermo tv. Lì devono affrontare le loro paure. Ci rimangono per sei ore e noi abbiamo la possibilità di spiarli come nel Grande Fratello, ma senza scambi di favori. E indovinate cosa fanno i due nelle rispettive stanzette per passare il tempo? Prima cantano Male necessario, poi armati di piedi di porco spaccano tutto, specialmente Fedez che sembra il più arrabbiatello. A forza di distruggere la stanza si ricongiungono, un po’ come gli Aerosmith e i Run-D.M.C. nel video di Walk This Way, ma senza senso dell’umorismo.
- VOTO 5
I romantici
Tommaso Paradiso
Qui è dove scopriamo che i romantici vivono in un mondo in cui i fiori non sono veri, ma costruiti assemblando celebri mattoncini danesi, forse un effetto nefasto del cambiamento climatico. Peccato che nel video non accada granché: c’è Tommaso Paradiso che canta con e senza pioggia, e con e senza mazzo di fiori di plastica.
- VOTO 4
Ora e per sempre
Raf
Raf attraversa una casa scalcinata, che poi però improvvisamente sembra ristrutturata. Lui e lei si pensano stringendo la stessa collanina. Lei legge, si fa il bagno. Lui prende la moto e va da lei. Si abbracciano. Sì, è davvero tutto qui. Fine.
- VOTO 7,5
Prima che
Nayt
A volte fare le cose semplici è il modo migliore per portarsi a casa il massimo risultato con il minimo sforzo. Deve averla pensata così Giulio Rosati, uno che di clip ne sa parecchio, per Prima che di Nayt. Il ragazzo, la cui presenza scenica è più tesa alla ritrosia che al mostrarsi, è qui principalmente di fronte a uno schermo, in un controluce che gli garantisce una presenza/non presenza. Le immagini scelte da proiettare funzionano, quindi, alla fine, tutto bene.
- VOTO 7
Animali notturni
Malika Ayane
Malika che si dimentica le chiavi di casa, Maurizio Lombardi che sfumacchia un sigaro sul divano con un piede ingessato, un festa in casa tra amici, il poker fra tre cardinali che finisce a schiaffi, due ragazzi che hanno appena scopato, un tizio che parla al telefono sul water (che realness). Un po’ Il condominio di Felice Farina e un po’ interno notturno alla Sorrentino in miniatura. Ci siamo divertiti.
- VOTO 6-
Avvoltoi
Eddie Brock
Doppio Eddie à la Venom, doppio registro: rapina e romanticismo. Il bottino? Cinquanta euro e un mazzo di rose lasciate davanti a una porta che non sappiamo se si aprirà. Il resto è un gioco di identità che cita il lato oscuro senza mai davvero affondare il colpo.
- VOTO 4
Ogni volta che non so volare
Enrico Nigiotti
Houston, abbiamo un problema. Più che dalle parti di Gravity, qui siamo in zona Armageddon. Nigiotti fluttua nello spazio, ma non ci crede manco lui. Effetto green screen più che vertigine cosmica. Chiamate la NASA.
- VOTO 6
Naturale
Leo Gassmann
Lui e lei bendati che si cercano per le strade di Roma, dal Lungotevere a Piazza di Spagna, guidati dai passanti come in una favola urbana. Si ritrovano sulla scalinata di Trinità dei Monti con i capelli forse ingrigiti, forse no. Un po’ spot, un po’ cartolina. Ma per essere uno di quei video pseudoromantici tutto sommato regge.
- VOTO 5-
Il meglio di me
Francesco Renga
Tira molto vento nel Meglio di me di Francesco Renga, che, sfidando le intemperie, deve portare in salvo una fiammella (di vita, d’amore, di resistenza?) che protegge con le sue mani. Spoiler: tra bambini, mamme e nonni stupiti, la fiammella si alzerà forte in cielo.
- VOTO 4
Poesie clandestine
LDA & AKA 7even
Ci sono dei video che non parlano con la canzone. E che, tra l’altro, sono fatti pure male. Tutto questo è Poesie clandestine, che si perde tra un utilizzo di narrazione, fotografia e ritmo completamente fuori fuoco rispetto al brano di LDA & Aka 7even. C’è la Napoli sotterranea, sì, ma tutta la sua bellezza si riduce a dei tunnel labirintici per cercare la bella musa di turno. Peccato utilizzare certi luoghi in modo così sempliciotto.















