Baby Keem non è solo il cugino di Kendrick Lamar | Rolling Stone Italia
Questioni famigliari

Baby Keem non è solo il cugino di Kendrick Lamar

L’album ‘Ca$ino’ e il corto in tre parti ‘Booman’ raccontano un rapper e produttore che non è qui “per giocare con le parole, ma per far sentire la mia voce”

Baby Keem non è solo il cugino di Kendrick Lamar

Baby Keem

Foto: Jason Koerner/Getty Images

Per lanciare Ca$ino Hykeem “Baby Keem” Carter ha pubblicato una serie di tre brevi documentari. Si intitolano Booman, dal suo soprannome d’infanzia, e sono pieni di video di quand’era piccolo girati dalla zia LaConnie Govan. Vedendoli si capisce che vita ha fatto Baby Keem: la nascita a Los Angeles da una madre assente, il trasferimento a Las Vegas con la nonna e le zie, i beat e poi il rap come attività in cui trovare conforto. Diretta da Govan con Alexandre Moors, la trilogia sottolinea la simmetria tra il Keem bambino che ascolta tutto felice in auto Move Bitch di Ludacris e il Keem adulto che riceve un Grammy nel 2022 dalle mani proprio di Ludacris per Family Ties, il singolo fatto col cugino Kendrick Lamar.

In Booman c’è anche Lamar, ma è una presenza secondaria e non distoglie l’attenzione dal succo, ovvero il contesto in cui è cresciuto Keem e come lo abbia influenzato. Per molti il rapper non è mai stato più di un famigliare e un protetto di Lamar con un disco, The Melodic Blue, privo dello spessore di un Mr. Morale & the Big Steppers. Ora Booman e l’album Ca$ino chiariscono una volta per tutte che Keem sarà pure sotto contratto con la pgLang di Lamar, ma è pronto a raccontare una storia che è solo sua.

Booman I | Ca$ino Documentary

Se i tre episodi di Booman, 34 minuti in tutto, si chiudono con una sorta di riscatto, ovvero Keem che ha finalmente successo, Ca$ino inizia e finisce in modo tormentato. “Non sono un lyricist / Sono solo un bastardello qui per sperimentare”, rappa in I Am Not a Lyricist con una cadenza che ricorda André 3000. “Non sono qui per giocare con le parole, sono qui perché la mia voce venga ascoltata”. Anche se la produzione di Ca$ino è condivisa con altri, tra cui Danja (vedi le hit anni 2000 di Timbaland a cui ha collaborato come Ayo Technology di 50 Cent), Cardo Got Wings e Scott Bridgeway, si capisce che Keem pensa come un produttore ed è interessato a esplorare vari mondi più che a chiudersi in modo rigido in uno solo.

La voglia d’avventura di Keem lo porta a battere strade che non ti aspetti. Come in Dramatic Girl, una traccia che non sfigurerebbe nel repertorio di Aminé, di Tyler, the Creator o di altri rapper in equilibrio tra spavalderia e introspezione. Usa campionamenti morbidi da Honey Honey di Feist (in Birds & the Bees, titolo che richiama un pezzo del 2011 con un titolo simile di Schoolboy Q e Lamar), You Know the Feeling di Steve Wightman (in House Money) e I Do Love You di Billy Stewart (in Highway 95 Pt. 2). In I Am Not a Lyricist c’è Citizen Cope, in $ex Appeal appare Too $hort.

Booman II | Ca$ino Documentary

C’è anche Lamar, ma la sua presenza non è ingombrante come lo era in The Melodic Blue. Nella sua strofa di Good Flirts rappa “Merda, spettegolo con la mia tipa manco fossi Young Thug”, un riferimento benevolo a Thugger e alla sua fidanzata Mariah the Scientist, alle prese con le conseguenze delle disastrose telefonate dal carcere di Thug uscite di straforo lo scorso anno. In ogni caso, la figura dominante nell’album è Keem. A volte urla, oppura usa un flow rabbioso o canta, ma a prescindere da come usa la voce riesce sempre a risultare leggero.

Perché Keem ha messo tanto dolore nelle tracce di Ca$ino a fronte dei pezzi che mirano al pop e all’evocazione del mondo di Las Vegas? “Salgo sul palco e fingo un sorriso, ma non ci riesco”, rappa in No Security. E nel duetto finale con James Blake No Blame scrive una sorta di lettera a una madre in gran parte assente: “Avevo 7 anni, ti aspettavo in pigiama / Dicevi che saresti tornata a casa, non avresti mai dovuto promettermelo”. Viene in mente 2Pacalypse Now, il debutto di Tupac del 1991 che si chiudeva col rapper che rimproverava sua madre, Afeni Shakur, definendola una Part Time Mutha, una madre part-time. A Pac ci sono voluti altri quattro anni per scrivere Dear Mama, comprendere che doveva rispettare i problemi della madre e anzi apprezzare quel che aveva fatto.

Booman III | Ca$ino Documentary

Keem arriverà mai a questo tipo di lucidità nel bel mezzo di una carriera in piena ascesa? Ca$ino sembra un disco di transizione, una transizione difficile ma necessaria per andare oltre The Melodic Blue, ma non ha la grazia e l’immediatezza del debutto del 2021. Forse la risposta alla domanda è solo rimandata. Keem ne esce comunque come artista dotato di una sua visione personale, una visione che ha tutte le intenzioni di portare avanti, a prescindere dal suo passato.

Da Rolling Stone US.