Ogni quattro anni, il mondo si scopre appassionato di curling. C’entrano naturalmente le Olimpiadi Invernali, e il giro tra Milano e Cortina, conclusosi ieri 22 febbraio, non ha fatto differenza. Non ci sono Olimpiadi Invernali senza curling, insomma (anche se divenne sport olimpico ufficiale solo a partire dal 1998). In Italia, è un risultato a cui ha contribuito l’oro vinto dalla coppia di doppio misto formata da Amos Mosaner e Stefania Constantini durante le Olimpiadi di Pechino 2022, bissata anche se “solo” con un bronzo dagli stessi due atleti anche quest’anno. Ma di che cosa parliamo, quando parliamo di curling?
Il curling è visivamente simile al gioco delle bocce, ma su ghiaccio. Al posto di una sfera, gli atleti lanciano stone, grosse pietre (granito) con manico realizzate appositamente dalla ditta Kays Scotland con materiali provenienti dall’isola disabitata di Ailsa Craig, in Scozia (almeno, quelle delle Olimpiadi). Una volta tirate sul ghiaccio con un certo gesto atletico parecchio scenografico, l’atleta può decidere se “spazzare” la pista davanti alla pietra, regolandone percorso e traiettoria con l’obiettivo di spostare le pietre degli avversari.
Il legame con la Scozia non è casuale. Proprio dal Nord dell’attuale Regno Unito provengono le prime testimonianze di questo sport: siamo nel 1540, e all’Abbazia di Paisley (appunto in Scozia) si registra una partita di proto-curling, ovvero di un gioco che utilizzava i laghi ghiacciati come pista da tiro. Dal passatempo invernale alla competizione il passo fu lungo ma non troppo: nell’Ottocento, ancora in Scozia vennero formati i primi club di curling. Sport il quale fu presente alle Olimpiadi Invernali a partire dalla prima edizione, tenutasi nel 1924 a Chamonix, in Francia (anche se solo con squadre maschili). In quell’occasione furono assegnate medaglie a scopo dimostrativo. E poi il curling si ripresentò sempre un ottica “di prova”, almeno fino ai Giochi di Nagano del 1998, quando entrò ufficialmente a far parte della manifestazione.
Ok, ci siamo. Ma come si gioca a curling?
Lo scopo del gioco è avvicinare quante più stone possibili a un punto della pista chiamato bersaglio, in una zona denominata casa. Il tiro della pietra avviene in 10 end, ovvero tiri di lancio tra gli avversari. Durante ogni end, ogni componente di ciascuna squadra tira due pietre, e dunque ogni end vede un totale di otto pietre lanciate per team (si scontrano due squadre da quattro giocatori ciascuna). Questo nel caso in cui le squadre siano composte da persone dello stesso sesso. Nel doppio misto, invece, gli end sono 8 e non 10, e in ogni end si tirano 5 stone per squadra (e le squadre, naturalmente, sono composte solo da due persone).
In ogni tipo di competizione, i punti si contano al termine di ogni end. Questo significa che, alla fine di ogni “turno”, la pista viene resettata. La squadra con la pietra più vicina alla casa segna un punto, e può segnare un punto aggiuntivo per ogni pietra più vicina al bersaglio centrale rispetto a quelle dell’avversario. Durante ogni end, inoltre, è avvantaggiata la squadra che tira per seconda, in quanto avrà l’ultimo tiro, con il quale è più facile segnare punti. Per questo, spesso si dice che la squadra che tira per prima gioca “in difesa”. Ah: il curling non ha un arbitro per segnare i punti. Al termine dell’end, i punti sono decisi controllando la pista da parte degli skip, cioè i capitani, delle due squadre. I quali di solito danno direzione ai lanciatori e sono gli unici che non “spazzano” la pista dopo il tiro della pietra (avrete ben presente il gesto). Un’altra cosa: per effettuare tutti i lanci a loro disposizione, le squadre hanno un tempo totale a disposizione di 38 minuti, o 22 se si tratta di doppio misto.
Per vedere di persona il curling in azione, siamo andati a Cortina per la finale della competizione a squadre maschile, disputatasi tra Canada e Regno Unito il 21 febbraio 2026. Una sfida attesissima: i canadesi arrivavano alla competizione forti di altri tre ori olimpici, mentre la Gran Bretagna sembrava la netta favorita, e la più affamata del titolo. È dalle Olimpiadi di Sochi (era il 2014) che la rivalità tra i due Stati – che poi, si tratta di una sfida tutta interna al Commonwealth della Corona britannica, con la madrepatria rimandata a casa in sequenza – sul campo di curling prosegue. Ed è normale che, essendo il curling nato nell’isola di Albione, i britannici se la siano legata al dito.
Per l’occasione siamo stati ospiti di AirBnb, Partner Mondiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici, che per Milano-Cortina si è legato al curling a doppio giro. Infatti a Casa AirBnb, allestita nel cuore di Milano, in via Senato, tra le molte attività offerte al pubblico è sbucata anche una pista da curling. Dove, guidati dal campione canadese (to’ guarda!) Brent Laing, i partecipanti hanno potuto scoprire i segreti di questo sport. E chissà che, così facendo, il curling non si sia guadagnato un posto fisso nel cuore degli appassionati sportivi. Ci rivediamo alla prossima Olimpiade Invernale?










