Le nomination ufficiali per gli Oscar 2026 non sono ancora arrivate, ma Amanda Seyfried ha già fatto pace con questa “gara”. In un’intervista uscita il 18 gennaio per il New Yorker, l’attrice ora al cinema con Una di famiglia – The Housemaid di Paul Feig, thriller domestico dal sapore camp dove recita accanto a Sydney Sweeney, ha dichiarato che tutto il lavoro fatto negli anni e tutte le soddisfazioni ricevute li ha ottenuti senza l’ausilio di una statuetta dorata. E quindi «perché dovrei volerne una ora?».
La carriera di Seyfried in effetti parla da sola: classe ’85, debutta al cinema nel 2004 con Mean Girls e tra musical (Mamma Mia!), commedie romantiche (Letters to Juliet), franchise (Ted 2) e serie tv (ve la ricordate nei panni di Elizabeth Holmes in The Dropout?), si è fatta strada anche nel cinema d’autore. L’ultima impresa in questo senso è Il testamento di Ann Lee di Mona Fastvold, presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia, dove interpreta proprio la protagonista, la leader religiosa Ann Lee (il film uscirà in Italia il prossimo 12 marzo).
L’attrice ha continuato: «Chi si ricorda chi ha vinto negli ultimi dici anni? L’importante non è vincere, ma essere nominati. Ti aiuta ad andare avanti, è un fatto. Ora sto aspettando di riceverne una in una settimana, o due, o quando sarà? Certo che no. Sarebbe bello? Certo, per tutte le ragioni del mondo. Ma non è necessario. Ogni attore si costruisce la propria longevità, quando si tratta di una carriera. Significa scegliere oculatamente per fare arte in questo mezzo espressivo, rifiutando film commerciali che sono solo divertenti e portano soldi».
Per il suo ruolo nel Testamento di Ann Lee, Seyfried è già stata nominata come miglior attrice protagonista ai Golden Globes e ai Critics’ Choice Awards, senza però vincere. Nel 2021, la sua performance in Mank di David Fincher le era invece valsa la nomination, proprio agli Oscar, come miglior attrice non protagonista.
«Nelle nostre carriere ci sono momenti pieni e momenti scarichi. La percezione di chi siamo può cambiare di giorno in giorno. Io sono stata coerente nelle mie scelte, nei miei valori e nei miei bisogni», ha aggiunto Seyfried. «Ora per esempio è un buon momento, perché Una di famiglia sta andando molto bene» (200 milioni di dollari al box office globale, e un sequel già confermato in lavorazione). «Non è sempre così. A volte sei in Mamma Mia!, a volte in Ted 2 o in Un milione di modi per morire nel West (film di Seth Mac Farlane del 2014, ndr), che sarebbero dovuti essere macchine da soldi. E invece può succedere il contrario».















