Appunti geniali: il libro con gli spartiti scritti da George Martin per i Beatles | Rolling Stone Italia
Magical Mystery Scores

Appunti geniali: il libro con gli spartiti scritti da George Martin per i Beatles

Sta per uscire a 100 anni dalla nascita un librone con le partiture scritte a mano e annotate all’epoca dal produttore, con la prefazione di Paul McCartney. A lezione da un maestro. Ce ne parla il figlio Giles

Appunti geniali: il libro con gli spartiti scritti da George Martin per i Beatles

George Martin in studio con i Beatles, circa 1964

Foto: Michael Ochs Archives/Getty Images

Grazie al lavoro svolto coi Beatles, George Martin è entrato nella leggenda come il mago dello studio di registrazione. L’opera del produttore, che con i quattro di Liverpool ha cambiato il corso della musica popolare, è ora raccolta in volume lussuoso intitolato George Martin: The Scores che sarà pubblicato ad aprile da Curvebender. È la prima antologia dei suoi manoscritti e spartiti, che escono dagli archivi in occasione del centenario della nascita caduto lo scorso 3 gennaio.

Il libro è diviso in tre volumi e include decine di partiture originali scritte a mano per classici come Strawberry Fields Forever, A Day in the Life, Here Comes the Sun, Yesterday, Live and Let Die (dei Wings di McCartney) e molti altri. La prefazione è firmata da uno dei suoi più grandi estimatori e collaboratori più stretti: Paul McCartney. «In un certo senso», dice il figlio di George, Giles Martin, a sua volta produttore affermato, «è un libro d’arte visto che le sue partiture sono molto belle anche solo da vedere. Trasmettono vitalità».

Il progetto The Scores è nato negli ultimi anni di vita del produttore, prima della sua morte avvenuta nel 2016. «Mio padre stava male e allora ho pensato che fosse essere una buona idea tenerlo impegnato con un libro con le sue partiture». Martin è stato coinvolto nel progetto, nonostante il peggioramento delle sue condizioni di salute. Ha scavato a fondo nei suoi archivi. «È una selezione delle sue partiture che abbiamo preso e riprodotto fedelmente, nello stesso modo in cui è stata realizzata la partitura di Yesterday anni fa. È un libro dei suoi spartiti con commenti, un’analisi approfondita di ogni arrangiamento, della sua storia e di come è stato realizzato».

Si tratta dei manoscritti che Martin ha conservato dopo le session di registrazione. Essendo spartiti di lavoro usati in studio, ci sono anche le sue annotazioni scritte a mano che offrono uno sguardo dall’interno sul suo processo creativo. Alcuni contengono idee per arrangiamenti alternativi che alla fine non sono stati realizzati. Il libro è accompagnato da un album: nuove registrazioni orchestrali delle sue partiture, per ascoltare  il suo lavoro, effettuate nello Studio Two di Abbey Road, la sala in cui Martin ha creato tanta magia con i Beatles.

L’edizione standard include una chiavetta usb con i file audio, la deluxe è contenuta in cofanetto rigido con un CD, una bacchetta da direttore d’orchestra, una riproduzione a parte di una partitura di Martin e un Blu-ray con immagini delle session ad Abbey Road. Per i collezionisti più accaniti c’è una edizione signature a tiratura limitata, con una dedica autografa che George Martin ha scritto all’inizio del progetto, anche se non è riescito a vedere il risultato finale.

Una delle tre edizioni di ‘George Martin: The Scores’. Foto: Curvebender Publishing

Sir George, o Mr. Martin come veniva chiamato dalla band, è il produttore che ha messo sotto contratto John, Paul, George e Ringo. Non solo: ha anche deciso con una certa audacia lasciare che scrivessero le loro canzoni, una cosa sostanzialmente inaudita nel mondo del pop di allora. Aveva un background di musica classica. «Non sono un tipo rock’n’roll», ha ammesso una volta. «Mi sono sempre piaciuti i dolcevita e ho un debole per i blazer. Ma c’è stato da parte mia anche lo sforzo consapevole di non conformarmi a loro, non mi sono fatto crescere i capelli fino a dopo la fine dei Beatles».

Grazie alla sua competenza il gruppo si è evoluto e ha sperimentato, dando vita a idee folli negli studi di Abbey Road (per fare solo un esempio celebre, ha composto e suonato l’assolo di pianoforte di In My Life, accelerandolo poi per farlo sembrare un clavicembalo). Da Yesterday a Eleanor Rigby fino a I Am the Walrus, i suoi arrangiamenti orchestrali sono una parte fondamentale della musica dei Beatles.

«È bellissimo vederlo sulla carta, con la sua calligrafia», dice il figlio. «Era un omone, ma scriveva annotazioni molto piccole». Quelle annotazioni hanno contribuito a fare la storia. «Quando le vedi scritte, ti rendi conto che nessuno sentiva quella musica, nemmeno lui, finché non veniva suonata. Ora è il contrario, guardiamo la musica che è stata suonata».

Da Rolling Stone US.