Marco Belinelli racconta: «Senza playoff sono incazzato»

La stella dell'Italia del basket torna a raccontare a Rolling Stone la sua NBA, tra la delusione per il finale di stagione con i suoi Hornets e i progetti futuri, con in testa i prossimi Europei

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Finisco il mio decimo anno in NBA non pienamente soddisfatto. Per il secondo anno consecutivo non giocherò i Playoffs e questo mi fa incazzare parecchio. Come ho avuto modo di dirvi più volte, la vera NBA si gioca lì. Cambia tutto: l’intensità, la velocità, la forza, l’aggressività… è un altro mondo.

Quando li hai provati e, come è capitato a me, quando sei arrivato fino in fondo, poi non ne puoi fare a meno.
Tuttavia non posso prendermela se non con me stesso. Il basket è uno sport di squadra e come squadra abbiamo pagato un mese di gennaio troppo brutto per essere vero. Undici sconfitte di fila, sconfitte nate negli ultimi minuti della partita o negi overtime significano che siamo stati “soft”, come dicono gli americani. Non abbiamo lottato abbastanza, non siamo stati costanti e mi ci metto dentro anche io.

Non sono abituato a guardare alle mie statistiche personali, perché quelle non servono se non vinci. Come ha detto ieri Russel Westbrook dopo la sconfitta con Huston ma facendo una prestazione stellare (51 punti!) ha commentato:«I DONT GIVE A FUCK». Perché è così, non conta la tua prestazione se non vinci.

Tuttavia devo dirvi che a Charlotte si sta bene, l’organizzazione è ottima, c’è tutto ciò che serve per fare bene. Certo, ora i Playoffs non riesco a guardarli in tv. Ci sono squadre meno forti di noi e questo mi brucia…

Ora un po’ di riposo in Italia. Stare con la famiglia, la mia fidanzata Martina e gli amici è la medicina migliore per superare la delusione. Ho in programma un po’ di viaggi in giro per il Pese per incontrare tutti quei tifosi che durante l’anno mi scrivono, mi seguono e stanno alzati tutta la notte per vedere le partite. Poi ho una nuova sfida in mente: iniziare Pilates o Yoga. Non l’ho mai fatto e sono super rigido… vediamo come va a finire!

A fine luglio la testa sarà già alla Nazionale e lì non ci sono più scuse: agli Europei voglio fare qualcosa di buono. Dobbiamo dimostrare come squadra di avere talento non solo sulla carta ma anche in campo! Non voglio che la nostra generazione sia ricordata come quella che ne aveva le possibilità ma non ha vinto nulla.

Intanto ora ho un appuntamento: vedere IT al cinema! Quando esce in Italia?? qualcuno lo sa???