Inter vs Milan: bentornato derby della Madonnina

Dopo i cambi di proprietà delle due squadre, lo scontro di quest'anno sembra essere decisivo per cercare di riprendersi un posto fra le grandi del calcio italiano

Il derby di questa sera tra Inter e Milan è il primo di una nuova era per entrambe le formazioni, è un derby di transizione con due squadre che da anni non giocano per il titolo e che stanno ricostruendo il loro profilo per provare a ritrovarsi.

È il tempo di definire assetti societari, imprenditoriali e sportivi che possano garantire ad entrambe le squadre un futuro vincente. Per farlo devono partire anzitutto da una necessità che è la priorità nel calcio di oggi: recuperare posizioni tra i “paperoni”, tra le società più ricche, visto che l’Inter è al diciannovesimo posto e il Milan sedicesimo per fatturato complessivo, con entrambe le squadre che hanno perso moltissimo terreno su questo fronte: – 16% il Milan e – 27% l’Inter.

Sul campo, di riflesso, non va meglio: al derby di domenica sera l’Inter arriva in classifica con qualche punto in più ma entrambe – da anni – stentano. L’Inter dopo il triplete di Mourinho è tornata “pazza”, il Milan ha faticato nella transizione post-berlusconiana. Così da anni le due squadre non arrivano almeno tra le prime tre della Serie A e sono almeno 5 anni che entrambe le squadre non giocano insieme le competizioni europee: è utile ricordare che durante gli anni ’00 entrambe si giocavano la Champions League, vincendole, e si sfidarono in due epici derby di Coppa che anche i non diretti interessati ricordano.

Sono ricordi recenti che stridono con i risultati degli ultimi tempi, con le campagne acquisti deludenti, con l’asset tecnico che ha visto il Milan cambiare 6 allenatori in una manciata d’anni e l’Inter 5.

Ma è pur sempre il derby della Madonnina una delle rivalità più profonde e antiche della storia dello sport mondiale e lo è soprattutto per i tifosi delle due squadre, quelli che lo seguiranno worldwide (più di 180 i paesi che trasmetteranno il match) e quelli che vivono in città, chi abita a Milano anche se non direttamente interessato sa che il derby è “la partita”, non esasperatamente sentita come Roma – Lazio ma è un appuntamento che appassiona profondamente e preoccupa… da osservatore esterno e laico l’impressione è che sia più importante non perdere che vincere.

È una di quelle partite che definisce rapporti di forza in una città che è rappresentata da due delle squadre più famose della storia del calcio ma che – sembra – non abbiano alcuna possibilità di vincere nel breve tempo e che stanno provando scrivere un futuro per tornare grandi nel medio periodo, partendo dallo stadio (dei miglioramenti con una riduzione di capienza? Uno stadio tutto nuovo per entrambe?) e dagli investimenti e delle strategie dei nuovi proprietari cinesi che nel prossimo futuro inizieranno a tracciare il percorso di entrambi.

Sarà quindi di nuovo derby della Madonnina dopo più di cento anni dal primo disputato, sempre in una giornata di metà ottobre in quel di Chiasso, nel 1908, Una sfida tra due squadre che ha attraversato gli anni delle due guerre e delle sfide all’Arena, di Meazza e poi nei primi anni ’50 i primi passi di quelle che negli anni a venire sarebbero diventate due corazzate grazie a giocatori entrati nell’epica di questo sport, per il Milan ad esempio c’erano Nordhall III o Jose Altafini (autore di un poker in un derby che mio nonno ha raccontato decine di volte) e l’allenatore degli allenatori Nereo Rocco.

Per l’Inter ci furono gli anni ’60 soprattutto con l’Inter degli invincibili di mister Herrera, da Luisito Suarez a Facchetti a Mazzola protagonista dei derby a fine anni ’60 contro il rivale di sempre, Gianni Rivera, in assoluto uno dei top 5 giocatori della storia del calcio italiano e di conseguenza uno dei più grandi ad aver indossato il rosso e nero.

Se pensiamo poi agli anni ’70 e ai primi anni ’80 beh chi può ricordare penso possa concordare: sono stati forse anni difficili come questi, segnati dalla rivalità cittadina, da poche vittorie (l’Inter Campione d’Italia 1979) e da anni in cui non vennero disputate stracittadine (il Milan in B).

Tutt’altra storia da fine anni ’80 in poi, si potrebbero fare formazioni con decine di giocatori che hanno giocato i derby che sono di diritto tra i migliori della loro epoca e molti di loro possono essere considerati tra top player della storia. Provate a pescare del mazzo: il trio olandese, i panzer tedeschi, Ronaldo il fenomeno, Kakà e Sheva, Milito e Eto’o, gli italiani Baresi, Bergomi, Maldini, Tassotti, Zenga, Rossi, gli allenatori Sacchi, Ancelotti, Mourinho, Trappattoni, Capello. Back in the days giusto per tenere lo sguardo al futuro, per riprenderselo a partire dal derby di stasera.