Ed Sheeran sul nuovo numero di Rolling Stone

Dalle notti passate a dormire sulla Circle Line di Londra al successo planetario: in edicola un viaggio alla scoperta del numero uno della musica internazionale, capace di riscrivere ogni record di ascolti. E poi Bono, i Migos e Maurizio Cattelan, i giovani e le elezioni, Elio e James Franco. "Rolling Stone" di febbraio è imperdibile.

«Finivo un concerto, bevevo fino alle cinque del mattino aspettando che aprisse la metropolitana, salivo e mi mettevo a dormire fino a quando non arrivava l’ora di fare un altro concerto». Sono passati appena 10 anni da quando Ed Sheeran dormiva sui vagoni della Circle Line, la linea della metropolitana più lunga e più lenta di Londra. Oggi è l’uomo dei record della musica internazionale: il suo album Divide è stato il più venduto del 2017, mentre il singolo Shape of You è il più ascoltato di tutti i tempi su Spotify.

Ed Sheeran è il protagonista della cover story del numero di febbraio di Rolling Stone, in uscita il 6 febbraio. Nell’articolo, a firma Michele Primi, sono svelati tutti i segreti del nuovo re del pop: la sua vita privata, i suoi maestri, la sua passione per il cinema e le serie tv, la musica che più lo emoziona. E non è un caso se il servizio si conclude con queste parole di Sheeran: «Alla fine vinco sempre io».

Il nuovo numero di Rolling Stone con Ed Sheeran è da oggi in edicola e in digital download.

Su questo secondo numero dell’anno del nostro magazine il fenomeno britannico è in buona compagnia, assieme a tante star internazionali della musica e del cinema. Imperdibile l’intervista del fondatore di Rolling Stone America Jann Wenner a Bono. Il frontman degli U2 dice la sua sul mondo della musica oggi, e come il digitale lo ha cambiato. «Lo streaming assomiglia agli anni ’50, quando le canzoni erano più importanti degli album», le parole di Bono, che racconta anche il suo incredibile “incontro ravvicinato” con la morte.

Le esperienze estreme, seppur di diverso tipo, sono il pane quotidiano dei Migos, i nuovi padroni della scena rap americana. Offset, Quavo e Takeoff girano per la loro città, Atlanta, su bolidi fiammanti, pieni di dollari e avvolti da nuvole di fumo, e noi abbiamo avuto accesso a una delle loro serate di ordinario delirio. Camila Cabello, invece, si concede al più una replica di Friends su Netflix: così diversa dai colleghi di Culture, ma a loro accomunata dal successo planetario.

Di ritorno in Italia, nel giorno in cui prende il via il 68esimo Festival di Sanremo, incontriamo Elio e le Storie Tese, che ci parlano del lungo e sofferto addio alle scene, e Noemi, che rilancia con un nuovo disco e una nuova avventura sul palco dell’Ariston.

La rassegna, quest’anno, cade nel mezzo di una campagna elettorale che proprio non riesce a decollare. Sempre più insofferenti alla politica, dicono esperti e sondaggi, sono i giovani. Ma sarà proprio così? Quanto è da temere l’annunciata diserzione di massa alle urne delle nuove generazioni? Prova a rispondere Leonardo Bianchi, uno dei più attenti e originali osservatori della società italiana. «Dall’era delle ideologie siamo passati all’era glaciale: siamo spettatori della nostra rovina», dice Maurizio Cattelan. Di politica, musei, futuro e verità – «è terribilmente noiosa» – ci parla l’artista italiano più apprezzato nel mondo.

Come sempre il grande cinema è protagonista su Rolling Stone. Nel numero di febbraio trovano spazio un’intervista esclusiva a Gabriele Muccino e al cast del suo ultimo film, A casa tutti bene. Così come, dall’altra parte dell’oceano, ci descrivono le loro ultime fatiche Guillermo del Toro e James Franco, che, rispettivamente con La forma dell’acqua e Disaster Artist, sono da tempo entrati in zona Oscar.

Ma non finisce qua. Sulle nostre pagine ci sono anche lo sport con il campione di wakeboard Nicolò Caimi e il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, che parla dei rischi per la libertà di stampa, Jack White, SZA, i Simple Minds e Erykah Badu, le nostre recensioni di dischi, libri e videogiochi. Insomma, mille e più motivi per fare un salto in edicola.

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