Totò Riina, è morto il padrino di Corleone

Aveva 87 anni ed era ricoverato da due anni presso il reparto per detenuti della clinica universitaria di Parma
Totò Riina durante il processo Scopelliti del 1995. È scomparso a 87 anni

Totò Riina durante il processo Scopelliti del 1995. È scomparso a 87 anni


È morto Totò Riina, il boss di Cosa Nostra, che era ricoverato da circa due anni presso il reparto detenuti della clinica universitaria di Parma ed era in coma dopo l’ultimo intervento chirurgico. Aveva 87 anni, gli ultimi 24 passati in carcere.

Stava scontando una pena di 26 ergastoli per omicidi e stragi di stampo mafioso, tra cui quelle in cui morirono i magistrati Falcone e Borsellino.

Riina era nato nel 1930 a Corleone, in provincia di Palermo. Rimasto orfano di padre, si legò alla figura del mafioso Luciano Liggio, a cui era molto vicino anche lo zio paterno. Venne arrestato per la prima volta a 19 anni (per una rissa finita con un omicidio), poi a 33 e successivamente iniziò la sua latitanza.

Fu un uomo chiave all’interno delle cosiddette “guerre di mafia”, scontri interni tra clan rivali, la prima nel 1962, la seconda nel 1981. Nel 1992 fu protagonista del momento di violenza della mafia nei confronti dello Stato, come reazione al Maxiprocesso che condannò all’ergastolo diversi boss.

La rappresaglia mafiosa culminò tra maggio e luglio del 1992, con le due stragi di Capaci e via D’Amelio. Riina venne poi arrestato nel 1993.

Negli ultimi mesi era imputato anche in un altro processo, quello sulla trattativa “Stato-mafia”, l’ipotesi dell’esistenza di un dialogo tra Cosa Nostra e i vertici del governo per ottenere una tregua nell’escalation di violenza in cambio di un’attenuazione delle misure detentive rigide del 41 bis.