Svapare l’erba fa male alla salute?

Le "vape pens" sono eleganti, discrete e non fanno strani odori, ma sono davvero meglio della cara vecchia canna?

Foto di Nikolay Vinokurov / Alamy / IPA

Ho comprato la mia prima vape pen per l’erba nel 2014. Era elegante, argentata, con una batteria ricaricabile inserita nella custodia trasparente, vicino al concentrato di marijuana dal colore ambrato. Non mi è mai piaciuto vaporizzare – non era abbastanza forte e mi dava sempre il mal di testa – ma una cartuccia collegata a una sigaretta elettronica era una cosa diversa. Ogni tiro era come quello di una canna, ma senza fumo. È stata una rivelazione.

Avevi già provato concentrati di marijuana, ma niente del genere: la vape pen non produce odori. Da un giorno all’altro potevo farmi due tiri di nascosto, in bagno, anche nel bel mezzo di uno spettacolo teatrale o di un concerto, proprio mentre i miei amici stavano seduti in poltrona, o mentre andavano al bar per un drink. Ho iniziato a portarmela ovunque. Le vape pens erano il futuro.

Dopo i primi giorni, però, ho iniziato a insospettirmi: cosa stavo inalando? Come è stato fatto il liquido? È impossibile trovare un numero di telefono o un indirizzo mail di una delle aziende che lo producono, quindi sono andato a un Weed Festival e ho cercato di parlarne con chi vende quella roba per lavoro. Ho trovato una dozzina di persone che con i concentrati di marijuana pagano l’affitto, e ho cercato di capirci qualcosa.

Ho scoperto che la maggior parte delle vape pens sul mercato contengono un concentrato chiamato BHO (Butane Hash Oil), tutto prodotto più o meno nello stesso modo: si mette l’erba troppo umida in un tubo di PVC, si filtra e si tratta la pianta fino a estrarre un liquido oleoso, un concentrato di THC. Alcuni usano tecniche d’estrazione più avanzate, ma per ora sono solo scienziati da sottoscala, “artisti” che hanno provocato centinaia di incendi ed esplosioni in tutti gli Stati Uniti.

Il risultato dell’estrazione è una specie di moccio, una sostanza cremosa che viene purificata con l’etanolo o – nei casi più “amatoriali” – mettendola nel freezer. Tutto questo processo non è regolamentato, quindi non esiste nessun tipo di standard qualitativo: i prodotti sul mercato sono diversissimi tra loro, e i commercianti hanno iniziato a distinguerli basandosi solo sulla consistenza.

Dopo aver parlato della sostanza con alcuni scienziati ho iniziato ad allarmarmi. La maggior parte dei fattoni che fumano quella roba sono convinti che sia più sicura dei “metodi tradizionali”, che faccia meno male ai polmoni e che lasci una sensazione più piacevole. I chimici con cui ho parlato, però, mi sono sembrati piuttosto preoccupati. «Il mercato è pieno di prodotti sotto gli standard, roba non sicura», dice Jahan Marcu, Chief Scientific Officer del gruppo Americans for Safe Access. «Queste compagnie stanno provando il prodotto direttamente sul pubblico, alcuni usano le proprie famiglie».

Non sappiamo quanto queste minacce alla salute siano realistiche, la cannabis è ancora illegale negli Stati Uniti (a livello federale) e non ci sono ricercatori al lavoro sul potenziale pericoloso dei sottoprodotti del vaping. Insomma, esiste ancora una possibilità che sia tutto perfettamente sicuro, ma quello che sappiamo delle “cartucce” è piuttosto preoccupante.

Sì, è il momento della roba davvero spaventosa. Primo: quando le prime vape pens sono uscite sul mercato la preoccupazione principale era legata all’inalazione di scorie di butano. Per le aziende che producono olio di cannabis il problema è stato risolto utilizzando macchine a base di CO2. Questo ci porta al secondo problema, quello legato alle sostanze chimiche utilizzate nel processo d’estrazione. Alcune di queste sostanze fanno male alla salute, soprattutto a quelle concentrazioni.

Terzo: alcuni scienziati sono preoccupati dalla presenza di cera e cuticola – una sostanza presente sulla maggior parte delle piante. Il fumo tradizionale brucia la cuticola, la vaporizzazione no. Alcuni esperti sono convinti che la sostanza si possa depositare nei polmoni, e non è una buona notizia. Al momento non ci sono prove sicure della teoria – è passato troppo poco tempo -, ma molte compagnie di estrazione si sono ingegnate per rimuovere i residui dal loro olio, che risulta molto meno viscido e più simile a un vero liquido.

Ma indovinate un po’? Non c’è modo di capire quale sia l’olio giusto, perché molti lo mischiano con altre sostanze sintetiche. Uno studio del 2010 dimostra come l’inalazione di questi chimici possa peggiorare l’asma e le allergie, e altrettante ricerche hanno collegato le sostanze alla diffusione di agenti cancerogeni, soprattutto se vaporizzate ad alte temperature. Insomma, la temperatura della mia vape pen è molto più importante di quanto pensassi.

E non dimentichiamo dell’erba vera e propria. I chimici usati dai contadini durante la coltivazione sono invisibili, ma possono causare il cancro. Questi pesticidi sono su tutto quello che fumiamo, ma gli scienziati sono convinti che siano più pericolosi se vaporizzati ad alte concentrazioni, proprio come succede con l’olio di cannabis. E questo problema non si può risolvere, non è possibile testare ogni singolo prodotto sul mercato.

Ho scritto la prima storia sul tema due anni fa, e mi chiedono spesso se ho smesso di svapare. La verità è che lo faccio ancora – ho una pen in borsa proprio ora. Per un po’ ho cercato di acquistare il miglior olio possibile: non mi sembrava troppo difficile, conosco un sacco di contadini e produttori. Dovevo solo andare da qualcuno di fiducia e sarei stato a posto. Poi una di queste persone si licenziava, mi raccontava che nella sua compagnia (che io ritenevo “a posto”) si usavano pesticidi e che avevano scoperto serre con piante zuppe di chimica. Ho avuto questa conversazione parecchie volte. Ho rinunciato.

Quindi, indovinate un po’? Il vostro vaping salutista è una stronzata. Non sapete cosa state fumando e non sapete cosa sta facendo al vostro corpo. Ma se vi devo dire la mia, se vi trovate bene così continuate pure. Svapate di brutto. Io lo continuo a fare, anche se tutto quello che ho scoperto mi rende un vero idiota. Certo, forse è solo questione di tempo. Forse tra qualche anno sarà tutto legale e il governo inventerà un sistema di regole che possa garantire la nostra salute. Forse.

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