Perché gli uomini potenti si fanno guardare mentre si masturbano?

Si chiama “rabbia erotizzata” ed è violenza, non sesso

Sono passati solo pochi giorni da quando il New York Times ha pubblicato le testimonianze delle cinque donne che accusavano il comico Louis C.K. di averle costrette a guardarlo mentre si masturbava. Il mese scorso è successa la stessa cosa con l’analista politico Mark Halperin, anche lui accusato di essersi toccato di fronte alle dipendenti del suo ufficio. Tra un evento e l’altro è scoppiato lo scandalo Weinstein, che nel corso della sua “carriera” ha anche eiaculato su una pianta di fronte a una giornalista.

Ma che cosa c’è di così affascinante nel masturbarsi di fronte a una persona in chiaro stato di shock?

Ne abbiamo parlato con Alexandra Katehakis, terapista del sesso del Center for Healthy Sex, che ci ha spiegato perché il sesso non c’entra nulla. «Quello è un atto di violenza», dice. «Sono uomini che godono dell’umiliazione del loro obiettivo. È rabbia “erotizzata”, sfogata in un modo davvero sadico. E la reazione che ricevono li eccita ancora di più, perché rappresenta il loro potere». Questi uomini non superano la linea della violenza, perché «lo stupro è un atto criminale, e decisamente più patologico. L’esibizionismo, invece, è un illecito civile. Possiamo dire che gli esibizionisti, rispetto agli stupratori, riescono a controllare meglio i loro impulsi».

Anche se non si fa una violenza fisica vera e propria, bisogna sempre ricordarsi che gesti come quello di Louis C.K. lasciano alle vittime cicatrici emotive molto difficili da cancellare. «È un’esperienza profondamente traumatica», dice il Dr. Hernando Chaves, ricercatore e terapista del sesso. «Non è facile uscire da situazioni del genere. Molte vittime interiorizzano il senso di colpa, smettono di fidarsi degli uomini e non credono che ci siano persone capaci di rispettare certi limiti. Alcune si guardano e pensano, “Perché mi sono messa in quella situazione?”. È un problema di slut-shaming».

Diciamoci la verità, la nostra è una società dove basta scusarsi

Dalla parte di questi uomini, invece, ci sono legioni di faccendieri pagati per insabbiare tutte le accuse. Così i colpevoli, famosi o potenti che siano, non hanno nessun motivo per cambiare. «Diciamoci la verità», aggiunge Chaves, «noi viviamo in una società dove basta scusarsi». E questo facilita chi ha comportamenti predatori e, alla fine, autodistruttivi. «Questa è gente che va fuori di testa. Hanno atteggiamenti ingiustificabili e non riescono a fermarsi. Almeno fino a quando non vengono scoperti e il loro mondo va in frantumi», aggiunge Katehakis.

In una lunga lettera pubblicata lo scorso venerdì, Louis C.K. ha confermato le accuse delle donne e ammesso di aver abusato del suo potere. “Mi dicevo che quello che facevo era OK perché non ho mai fatto vedere l’uccello a nessuno senza prima chiedere il permesso, e questa è la verità”, ha scritto il comico. “Più tardi, troppo tardi, ho imparato che quando hai potere su un’altra persona, chiedere se è ok tirare fuori l’uccello non è una domanda. Per loro è una situazione difficile”. Il comico è stato massacrato per aver pubblicato una lettera così solo dopo che la sua carriera era già compromessa. Negli ultimi anni ha sempre negato le accuse.

«Credo che la sua lettera sia molto interessante», dice Katehakis. «Mi sembra che abbia capito cosa stava facendo, la natura del problema. E credo che ora si senta molto in colpa». La dottoressa ci tiene ad aggiungere che quello che vediamo è uno sviluppo positivo: le donne ora si sentono abbastanza forti da accusare i predatori direttamente, facendo i nomi. «Sono gesti nobili, che avranno conseguenze. E sempre più donne si faranno avanti», dice. Allo stesso tempo, però, dovremmo chiederci perché alcuni uomini si comportano così.

«Dovremmo avere compassione», aggiunge. «Le persone non diventano così da un giorno all’altro. Gli esibizionisti sono uomini che si sono sempre sentiti sessualmente inadeguati. Ci dobbiamo chiedere: “Ma cosa è successo a questo tizio? Cosa lo ha portato a fare così? Non è una scusa, ma è un modo per capire e prevenire gli abusi del futuro». «Sono a loro volta vittime di abusi fisici o emotivi? Perché si sentono così? Perché sono arrabbiati e continuano a osare finché il problema non assume proporzioni mostruose», dice. «Come possiamo fare per far capire agli uomini che devono sentirsi responsabili delle loro azioni? Le donne vanno rispettate, non umiliate».

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